Al Moog di Ravenna Giacomo Scudellari presenta il suo nuovo disco "Lo Stretto Necessario"

Al Moog di Ravenna Giacomo Scudellari presenta il suo nuovo disco "Lo Stretto Necessario"
Giacomo Scudellari

Giovedì 16 maggio, alle ore 21.45, al Moog di Ravenna è atteso Giacomo Scudellari, che presenterà il suo disco "Lo Stretto Necessario". Con lui sul palco una band formata da Francesco Giampaoli (basso), Diego Sapignoli (batteria). Il disco è uscito per Brutture Moderne con la produzione di Francesco Giampaoli (Sacri Cuori, Classica Orchestra Afrobeat). 

"Giacomo Scudellari è l'esatto contrario del solito cantautore triste e depresso. Anzi, quando sta bene lui scrive canzoni. Perché ama celebrare, come gli piace dire, il gusto onesto della Gioia con la g maiuscola. E così fa - spiegano gli organizzatori - nel suo debutto da cantautore, prima opera sulla lunga distanza dopo l'ep "Santi o non Santi". Insomma, non è un'opera triste "Lo Stretto Necessario": è invece un lavoro all'insegna della sambuca – rigorosamente con "la mosca" dentro – come nel primo singolo "Cantico della sambuca", presentato insieme ad un coloratissimo video realizzato da Davide Salvemini. Una sorta di manifesto programmatico di tutte le canzoni del disco, con il loro sapore dolciastro, leggermente alcolico, da bevuta in allegria. Pronte a ribadire la necessità di non commettere il crimine di accontentarsi, di sparare i propri colpi per terra, di rinchiudersi in un rassicurante acquario."

"Quello di Giacomo Scudellari - aggiungono - è un cantautorato classico, che guarda devotamente alla tradizione dei Settanta ma la sposta verso altri lidi musicali, il più delle volte sorprendenti. Ci sono chitarre acustiche, bassi, batterie e accanto piano e tastiere, moog, trombe, tromboni e flicorni, mandole, e-bow, banjolele, addirittura duduk e launeddas. E' così che le tracce si muovono fra percussioni africane, cori sghembi, batterie metalliche alla Clash, imperiosi fiati morriconiani, mitraglie country, fanfare calypso come omaggi ad Harry Belafonte e paesaggi lunari. Il tutto illuminato a dovere dalla lanterna di Francesco Giampaoli, timoniere del disco, nonché guida di questa folle passeggiata oceanica".

"Ho pensato - afferma Scudellari - che il modo migliore per dare forma musicale ad un entità così astratta e rarefatta come la gioia fosse quella di riempirla di concretezza, come se ogni canzone fosse un idra con cento teste da colorare. E in queste cento teste rifluisce di tutto, dai nativi d'America, alle balene, ai partigiani, e, soprattutto alle notti di sambuca".

Ingresso libero.

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