LA POSTA DEI LETTORI / Sulle scelte strategiche per la città si seguano sempre percorsi partecipati

Cosa insegna il controverso progetto sulla piscina comunale? Chi ha seguito l’evolversi del progetto di realizzazione della nuova piscina comunale avrà notato come, sull’idea proposta in project - financing da un consorzio privato e accolta dalla giunta del Comune di Ravenna tramite delibera a novembre 2018, si sono mosse osservazioni da parte di diverse società sportive fruitrici dell’impianto natatorio, da privati cittadini e da diverse forze politiche di opposizione.

Le perplessità vertevano, principalmente, sull’interruzione del servizio (problema evidentemente sottovalutato) e sulla mancanza di un incremento dello spazio acqua, a fronte di un notevole investimento economico. Visti gli ultimi sviluppi che vedono l’amministrazione fermare momentaneamente il percorso del progetto, pensando, insieme alle società, a una modifica , si può dire che le critiche che si erano mosse verso il progetto non erano poi così sommarie e pretestuose ma fondate. Se gli interventi edilizi - urbanistici nelle città vengono gestiti esclusivamente dalle amministrazioni, può capitare, come sta capitando, che i progetti non soddisfino pienamente le esigenze dei cittadini.

Questa situazione deve insegnare che solo attraverso il confronto e il reciproco ascolto fra cittadini, gli amministratori, i tecnici e portatori di interessi si potrà arrivare ad avere una città a misura dei cittadini. Ci sono diversi gradi di coinvolgimento dei cittadini il primo dei quali è l’informazione. Sarebbe auspicabile quindi pensare di procedere con discussioni pubbliche sugli interventi che si stanno mettendo in campo, per far crescere il grado di coinvolgimento e di conseguenza la condivisione delle scelte.

A oggi, invece, ci si scandalizza, invocando quasi a un sacrilegio, quando viene data informazione di quelle che sono le scelte urbanistiche ed edilizie da parte del comune e questo significa che non siamo proprio sulla strada giusta. La critica non ha mai fermato nessuna opera se questa è studiata bene. La critica se sommaria e pretestuosa viene smontata facilmente ma se è una critica fondata e costruttiva porta un amministrazione attenta, a un miglioramento dell’idea originaria.

Nelle città dove questo avviene si sono sempre fatti progetti a misura dei cittadini. A mio avviso , il grado di coinvolgimento dei cittadini deve essere, in futuro ,migliorato perché un urbanistica ed una edilizia partecipata rende i progetti migliori e la vivibilità della città migliora di conseguenza. L’insegnamento, per chi vuole apprenderlo, è che nelle opere pubbliche è fondamentale avviare sempre un percorso partecipativo per avere un progetto il più possibile condiviso.

Valerio Calistri (Call to Action Ravenna)

23/03/2019

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Sig.Calistri, quello che dice succede nelle citta' normali, Ravenna semplicemente non lo e' e non lo sara' mai. Lo dimostra con il comportamento tutti i giorni la sua cittadinanza che ha sempre eletto questa classe politica.
25/03/2019 - E_S_
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