LA POSTA DEI LETTORI / La pediatria va ripensata
lunedì 09 luglio 2012
Quando si ha bisogno del pronto soccorso per un bimbo piccolo è sempre di notte. A mio nipote è capitato alle 11 di sera. Mia figlia, all'ottavo mese di gravidanza e mio genero vanno al pronto soccorso pediatrico, in via Missiroli, l'ingresso vecchio dell'ospedale.
Il bambino, di 18 mesi, piange forte da più di un'ora e non si capisce dove ha male. Al pronto soccorso pediatrico una persona dell'ospedale le dice con molta fermezza che non possono prendere in carico il bambino senza l'accettazione del pronto soccorso di viale Randi. Non prendi in carico un bambino sofferente se non hai un pezzo di carta di accettazione? Inconcepibile, anche perché non sembra irrealizzabile far sì che i due computer con cui si fa l'accettazione, si "parlino". Mio genero va al pronto soccorso di viale Randi che dista un chilometro di corridoi interni dell'ospedale. Registra l'ingresso, fornendo nome cognome e data di nascita del bambino. Sul foglio, che consente di curare il bambino, viene scritto che il "bimbo piange". Questo è così determinante per l'Ospedale? Con questo foglio di carta il pronto soccorso pediatrico accetta il bambino. Dove? in un angusto corridoio con decine di altri bambini e genitori stipati su scomode sedie di aspetto. Un corridoio, neanche una sala accogliente, neanche immaginare alcune camerette dove tenere tranquilli i bambini, senza le luci accecanti dei neon. In corridoio. Per tutte queste persone ci sono solo una dottoressa e un'infermiera. Gentili, ma che possono fare due persone con tanti pazienti piccoli, urlanti e non in grado di esprimersi a parole? e i genitori che hanno un bimbo che soffre da ore come si possono sentire? il personale sanitario riceve i bambini in ambulatorio mentre in corridoio i genitori si fanno coraggio l'un con l'altro. Per fortuna che per mio nipote si trattava di poca cosa, ma se fosse stato un problema serio come sarebbe andata a finire ?
A me sembra un'indecenza un ospedale che offre un servizio di questo tipo.
PS : nel Pronto Soccorso normale bisognerebbe indicare l'ingresso delle ambulanze ma anche quello delle persone che vi si recano a piedi, magari per ricongiungersi con un parente ricoverato!
Carlo Zingaretti
A me sembra un'indecenza un ospedale che offre un servizio di questo tipo.
PS : nel Pronto Soccorso normale bisognerebbe indicare l'ingresso delle ambulanze ma anche quello delle persone che vi si recano a piedi, magari per ricongiungersi con un parente ricoverato!
Carlo Zingaretti
Commenti (18)
Condivido con questo nonno, allarmato e inerme davanti ad un piccolo che urla, è capitato anche a me, stesso servizio, stessa attesa estenuante,un solo medico per tanti piccolini che avevano solo bisogno di un servizio EFFICENTE.Nonna Daniela
09/07/2012 - inviato da: daniela
A mio parere non solo il reparto di pediatria. Dottori e infermieri sono sempre disponibilissimi e gentili, ma ci sono molte pecche. Nel mio caso avevo male al ventre e mi hanno detto che era l'appendice che era infiammata. Perfetto, ci si aspetta di essere ricoverati per poi essere operati. Invece mi hanno mandata a casa con una dieta da seguire e un male davvero molto forte all'appendice. 4 giorni dopo sono dovuta tornare perché il dolore era davvero insopportabile e mi hanno finalmente ricoverata e operata. Durante l'intervento si sono accorti che ero in peritonite, ma l'operazione è andata bene, se non per un taglio più grande del previsto. Mi sono chiesta: perché fare arrivare una persona alla peritonite pur di non operarla? Mi sono informata e non è capitato solo a me. Caspita, si rischia di uccidere delle persone!
09/07/2012 - inviato da: Elena C.
Mi trovo perfettamente in accordo con quello che dice il Sig. Zingaretti e se posso aggiungo anche che non mi pare giusto che se uno ha bisogno del Pronto Soccorso alla sera o alla notte o nei festivi deve attendere per fare una visita specialista i gg feriali e gli orari diurni perchè alla sera e nei week end non esistono al pronto soccorso specialisti che possono subito guardare e magari risolvere il problema senza farci girare come delle trottole sia se trattasi di bambini e sia che si parli di Adulti....è una vera VERGOGNA.....nel pronto soccorso deve esserci sempre un medico specialista per ogni reparto che esiste in ospedale perchè se mi rompo qualcosa non devo aspettare che si faccia il gg dopo....non scegliamo mica noi quando è ora di farsi male...staremo volentieri a casa Ns sani e sani ma a volte le cose sono inevitabili.
