Diffamazione su Facebook: Davide Ranalli farà ricorso contro la condanna, Ancisi pronto a ricomporre

Diffamazione su Facebook: Davide Ranalli farà ricorso contro la condanna, Ancisi pronto a ricomporre
Davide Ranalli

Ha fatto un certo scalpore la vicenda di Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) preso a male parole su Facebook dal Sindaco di Lugo Davide Ranalli - il termine usato fu "cialtrone" - con il primo cittadino lughese costretto a pagare 800 euro di multa come ha richiesto il Gip Barlotti firmando un decreto penale di condanna per diffamazione su richiesta della Procura. I fatti si riferiscono al dicembre 2015 e sono a grandi linee noti. 

 

La vicenda è stata subito catapultata nel bel mezzo di una campagna elettorale per le amministrative di Lugo già infuocata e un comunicato della lista Per la Buona Politica, che esprime il candidato Sindaco Solaroli, ha attaccato subito Ranalli definendolo "inadatto a guidare Lugo". In serata durante l'inaugurazione del Comitato elettorale in Piazza Baracca sono volate parole ancora più dure. Silvano Verlicchi ha detto che Per la Buona Politica avrebbe potuto querelare cento volte Ranalli per gli insulti ricevuti e ha urlato vergogna.

 

Alvaro Ancisi per parte sua - intervistato dai quotidiani locali - getta acqua sul fuoco e si dice pronto a giungere a un compromesso con Ranalli per ricomporre la faccenda. Naturalmente pretende delle scuse.

Davide Ranalli invece pare non avere alcuna intenzione di chiedere scusa e farà ricorso contro la sentenza. Non solo. Ma nelle sue parole ce n'è anche per i suoi avversari politici del centrodestra di Lugo che lo hanno definito "inadatto" a guidare Lugo. 

Su Facebook Ranalli ha scritto ieri 10 maggio: "Buongiorno, aprendo i giornali ho scoperto di essere stato oggetto di un provvedimento opponibile, che sarà opposto, che commina “ottocento euro di multa” per aver diffamato il Consigliere Ancisi. Ve la ricordate la vicenda? Si tratta di quella volta in cui il Consigliere Ancisi “urlò rabbiosamente” (sempre citando l’importante quotidiano locale) all’assessora alla cultura di Ravenna: “Non capisce l’italiano? Se non capisce le delibere in italiano le tradurremo in marocchino”. Io difesi l’assessora Bakkali su Facebook. Non ho cambiato idea, sull’uguaglianza, sui diritti delle donne e sul rispetto di tutte le istituzioni. Domani (oggi per chi legge, ndr) in piazza (alle 10.30 in Largo Baruzzi) vi dirò anche cosa penso di chi fa politica come certi Consiglieri, degli aggressori di Casapound a Casalbruciato e di chi, gettando la maschera civica, si è alleato con la destra estrema."

11/05/2019

 Commenti

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Non voterei mai pd, ma Ranalli ha ragione. Da chi vengono i predicozzi sui comportamenti corretti ? Da gente che da anni ha sdoganato offese, derisioni, sbeffeggiamenti, volgarità di vario genere, entrati nei rapporti politici e sociali come fossero normali. Ma non si vergognano ? Hanno la mente sdoppiata?
13/05/2019 - Giovanna Montanari
E' vero che il discrimine tra diritto di critica e diffamazione può essere spesso sottile. Bisogna verificare la ricorrenza dei presupposti del diritto di critica che, stando alla giurisprudenza costante (come riportano siti specializzati tipo https://www.diffamazioni.it/) sono, se la critica si basa anche su fatti determinati: 1. la verità del fatto raccontato; 2. la sua rilevanza sociale; 3. la continenza nel linguaggio (quest'ultima ci deve comunque essere sempre ed è quella più "Interpretabile"
19/05/2019 - Alex
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