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Cambiamenti climatici. Ogni aspetto della nostra vita dovrà subire una graduale rivoluzione

Ringraziando i “Fridays For Future Faenza” per l’interessante lavoro di confronto tra le temperature di questo gennaio a faenza con quelle di 40 anni fa, non possiamo nascondere una certa preoccupazione. La media delle temperature massime nel periodo 1978-1980 era di circa 5,2°C, quella attuale è ben più alta, all’incirca sui 9,5°C; ciò testimonia una differenza non trascurabile di circa 4,3°C tra i 2 periodi.

Non è un fenomeno analizzabile singolarmente, ma fa parte i di un trend complessivo globale e pericoloso. Se prendessimo in analisi le naturali oscillazioni “termiche” di lunghissimo periodo (ere glaciali e disgeli), oggi dovremmo essere in una fase nella quale la temperatura dovrebbe calare; stiamo assistendo invece all’effetto contrario, un aumento continuo delle temperature, dovuto al continuo aumento di gas serra. Se andassimo avanti così, entro qualche decennio potremmo arrivare a 600 ppm di CO2, ovvero le condizioni chimiche atmosferiche presenti nel Giurassico, con delle conseguenze disastrose per il genere umano.

Data la gravità di questi dati ci sentiamo in dovere di sollecitarci e sollecitare anche gli altri soggetti politici ad un impegno ambientale altrettanto significativo. Noi, come Giovani Democratici al Comune avanziamo tre richieste, anche in vista delle prossime Elezioni Amministrative:
1) continuare le azioni che sono state portate avanti finora e metterne in cantiere delle nuove per abbassare l’impronta ecologica della nostra città;
2) coinvolgere le associazioni del territorio sensibili al tema dell’ambiente e collaborare con loro affinché si possa fare rete e sensibilizzare tutti;
3) incentivare l’incontro tra le parti sociali portando intorno ad un tavolo Sindacati, imprese e Scuole. Tutta la società deve viaggiare unita. Nessuno deve rimanere indietro schiacciato dal progresso: né chi lavora, né chi studia e deve costruirsi un futuro. È essenziale quindi dare un ruolo attivo ai soggetti coinvolti in questi processi e dare loro una prospettiva di lungo periodo. Il Green New Deal parte anche da qui.

È nell’interesse di tutti trovare soluzioni per arginare questa crisi; per esempio, secondo Coldiretti i danni della siccità alle coltivazioni di Mais, aggravata dal riscaldamento terrestre, sono di circa 500 mln di euro. La necessità quindi di risolvere l’emergenza climatica non è soltanto una questione morale, ma anche di buon senso.

Ci permettiamo dunque di lanciare qualche proposta, che speriamo possa essere colta dalle forze politiche che amministreranno Faenza dopo il prossimo cambio di giunta; per quanto riguarda l’agricoltura, condividiamo la proposta dei GD Regionali di costituire biodistretti che portino nuovi posti di lavoro e ad una produzione agricola sostenibile e salutare, evitando l’azzeramento degli agricoltori locali minacciati dalle grandi industrie e dagli allevamenti intensivi.

Sul piano della mobilità è di affrontare la questione dello ZTL, che oltre ad essere una misura che limiterebbe l’inquinamento in città, sta diventando una necessità per essere in linea col resto dell’Europa; ma è evidente che occorra fare dei passi ulteriori. Sono stati stanziati 40 mln di euro per acquistare autobus più sostenibili; i green go bus sono stati già un enorme miglioramento, ma insieme ad essi persistono ancora mezzi pubblici inquinanti. Si potrebbe dunque cogliere l’occasione di questi nuovi fondi statali per rilanciare un trasporto pubblico sostenibile e strutturato.

Ma non finisce qui: il trasporto pubblico su gomma è una componente importante della mobilità, ma non è sufficiente. Parallelamente ad esso, bisogna rendere sempre più comodo e sicuro l’utilizzo alternativo della bicicletta. Su questo sono stati già fatti lodevoli passi avanti, ma bisogna continuare con ancor più convinzione in questa direzione. A questo proposito sosteniamo ogni iniziativa che punti a riqualificare gli argini del Lamone per renderlo un percorso naturalistico per i ciclisti e anche fonte di opportunità per una riforestazione circostante. Non mancheremo di impegnarci in prima persona per cambiare il “Testo Unico sulle Opere Idrauliche”, antiquato (Regio decreto del 1904), ma ancora in vigore. Sarebbe un sogno un giorno vedere passare dalle ciclabili di fianco al fiume le famiglie in bici verso il mare.

Bisogna cominciare a pensare che ogni aspetto della nostra vita dovrà subire una graduale rivoluzione. Lo stesso luogo dove abitiamo ha un impatto importante sul clima: le case di vecchia generazione disperdono tantissimo calore e tendono nel tempo a rappresentare un peso per l’ambiente; è essenziale quindi optare per nuovi tipi di case più innovative e isolare quelle già esistenti.

Ma anche gli acquisti che facciamo tutti i giorni non sono un discorso a parte, dato che quasi tutti i prodotti che compriamo sono conservati in imballaggi in plastica. In questo senso, sono già state portate avanti iniziative come “Disimballiamoci”, che prevedeva una detrazione della TARI a tutti i negozianti che avessero fatto a meno degli imballaggi in plastica e avessero svolto correttamente la raccolta differenziata; una bella opportunità da replicare e da pubblicizzare. È necessario dare una nuova prospettiva ai “Gruppi di Acquisto Solidali”, che con le proprie mani e forze fanno un grandissimo lavoro per rendere il consumo più sostenibile e salutare. Bisogna sostenerli, non solo finanziariamente.

Ovviamente finché queste parole rimarranno sulla carta non avranno valore più di altre; ma ci impegneremo per concretizzarle, contribuendo a fare rete con le associazioni e collaborando attivamente con la nostra amministrazione. Ringraziamo dunque i Fridays per il loro continuo impegno nel portare all’attenzione del popolo faentino queste problematiche; speriamo che l’attivismo civico sia la chiave di volta che permetta la conversione verde di questa meravigliosa città.

Andrea Fortini, Segretario dei Giovani Democratici Faenza