Anna Nadotti presenta Virginia Woolf. Alla Casa delle donne di Ravenna

Anna Nadotti presenta Virginia Woolf. Alla Casa delle donne di Ravenna

Mercoledì 27 marzo alle 17,45, alla Casa delle donne di Ravenna in via Maggiore 120, si tiene l’incontro con la traduttrice Anna Nadotti in occasione del piccolo festival di letteratura “Le Scrittrici abitano qui”. Sono recentissime le sue traduzioni di Gita al Faro e di La signora Dalloway di Virginia Woolf per Einaudi. In dialogo con la studiosa di Virginia Woolf le lettrici, le appassionate, le ammiratrici, le curiose e le studenti. L’ingresso è aperto a tutti. 

Nadotti è la protagonista insieme alla sua Virginia, dopo gli appuntamenti con Mirta Ghinassi su Inge Feltrinelli, Chiara Valerio su Natalia Ginzburg e il mese corale dedicato ad Elena Ferrante con le voci di Laura Gambi, Chiara Lagani, Tiziana De Rogatis.

La trama di Gita al Faro è nota: 1914. La signora Ramsay, serena e materna. Il signor Ramsay, brusco e severo. Insieme a loro, in vacanza sull'isola di Skye, ci sono gli otto figli e una nutrita schiera di amici. Una sera programmano una gita al Faro. Per James, il figlio più piccolo, quel faro lontano rappresenta una meta magica e sconosciuta, un luogo a lungo sognato. Trascorreranno però dieci lunghi anni prima che i superstiti della famiglia Ramsay realizzino quel desiderio in una giornata di ricordi mai dimenticati e si trasformerà in un ultimo tentativo di riconciliazione. A partire da un episodio all'apparenza insignificante, Virginia Woolf costruisce un romanzo profondo e straordinario, un viaggio nel cuore di una famiglia, tra conflitti sotterranei, alleanze e tensioni che sopravvivono nel tempo. Un esperimento letterario, un'elegia ai fantasmi dell'infanzia, un caleidoscopio di punti di vista e pensieri che la nuova traduzione di Anna Nadotti restituisce in tutta la sua struggente poesia. Questa stessa rarefatta e cangiante poesia si ritrova nel secondo romanzo di Virginia Woolf, tradotto dalla nostra ospite.

Lasciamo la parola ad Anna Nadotti sulla sua traduzione di Mrs Dalloway: "Parafrasando Virginia Woolf, posso dire che non c’è stato un momento, negli ultimi mesi, in cui non mi sia chiesta se avrei retto la lettura della mia versione di Mrs Dalloway senza arrossire, senza rabbrividire, senza bisogno di trovare riparo. Woolf è stata ed è un punto fermo nella mia formazione, se per formazione intendiamo il lento farsi di sé nel tempo, come lettrice, come studiosa, come donna. Quando la casa editrice mi ha proposto di farne una nuova traduzione, sono tornata a Mrs Dalloway, letto in originale decenni fa, e più tardi nella traduzione di Nadia Fusini. Come innumerevoli altre lettrici, l’avevo molto amato. Ricordavo il lento fluire dei pensieri, la sobria tessitura di parole, i protagonisti – Clarissa Dalloway, Peter Walsh, Septimus Warren Smith – i loro spostamenti nelle strade di Londra in quel lontano 13 giugno 1923. Un solo giorno, un giorno qualunque, a pochi anni dalla fine del primo conflitto mondiale. Nel pallido sole primaverile, la città e le persone sembrano ritrovare una normalità dimenticata. Ciò che non ricordavo – sommerso forse dalle interpretazioni – erano l’energia, il movimento. Tutto si muove in questo romanzo grandioso. La gente sui marciapiedi, le nuvole nel cielo, la bruma del mattino, gli omnibus le automobili e i carretti nelle strade, i pony e i bambini nei parchi, le luci alle finestre che via via si illuminano, i riflessi sull’acqua, i ricordi nella mente dei personaggi. Perfino le parole letteralmente si muovono, quelle che a nastro si srotolano dalla coda di un aereo, disegnando nel cielo uno slogan pubblicitario. Né ricordavo la quantità di rumori, di suoni, di voci che intervengono nel silenzio. E sono tante, le voci. Quelle che in ognuno riemergono dal passato, quelle che interloquiscono nei dialoghi, quelle che si inseguono tra le stanze la sera del ricevimento. É il brusìo della città, il fragore del bus su cui sale la giovane Elizabeth Dalloway, sono gli uccelli «che cantano in greco»".

Anna Nadotti, vive e lavora a Torino, è editor e consulente editoriale per Einaudi, in particolare per le letterature del subcontinente indiano. Tra i tanti autori (il suo curriculum conta oltre 50 libri tradotti) ha dato voce ai lavori di Antonia S. Byatt, Anita Desai, Amitav Ghosh e Vikram Chandra. Ha tradotto le lezioni americane di Orhan Pamuk. Per Einaudi ha tradotto "La signora Dalloway" e “Gita al faro.” Scrive per "L'Indice dei libri" e "Leggendaria", collabora con la Scuola Holden di Torino. Nel 2013 a Venezia ha ricevuto il premio AVA per la Cultura.

24/03/2019


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