Domus Nova Ravenna: il Dott. Stefano Grandi ci racconta il progetto "Domus e la bici"
martedì 19 giugno 2012

Un'iniziativa ecologica, sostenibile e salutare: un esempio da imitare.
La bicicletta non è più un semplice mezzo per spostarsi occasionalmente per brevi tragitti. La bicicletta tornerà inevitabilmente a ricoprire un ruolo di primo piano sulle nostre strade invase dal traffico, sia a causa dei costi spropositati di benzina e gasolio, sia perché la bicicletta diventerà uno stile di vita, una scelta consapevole per la salute e il benessere sociale.Dopo la nascita del movimento popolare e spontaneo a livello nazionale
#salvaiciclisti.it e quella del gruppo locale #salvaiciclisti di Ravenna
su Facebook, abbiamo intervistato il Dott. Stefano Grandi, Presidente
di Domus Nova, un'azienda da anni attenta alle esigenze della
collettività e dei propri dipendenti e collaboratori, per riportare in
primo piano questa iniziativa nata diversi anni fa, ma estremamente
attuale.
D.: Dott. Stefano Grandi quando è nata e perché questa iniziativa?
R.: L'idea "Domus e la bici" nasce nell'estate del 2007 quando, con l'intento di sostenere il progetto dell'Assessore alla Sanità e Ambiente di Ravenna per ridurre l'inquinamento derivante dall'uso di veicoli a motore, ci siamo impegnati a realizzare un progetto volto a favorire il raggiungimento del posto di lavoro mediante l'utilizzo della bicicletta quale veicolo sostitutivo dell'automobile. Questa iniziativa si inserisce nell'abitudine oramai consolidata di Domus Nova nel dedicare attenzione agli aspetti sociali della propria attività, sia riguardo ai propri collaboratori che alla collettività, in generale, così come enunciato nel bilancio sociale che, come mi piace ricordare, siamo stati il primo ospedale d'Italia a pubblicare.D.: Può spiegarci brevemente come funziona il progetto "Domus e la bici"?
R.: ll dipendente che si reca al lavoro in bicicletta o a piedi, matura ogni giorno un numero di minuti di permesso retribuito in base a una tabella che riconosce 5 fasce di distanza, assegnando un massimo di 12 minuti al giorno a chi dista oltre i 2000 metri e un minimo di 3 minuti a chi abita entro una fascia da 500 a 1000 metri. Ogni collaboratore che aderisce al progetto ha in dotazione un librettino dove registrare le giornate nelle quali si reca al lavoro in bicicletta. Non effettuiamo controlli, siamo una piccola comunità professionale e sappiamo con certezza chi viene in bicicletta e chi in auto. Ovviamente presso il nostro cortile interno è stato potenziato lo spazio per parcheggiare le biciclette con 2 rastrelliere dotate di tettoie ad uso dei dipendenti, ma anche dei nostri utenti.D.: Che tipo di riscontro avete avuto?
Domus Nova è un'azienda che si occupa di sanità, il risvolto in termini di salute di tale iniziativa ha lo stesso valore di quello ambientale e il progetto è stato accolto con grande favore da parte dei dipendenti. Nel primo anno (2007) 40 collaboratori su 134 hanno aderito all'iniziativa facendo risparmiare all'ambiente ben 1.722 Kg di CO2, compensabili, secondo il sito www.impatto0.it, con l'attività di 2221 Mq di foresta. Dal 2007 l'iniziativa ha registrato sempre di più il favore dei professionisti e oggi i dipendenti che si recano al lavoro in bicicletta sono oltre 50.Foto di pino moscato tratta da Flickr.com
Commenti (4)
Penso che ci siano altre cose a cui dare più attenzione. I bagni nei reparti che non sono accessibili per chi si sposta in carrozzina, i lettini stretti, alti e rigidi nei vari ambulatori in cui un disabile non potrà mai accedere per la scomodità dei lettini stessi, la chiesa che non è raggiungibile perchè vi si accede solo tramite scalinata perchè collocata tra un piano e l'alyto, dove un assesnsore non arriva e per quelli che fanno fatica a camminare o disabili in carrozzina non possono accedere. Questi sono i veri problemi da superare e non tener conto se uno va al lavoro in bicicletta o in macchina, loro hanno le gambe buone e nessuno si interessa alle barriere architettoniche per i disabili. Raimondo.
19/06/2012 - inviato da: Raimondo
se non te la rubano.
19/06/2012 - inviato da: roberto
...anche perchè il dipendendente che va al lavoro in bici non occupa uno spazio che può essere "venduto" a chi si reca alla domus per qualsiasi cosa, dato che il parcheggio è a pagamento per chiunque entri...dottori esclusi, loro con i loro macchinoni non devono ridurre l'impatto ambientale...
19/06/2012 - inviato da: marco









Non è che siete in cerca di personale nel settore amministrativo ? Io aderirei molto volentieri all'iniziativa "Domus e la bici"!!!
Comunque complimenti!!