Lucia Borgonzoni a Cervia: “Liberiamo la Regione da questa gente che ci odia. Questa volta vinciamo”

“Questa volta vinciamo. Ne sono sicura”. Ha iniziato col botto, galvanizzando i suoi, la candidata leghista Lucia Borgonzoni, all’incontro alle Officine del Sale di Cervia questa mattina, mercoledì 15 gennaio. Assieme a lei, il segretario della Lega Romagna Jacopo Morrone e altri esponenti del territorio, come la segretaria provinciale della Lega ravennate Samantha Gardin, davanti ad un parterre di sostenitori.

L’intervento della Borgonzoni è sembrato più rivolto a demolire l’avversario politico PD, che ad illustrare il programma leghista per la Regione. Gli attacchi sono stati anche per il mondo dell’informazione: “Tutti i giorni riceviamo gli insulti dai giornaloni della sinistra che fanno campagna elettorale contro la Lega – si è lamentata -, ma se la Lega prende voti è perché dà risposte alle persone”.

Ce n’è stato per il PD regionale, ma anche per quello nazionale: “A Roma fanno una manovra che colpisce solo chi si rimbocca sempre le maniche e lavora a testa bassa, come gli emiliano romagnoli: prima la tassa sulla plastica, poi quella sullo zucchero, ora anche sui porti. Questo è l’amore che loro dimostrano per la nostra terra. Tanto sanno che qua le cose funzionano comunque perché ci siamo noi. Funzionano nonostante il PD, non grazie al PD”.

Un accenno del suo discorso è stato dedicato poi ai piccoli commercianti, che fanno sacrifici per tenere aperti i negozi, anche come presidio sociale del territorio, ma sono dimenticati da un’amministrazione regionale “Bologna-centrica”. “La Romagna – ha incalzato – l’hanno scoperta solo quando sono calati i sondaggi. Prima esisteva solo l’Emilia, da Bologna a Reggio. Ma i romagnoli non sono stupidi: sono un popolo orgoglioso, che manderà a casa questo PD che ha messo in ginocchio la regione e ci tratta come numeri”.

Parlando di uno dei temi cari alla Lega in questa campagna elettorale, la sanità, ha rimarcato il problema delle liste d’attesa lunghe per le visite specialistiche e sui punti nascita ha chiesto: “Prima li hanno chiusi, a differenza del Veneto che aveva chiesto proroghe. Ora, a 11 giorni dalla scadenza elettorale, dichiarano che ne riapriranno alcuni. E vogliono anche che gli diciamo “bravi”?”

Altri affondi sono stati dedicati al tema della sicurezza: “solo Salvini ha portato fondi e mezzi quando è stato al governo”; del dissesto idrogeologico: “la Regione Emilia Romagna non ha saputo spendere tutti i soldi disponibili”; del turismo: “la Romagna torni ad essere un traino, si faccia conoscere a livello internazionale per le sue potenzialità”.

Ha chiuso poi con un riferimento al leader leghista Matteo Salvini dicendo che lui sul territorio emiliano romagnolo c’è sempre stato, “anche quando la Lega prendeva il 2% e nessuno credeva in noi”. L’appello finale è stato: “Prendiamoci la Regione e liberiamola da queste persone che ci odiano”.

Borgonzoni ha incontrato anche i lavoratori della cooperativa La Fenice

“Questa mattina al porto di Cervia con la cooperativa La Fenice, che ogni anno raccoglie circa 30mila quintali di cozze. Una trentina di lavoratori dal mattino alle 4 raggiunge il vivaio a 3 miglia dalla costa e raccoglie strisce di cozze, chiamate ‘calzette’. Un prodotto biologico, sano e tipico. E l’Europa e la Regione che fanno invece di tutelarlo? Introducono continui limiti sulla pesca, impongono burocrazia assurda a chi esce in barca e nuovi costi, espongono le nostre migliori produzioni alla concorrenza sleale estera non regolamentata, che immette sul nostro mercato prodotto scadenti e a basso costo. Liberiamo il lavoro! Più tutele per le nostre eccellenze e per i lavoratori che si ‘spaccano la schiena’ dal mattino alla sera” ha dichiarato la candidata della Lega alla presidenza della regione Emilia Romagna.

Commenti

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  1. Scritto da nautilus

    Il voto amministrativo di pochi mesi fa (si è votato dappertutto tranne che nel capoluogo) ha detto una cosa diversa, e cioè che il partito di Salvini, pur crescendo nei consensi, non vince (tranne che a Brisighella). Fossi in Borgonzoni spiegherei meglio il programma invece della raffica di slogan oltre i quali sembra non riuscire ad andare.

  2. Scritto da Tony

    La Borgonzoni é talmente poco presentabile che anche Salvini se ne tiene alla lontana. Credo che la dica lunga sul personaggio.

    D’altra parte Bonacini si vergogna di mettere il simbolo del PD sui suoi manifesti.
    E questo la dice lunga sul partito.

  3. Scritto da mirko

    In quanto a odio la Lega non ha rivali in Italia, l’unica “politica” di questo “partito” ė basata sul generare paure ,odio e razzismo. Leggetevi l’inchiesta dell’Espresso e capirete come governa questa gente.

  4. Scritto da Giovanni lo scettico

    “queste persone che ci odiano” è vittimismo allo stato puro! Raccontano le stesse favole del Cavaliere Pregiudicato. Tutti così nella Lega?