09/07/2012 - inviato da: Ros
Condivido la sua lettera sig.Carlo,ora poi che il pronto soccorso è stato spostato nella nuova struttura è ancora più distante da raggiungere!però purtroppo è una prassi da rispettare,la pediatria,come la ginecologia,oculistica e otorino sono reparti che dispongono di un pronto soccorso loro ma che per accedervi bisogna per forza passare dal pronto soccorso di viale randi!riguardo alla nota "il bimbo piange" è giusto metterla perché un bambino che non piange potrebbe essere assopito o difficilmente risvegliabile e quindi nascondere una patologia più grave,nel caso di suo nipote era un buon segno come volevasi dimostrare!
09/07/2012 - inviato da: daniele
Io ho un figlio che ha quasi 10 anni e, soprattutto all' inizio, ci siamo recati spesso al pronto soccorso! Il pronto soccorso è uno solo ed ha l'accesso in viale randi. Se poi "l'emergenza" è differibile si viene inviati in reparto dove c'è il personale medico pediatra. Per un caso "urgente" mio figlio è stato visitato e curato direttamente in p.s.! Quindi l'errore e stato andare direttamente in reparto!...
Un cordiale saluto
Un cordiale saluto
09/07/2012 - inviato da: Carlo
Credo di non sbagliare, e sicuramente qualcuno più informato di me potrà confermarlo, dicendo che i locali per il reparto di pediatria e neonatologia sono "quasi" pronti nell'ala nuova dell'ospedale, proprio in prossimità del nuovo Pronto Soccorso. Rimane che sicuramente i corridoi e il reparto in genere di Pediatria non sono nè particolarmente ospitali, nè all'avanguardia, ma lo staf medico, infermieristico e paramedico è a dir poco eccelso. Il mio bimbo, nato prematuro, ha avuto bisogno di una degenza in Terapia Intensiva Neonatale e a tuttoggi è seguito in "follow up" dai medici che si sono presi cura di lui appena è nato, e devo dire che sono persone eccezionali, competenti dal punto di vista professionale ed umane dal punto di vista personale. Comprendo il disagio di Carlo e dei suoi familiari, quando un bimbo sta male tutti i suoi cari soffrono con lui, ma guardiamo alla sostanza e il reparto di Pediatria a Ravenna è davvero una garanzia. Federica
09/07/2012 - inviato da: Federica
"una dottoressa e un'infermiera. Gentili, ma che possono fare due persone con tanti pazienti piccoli, urlanti e non in grado di esprimersi a parole?" questa è la chiave. parlo da infermiere. ACCOLGO ma non condivido le vostre parole, perchè (non ne abbiate a nessuno di voi!) lamentarsi è sempre facile! la sanità è fatta di persone che DANNO e RICEVONO. come tale è un mondo umano, fatto di imperfezioni. giustamente il peso dei fatti e delle parole aumenta perchè si sta parlando di VITA. questa però comprende sia chi offre aiuto sia chi lo riceve.
quando poi si parla di emergenza è NORMALE, SPONTANEO e GIUSTIFICATO che ci sia preoccupazione, ansia, agitazione, dubbio e paura. ma troppe volte la PROFESSIONALITA' viene scambiata per menefreghismo.
la salute è un valore SACRO, come la vita e la sicurezza di ogni persona umana...non per questo occorre "sfogarsi" e "prendersela" con gli operatori sanitari per problemi che riguardano REGOLAMENTI e/o BUROCRAZIA che non dipendono assolutamente da loro ma da livelli più alti e non solo locali ma anche e sopratutto nazionali.
per tutto il resto io continuo a credere che la nostra non sia solo una professione ma anche e soprattutto una VOCAZIONE che sia al servizio di TUTTI e per questo vada rispettata come tale.
vorrei come ultima cosa esprimere con chiarezza che le mie parole non vogliono essere critiche, giudizi o schieramenti, ma semplicemente una CONDIVISIONE di quello che a mio parere dovrebbe essere una strada a doppio senso, sempre e comunque
quando poi si parla di emergenza è NORMALE, SPONTANEO e GIUSTIFICATO che ci sia preoccupazione, ansia, agitazione, dubbio e paura. ma troppe volte la PROFESSIONALITA' viene scambiata per menefreghismo.
