Incendio della pineta, l'ex assessore ai Parchi Fusignani interviene sull'audizione pubblica
venerdì 17 agosto 2012
"Valuto positivamente, il momento di confronto pubblico che il sindaco ha promosso per discutere il tema della ricostruzione della Pineta Ramazzotti, devastata dall'incendio criminale del 19 luglio che ne ha cancellati oltre 60 ettari.
In ogni caso, più che per ascoltare la voce di cittadini, cosa pur sempre considerevole in democrazia, domani dovrà essere l'occasione conoscere le proposte ufficiali dell'Amministrazione.
Credo, infatti, che la politica debba assumersi responsabilmente l'onere delle proprie scelte, avendo il coraggio di sottoporsi al giudizio di cittadini e associazioni, ma senza farsi condizionare dalle loro pur legittime opinioni.
Se le proposte saranno quelle apparse a varie riprese in queste settimane, credo che il sindaco troverà non solo larghi consensi, ma anche molte convergenze politiche.
In definitiva l'obiettivo non può essere solo quello di far rinascere la pineta così com'era e come la conoscevano i ravennati (anche se le normative comunitarie che classificano quelle aree non lo renderebbero così facile), ma di accompagnare questo con misure mirate che tutelino la biodiversità e consentano un'adeguata fruizione.
Concordo sul fatto che per un periodo di alcuni anni vada impedita integralmente la frequentazione di quei siti, ma per far questo occorre avere la consapevolezza che sarà necessario vigilare costantemente e per evitare prevedibili gesti di ritorsione. Per questo, alle autorevoli voci che interverranno domani, avrei ritenuto opportuno e politicamente rilevante anche la presenza degli assessori ai bilanci di Comune e Provincia per testare la reale possibilità di mettere mano fin d'ora ai già magri esercizi finanziari per reperire risorse.
Nell'ottica della tutela, e per facilitare la sorveglianza, si può anche condividere l'ipotesi di recintare l'intera area, ma solo a patto che questa non sia permanente e limitata unicamente al periodo che si deciderà per l'inaccessibilità, vale a dire tre o cinque anni.
L'importante rimarrà comunque introdurre elementi di gestione di quell'area che prevedano una corretta fruizione dei siti.
Infatti, la fruizione "sana" (naturisti inclusi) scaccia le fruizioni "pericolose", come testimoniato da quanto avviene nel resto delle pinete litoranee.
In fondo, delimitare discretamente i siti e selezionare i punti d'accesso, con intuibili ripercussioni sulla naturale incentivazione di una fruizione più consona ai delicati equilibri di quelle aree, erano elementi già contenuti nella proposta della provincia".
Eugenio Fusignani








