“Per l’energia italiana - accendiamo il buon senso”: una grande manifestazione per cambiare politica

“Per l’energia italiana - accendiamo il buon senso”: una grande manifestazione per cambiare politica
Foto di gruppo "Per l'energia italiana"

Sabato 16 marzo in Piazza del Popolo la manifestazione lanciata dal Sindaco di Ravenna Michele de Pascale e sottoscritta da 11 organizzazioni economiche, indetta "per convincere il Governo a cambiare rotta in merito al blocco delle attività estrattive"

È stata presentata oggi 14 marzo in Comune a Ravenna la manifestazione nazionale “Per l’energia italiana - accendiamo il buon senso” in programma sabato 16 marzo alle 11 in Piazza del Popolo a Ravenna, dove solo attese delegazioni di imprese e lavoratori da Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo e Basilicata. L’iniziativa, a cui aderiscono 11 organizzazioni imprenditoriali e sindacali con il patrocinio del Comune e della Provincia di Ravenna, nasce per difendere i lavoratori e le imprese del settore energetico, sostenendo la transizione energetica, le fonti rinnovabili e l’estrazione del gas naturale italiano, e per convincere il Governo a cambiare rotta in merito al blocco delle attività estrattive.

L'adesione alla manifestazione - sulla base di un documento stilato alcune settimane fa - è stata sottoscritta da Confindustria, Cna, Confartigianato, Legacoop, Confcooperative, Agci, Confcommercio, Confimi Industria, Cgil, Cisl e Uil. Ha aderito anche il ROCA Ravenna Offshore Contractors Association.

Diverse anche le adesioni politiche da parte dei partiti di opposizione (Pd, Pri, Articolo 1, Forza Italia) mentre nessun segnale è arrivato dalle forze di governo: né dalla Lega né dal M5S.

Ricordiamo che a Ravenna e in Italia sono circa un centinaio le aziende che operano a vario titolo nel settore delle estrazioni e dell'offshore con circa 10.000 posti di lavoro (molti di più se si considera l'indotto) a rischio dopo il Decreto Semplificazioni, che blocca per 18 mesi le nuove ricerche e quindi gli investimenti nel settore delle estrazioni. La sola Eni ha in cantiere due miliardi di investimenti in Adriatico che ora sono in bilico.

 

“I due grandi obiettivi – dichiara il sindaco e presidente della Provincia di Ravenna Michele de Pascale - dei prossimi anni saranno ottenere energia con il minor impatto possibile sull’ambiente e a un costo il più basso possibile. Il combinato disposto di questi due obiettivi ci porta a dover investire con forza sul mix di energie rinnovabili e gas naturale, la fonte fossile più pulita che esista, abbandonando progressivamente tutte le fonti maggiormente inquinanti. Ravenna, dove è concentrato il 13% delle imprese e il 29% dell’occupazione regionale del settore, può rappresentare un riferimento per esperienza, ricerca e know-how, operando sempre in condizioni di massima sicurezza e grande sostenibilità."

"L’Italia purtroppo è passata oggi da non avere una strategia energetica ad averne una sbagliata. - continua Michele de Pascale - Il nostro Paese ha abbandonato i criteri scientifici affidandosi alla demagogia e questo rischia di creare un danno enorme al comparto, di mettere in crisi migliaia di lavoratori e famiglie, di respingere possibili investimenti, ma soprattutto di pregiudicare lo sviluppo energetico italiano. Il Governo bloccando le attività estrattive ci costringe di fatto ad aumentare le importazioni di gas naturale dai paesi stranieri. Con questa manifestazione chiediamo con forza a Governo e Parlamento di rivedere la propria posizione in merito al blocco delle attività estrattive e di mettere mano a tutta la normativa che le riguarda, collegando le autorizzazioni esclusivamente ad elementi di valutazione di carattere scientifico e ambientale”.

"In un paese fermo, dove tutti gli indicatori economici virano in negativo, il tema delle infrastrutture, anche energetiche, è centrale per rilanciare crescita e occupazione - dichiara Stefan Pan, vicepresidente per le Politiche di Coesione Territoriale di Confindustria, che sabato rappresenterà l'organizzazione a Ravenna - In uno spirito costruttivo, speriamo che la ripresa del confronto con il Governo possa ora concentrarsi sulle misure della crescita, per contrastare questo inspiegabile sentimento anti-impresa e anti-sviluppo. La nostra presenza in piazza è un'occasione per manifestare la forte preoccupazione che può generare lo stop alle trivelle, contenuto nel provvedimento Semplificazioni, mettendo a rischio decine di migliaia di posti di lavoro e un'intera filiera di imprese di eccellenza: quella dell'Oil&Gas".

“Tira un’aria nuova nel Paese: dalla grande manifestazione sindacale unitaria di inizio febbraio alle iniziative delle donne per l’8 marzo, dalla società civile mobilitata sulla TAV alla piazza di Ravenna di sabato prossimo. Persone che non portano in piazza le loro paure, ma si mobilitano per pretendere il rispetto dei diritti, per avanzare proposte per la ripresa economica e produttiva, occupazionale e sociale, di sviluppo della nostra Italia – spiega Pierpaolo Bombardieri, segretario generale aggiunto UIL che parlerà a Ravenna sabato - Questa voglia di partecipazione e il protagonismo delle forze sindacali e sociali qualcosa sta smuovendo: dopo l’incontro di ieri con il Ministro del Lavoro e la riunione fra Sindacati e Confindustria qualcosa sembra muoversi: riparte il confronto, sperando che sia nel merito e non fondato su proclami di stampo elettoralistico. Sulla transizione energetica il nostro Sindacato ha idee chiare: nessuna contrapposizione fra gas naturale ed energie rinnovabili, puntare su tecnologie nuove come idrogeno, una nuova politica di economia circolare, integrazione delle reti, più ricerca e innovazione, più investimenti pubblici e privati. No alla chiusura degli offshore, che ci fa perdere posti di lavoro, leadership tecnologica e credibilità internazionale”.