la salute è un valore SACRO, come la vita e la sicurezza di ogni persona umana...non per questo occorre "sfogarsi" e "prendersela" con gli operatori sanitari per problemi che riguardano REGOLAMENTI e/o BUROCRAZIA che non dipendono assolutamente da loro ma da livelli più alti e non solo locali ma anche e sopratutto nazionali.
per tutto il resto io continuo a credere che la nostra non sia solo una professione ma anche e soprattutto una VOCAZIONE che sia al servizio di TUTTI e per questo vada rispettata come tale.
vorrei come ultima cosa esprimere con chiarezza che le mie parole non vogliono essere critiche, giudizi o schieramenti, ma semplicemente una CONDIVISIONE di quello che a mio parere dovrebbe essere una strada a doppio senso, sempre e comunque
09/07/2012 - inviato da: Giacomo
Il pronto soccorso è un percorso a ostacoli per tutti per esperienza personale sono convinta che non andare forse è meglio. alcuni mesi fa un sabato sera accuso forti dolori addominali...colica in corso al pronto soccorso dopo 2 ore di attesa mi dicono-ma signora cosa viene a fare di sabato sera al pronto soccorso che i chirurghi non ci sono?- dico grazie sto molto male ma se potevo andavo a ballare dopo ciò visita sommaria analisi sangue urina(fatta in bicchierino davanti ad altri assistiti e non vi dico la vergogna da me provata)flebo, trattenuta fino alle 4 di notte e poi a casa ..il giorno dopo operata d'urgenza per peritonite. E FORTUNA CHE POSSO ANCORA RACCONTARLO
09/07/2012 - inviato da: o.s
Bene ragazzi, volete 3 medici e 6 infermiere al turno di notte: mettete mano al portafogli e non lamentatevi delle manovre di Monti....o la spending review deve interessare solo gli "altri"?
09/07/2012 - inviato da: Fab
Io ritengo che il problema sia solo uno, cioè che nell'era della informatizzazione dei dati, sarebbe sufficiente far lavorare due macchine tra loro senza che un cittadino debba sobbarcarsi l'onere di andare da una parte all'altra. Parliamoci chiaro, se uno ha un bambino che continua a piangere senza motivo è ovvio che si reca al PS della pediatria, quindi la logica suggerisce che la pediatria, attraverso il proprio terminale, faccia sapere al PS generale che ha un paziente in visita. Non ci vuole uno scienziato per fare questo ed evitare a una persona, già preoccupata per i problemi del figlio, stressarsi per andare a dare al PS generale solo le generalità del bambino, dal momento che viene visitato in pediatria.
09/07/2012 - inviato da: Pasquale Minichini
Sicuramente c'è un deficit informativo che non consente all'utenza di compiere "i passaggi" in maniera corretta. Se il Sig. Zingaretti avesse saputo della necessità di passare dal pronto soccorso "ordinario" non avrebbe avuto la necessità di ricominciare la trafila da capo. E in merito alla struttura. intesa come luogo, sale di aspetto, comfort, sicuramente si può fare meglio.
10/07/2012 - inviato da: MR
Concordo per esperienza personale con molto di quello descritto sopra. Devo dire che la mia nipotina, neonata, al pronto soccorso l'hanno visitata immediatamente, registrati i dati e poi siamo andati in pediatria. Tutto molto velocemente. Quello che trovo piu'e grave è il reparto, che è inadatto, troppo piccolo e inadeguato. Il personale è stato splendido, cortese, disponibile e professionale, sia le infermiere che il medico. Ma anche loro in evidente difficoltà a gestire l'afflusso dei bambini. Era di sabata pomeriggio, altrimenti ovviamente ci saremmi rivolti al pediatra di base. La mia nipotina doveva stare solo in osservazione, ma per necessità logistiche è dovuta stare a contatto con bambini febbricitanti, con quelli ancora da visitare e che quindi ancora non si sapeva cosa avessero...e cosi' anche gli altri. Senza un posto per i genitori dove sedersi essendo la sala d'aspetto piccolissima...Direi che c'è qualcosa da rividere.
