I vini affinati sott’acqua nella Tenuta del Paguro presentati al Vinitaly

I vini affinati sott’acqua nella Tenuta del Paguro presentati al Vinitaly
Le bottiglie affinate nel relitto inabissato della piattaforma del Paguro, a largo di Marina di Ravenna

Degustazione voluta dall’AIS in occasione della kermesse più importante dell’anno

L’Associazione Italiana Sommelier, al Vinitaly 2019, ha presentato per la prima volta una degustazione comparata di vini affinati sott’acqua. Le bottiglie riemerse dalle profondità dei fondali marini, dove hanno sostato per mesi, hanno permesso agli esperti del settore di andare alla scoperta del processo evolutivo dei vini e delle caratteristiche che li contraddistinguono. Sono stati i produttori stessi, durante la degustazione, a raccontare la propria filosofia e a spiegare in dettaglio le ragioni che li hanno portati a scegliere una metodologia così originale.

Dalle coste ravennati dell’Adriatico ha preso parte all’evento la Tenuta del Paguro, le cui bottiglie di Albana, Sangiovese, Merlot e Cabernet riposano nel relitto inabissato della vecchia piattaforma del Paguro, a largo di Marina di Ravenna, prima di riemergere e prendere il nome dei crostacei che abitano la piattaforma: Homarus, Pagurus, Squilla Mantis, Nephrops. Le incrostazioni che il mare lascia resteranno sulla bottiglia fino all’apertura, a testimonianza del particolare affinamento.

La Tenuta del Paguro nasce come idea culturale di valorizzazione e promozione del territorio, e unisce la produzione vinicola delle colline romagnole al mare della riviera, facendo del vino la sintesi espressiva della storia della terra d’origine, dall’Impero Romano agli anni dello sviluppo industriale del distretto di Ravenna.

Alla degustazione hanno partecipato tantissimi sommelier, distributori, giornalisti, clienti affezionati, semplici curiosi e anche ospiti di eccezione.

Grazie alla felice intuizione dell’AIS nazionale, è la prima volta in assoluto che viene organizzata una degustazione comparata di vini affinati sott’acqua, una metodologia che si sta sviluppando negli ultimi anni. A questo proposito Gianluca Grilli, padre dell’idea della Tenuta del Paguro, commenta: “Ogni vino è espressione del suo territorio e racchiude in sé la storia di chi lo produce. La storia di Ravenna e della vita dei ravennati è particolarmente legata sia al vino che al mare, è così naturale che una esperienza del genere nasca. In altre località non avrebbe ragion d’essere. Per noi questa degustazione è stata un’opportunità per comunicare al mondo i tesori della Romagna, per diffonderli e spiegarli con l'orgoglio e la passione che caratterizzano questa terra”.

Trascinato dalle correnti dell’Adriatico, il progetto della Tenuta del Paguro si prospetta uno dei laboratori enologici più affascinanti da seguire in Romagna.

09/04/2019


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