 

IL PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE

Sabato 16 Marzo - ore 11 - Piazza del Popolo - Ravenna

  • Intervento di apertura del Sindaco di Ravenna, Michele de Pascale
  • Intervento di Emilio Miceli - Segreteria CGIL/Segretario Generale FILCTEM CGIL
  • Intervento di Stefan Pan - Vicepresidente Nazionale di Confindustria
  • Intervento di Luigi Sbarra - Segretario Generale Aggiunto CISL
  • Intervento di Daniele Vaccarino - Presidente Nazionale CNA
  • Intervento di Pierpaolo Bombardieri - Segretario generale aggiunto UIL
  • Intervento di Arturo Alberti - Vicepresidente Nazionale Confimi Industria
  • Intervento conclusivo di Palma Costi - Assessore regionale alle attività produttive, piano energetico, economia verde e ricostruzione post-sisma.

Saranno presenti rappresentanti nazionali delle altre associazioni di categoria che aderiscono alla manifestazione.

 

14/03/2019

 Commenti

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Anch'io sarò in piazza. Il blocco è assurdo: il metano è il più pulito delle fonti energetiche fossili, ed è praticamente a chilometro zero. Questo governo sta distruggendo la nostra industria, i nostri posti di lavoro, la nostra tecnologia... e i croati arriveranno ad estrarre lo stesso metano e a rivendercelo a caro prezzo. Un governo di stolti incompetenti :-(
14/03/2019 - ST
Domani in tutto il mondo milioni (si spera) di giovani manifesteranno contro l'inerzia della politica nella lotta ai cambiamenti climatici. Sabato a Ravenna la politica manifesterà per le fonti fossili, spiegandoci che per passare alle fonti rinnovabili dobbiamo estrarre altro metano dai nostri mari... e niente, ogni commento è superfluo
14/03/2019 - Yuri
Allora venerdim si sciopera per il clima e sabato manifestazione a favore delle trivelle, domenica che facciamo? Ale
14/03/2019 - Ale
Ben detto Yuri
14/03/2019 - alessandro
Grande errore pensare che chi lavora per il gas lavora contro l'ambiente. Da ammirare chi lavora per un mondo sostenibile ma tra utopia e realta' c'e' il cambiamento. Cambiamento, oggi come oggi vuol ancora dire gas metano, piaccia o meno. Non estrarlo ma comprarlo ? Economicamente insensato e ambientalmente estremamente ipocrita. Vogliamo vere leggi ambientali non palliativi per gli ingenui : no al carbone, no agli oli pesanti, si al gas a km zero. Ma e' piu' facile vendere fumo ai cittadini...P.S. lo sapete che dati ARPA alla mano, i Pellets producono molte piu' polveri fini del metano ?
14/03/2019 - Stefano
Condivido appieno le posizioni di De Pascale ( forse per questo finalmente pioverà), ma una riflessione sulle posizioni della sinistra nel suo complesso avute negli anni passati va fatta . Il referendum del 2016 fu promosso da dieci regioni otto delle quali a maggioranza di centro-sinistra. E' inutile poi prendersela con il M5S. Il clima contro le trivelle l'ha fomentato il centro sinistra
14/03/2019 - porter
Yuri, invito anche Lei. Venga in piazza sabato mattina. Forse potrà cogliere qualche spunto di riflessione.
14/03/2019 - Ruvido
Scusa stefano, a parte il fatto che non si blocca niente, semplicemente vengono aumentate le royalties ( fino ad ora praticamente regalate), e non si costruiscono nuove piattaforme, perché si programma in 30 anni un passaggio ad altre fonti di energia, come fanno le altri nazioni europee. Rispetto al fatto che compreremo il metano, se non fosse già cosi, ...ha casa serve la TAP? Infine le fonti alternative che citi, sono tutte da contrastare e superare, ...perchè non parliamo di pannelli fotovoltaici, ad esempio? Siamo in Italia, il sole ancora c'è, e costa poco. Haaaaa forse è questo il problema, costa poco.
14/03/2019 - marco
Io non sono contrario alle trivelle nei nostri mari, ma legambiente, che qualche anno fa, lottava per chiuderle, vediamo se sabato in divisa saranno in piazza a manifestare.
14/03/2019 - Giampi
Il metano è accettabile per la transizione. Ma il tempismo della manifestazione, il giorno dopo #fridaysforfuture decisamente insensato...
14/03/2019 - Ady
La domanda che dobbiamo porci è questa: preferiamo la tutela dell’ambiente o la tutela dei posti di lavoro? Vogliamo vivere in un mondo inquinato ma comodo o in un mondo sano ma pieno di disagli? Il PD sembra che preferisca lo sfruttamento del territorio in nome della comodità e del progresso. Ogniuno tragga le sue conclusioni
14/03/2019 - Christian
Che ne dite di tornare al nucleare?
15/03/2019 - Giovanni lo scettico
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