10/07/2012 - inviato da: cinzia
io credo sia solo una questione di cattiva organizzazione...ma purtroppo chi organizza e' sempre un manager, che non ha idea di cosa significa sofferenza e problemi...purtroppo a loro interessa solo la questione finanziaria, che significa piu soldi per loro e meno per la sanita'...poi ci possono essere tutti i medici piu disponibili di questo mondo, ma se si e' in pochi e non si hanno le risorse c'e' ben poco da fare...scommetto che se anche questo fosse a pagamento ci sarebbe piu rigore piu coerenza ed efficienza...come sempre...oramai evitano di ricoverarti persino quando sei grave...e se succede qualcosa di grave davvero.....a cosa serve essere risarciti???? sempre solo questione di educazione, intelligenza e purtroppo...soldi
10/07/2012 - inviato da: pp
Quando arriviamo in P.S. (noi stessi o qualcuno che ci è caro) siamo in una condizione in cui, molto difficilmente, possiamo essere totalmente obiettivi. Andiamo lì nella speranza che qualcuno ci tuteli in un momento di più o meno grave difficoltà ma ci andiamo prevenuti (da tutte le notizie negative inerenti la sanità) e condizionati (dalle ns paure più profonde).Il problema della non presenza notturna di specialisti, in alcuni reparti, è da imputare a decisioni dall'alto e con le scelte dell'attuale governo dubito che la situazione possa migliorare. Noi vorremmo che, una volta diagnosticati, fossimo anche curati e dimessi in perfetto stato ma ciò non è possibile, non è proprio di competenza del P.S. che deve "solo" gestire le emergenze (anche quelle non reali, es. codici bianchi).Vi posso assicurare che l'Ospedale di Ravenna non è affatto un'indicenza (non ci lavoro ma sono costretta ad andarci spesso ;-) ) e che le indicenze sono costituite da ben altre situazioni sanitarie. Ciò non toglie che, come ovunque, vi siano persone più o meno capaci e se oltre che, come al solito, evidenziare i limiti ci impegnassimo a sottolineare ciò che funziona, con forza, ci sentiremmo tutti un po' meglio!
10/07/2012 - inviato da: antonella
Per le emergenze (pediatriche o meno) si va da sempre al Pronto Soccorso, non al reparto. Facendo il contrario non solo ci si garantisce un ritardo nel ricevere la prestazione, si rischia anche di causare un involontario disservizio agli altri genitori che invece hanno seguito la procedura standard.
10/07/2012 - inviato da: Nicola
Buongiorno avete tutti ragione , ma dove siamo quando c'e' da lottare perche' tagliano
i fondi alla sanita' o altro . Siamo a casa
a guardare la tv (io compreso), come se i tagli ai servizi non ci riguardassero . Ma poi quando ci colpiscono rimaniamo sorpresi . Forse eì arrivato il momento di
lottare e di farci sentire ,altrimenti un
giorno potremmo anche trovare chiuso il pronto soccorso .
Saluti Gianni
i fondi alla sanita' o altro . Siamo a casa
a guardare la tv (io compreso), come se i tagli ai servizi non ci riguardassero . Ma poi quando ci colpiscono rimaniamo sorpresi . Forse eì arrivato il momento di
lottare e di farci sentire ,altrimenti un
giorno potremmo anche trovare chiuso il pronto soccorso .
Saluti Gianni
10/07/2012 - inviato da: paolo
Tra tante testimonianze negative vorrei invece raccontare la mia esperienza più che positiva del PS di Ravenna. La mia mamma soffre di fibrillazione atriale. Quando le capita, l'unico rimedio è andare in PS dove viene valutata, controllata, consigliata, accudita e curata. Tutti, ma ci tengo a sottolineare tutti, sono sempre estremamente gentili, rassicuranti e professionali. Non è facile tranquillizzare una persona che sta male. Ma voglio dire che a tutti loro (dagli infermieri ai medici) devo dire sempre GRAZIE DI CUORE!
10/07/2012 - inviato da: Chiara
Qualche sera fa mia moglie ha accusato un problema per il quale la guardia medica, al telefono, ci ha "ordinato" di recarci subito al PS. Una volta arrivati (ore 21) l'infermiera della Triage ha compilato un modulo (dopo una visita sommaria) e ci ha avvisato che avremmo dovuto aspettare molto tempo per essere visitati, asserendo inoltre che avere ricevuto da parte della Guardia Medica solo telefonicamente l'invito a recarsi al PS (telefonate registrate) non significava nulla tanto è vero che sul modulo ha segnalato che ci eravamo recati al PS per conto nostro!!! Dopo un paio di ore mia moglie è stata richiamata dall'infermiera per misurare la pressione e fortunatamente in quel momento è passata una dottoressa che, venuta a conoscenza del problema, ha immediatamente invitato mia moglie in ambulatorio per la visita e gli esami necessari. Siamo comunque rimasti fino alle ore 1,30 nel Pronto Soccorso e fortunatamente il problema non era grave ma la cosa che mi ha dato veramente fastidio è che l'infermiera della triage ha per l'ennesima volta sottovalutato il problema in quanto alcuni anni fa mi era già successo un fatto simile.
10/07/2012 - inviato da: luca








