Il “Boss delle torte” nostrano è cervese ed è donna: l’avventura di Serena Minghetti e del suo “Zucchero e Cuore” fotogallery

Dalla passione alla professione. È questo il percorso seguito da Serena Minghetti, cake designer di Cervia, che dall’amore per torte, decorazioni e pasticceria è riuscita a far nascere un lavoro vero e proprio, fatto di tanta creatività e attenzione per le materie prime, perché “una torta, prima che bella deve essere buona”, questo è un po’ il suo motto.

44 anni, cervese di nascita, la sua vita sembrava destinata ad altro. Figlia di piccoli imprenditori del turismo, Serena cresce nell’hotel di famiglia e compie studi pertinenti con la carriera di una futura manager turistica: si diploma in un istituto tecnico ad indirizzo linguistico, poi completa la formazione con la laurea in Economia del Turismo a Rimini e nel frattempo lavora, lavora e lavora, fuori e dentro l’impresa familiare, perché è una che con le mani in mano non riesce proprio a stare.

Mentre la bella stagione è tutta dedicata all’albergo, d’inverno si inventa collaborazioni legate al marketing, fino a conquistarsi un po’ di stabilità come segretaria in uno studio medico. Nel frattempo nel 2008 nascono due bei gemellini, Camilla e Riccardo e all’impegno professionale, si affianca quello di mamma.

È al sesto compleanno dei gemelli che comincia a maturare l’idea: “Non mi ero mai spinta più in là di una crostata o una classica torta di mele – racconta Serena -. Poi mia sorella mi propose di decorare con la pasta di zucchero la torta di compleanno dei miei figli. L’ho ordinata su internet un po’ dubbiosa, senza sapere bene cosa ne sarebbe venuto fuori. Invece è stato divertente e per alcuni anni il compleanno dei miei bambini è stato l’appuntamento fisso con la pasta di zucchero”.

Da lì comincia a sbizzarrirsi per soddisfare le richieste della famiglia e degli amici stretti, ancora per il solo piacere di creare e fare esperienza: “Per ogni occasione, una ricorrenza o una semplice cena in compagnia, mi dilettavo con una torta. I risultati mi incoraggiavano e mi davano molta soddisfazione, così non mi sono più fermata”.

Una passione, quella per la pasticceria artistica e la decorazione di torte, che Serena non pensava proprio di avere. “È stata una fatalità trovarmi con questa abilità. Poi le circostanze di lavoro mi hanno spinto a sperimentarmi. Io dico sempre: se hai una passione, provaci! Nasco principalmente come autodidatta, poi nel tempo mi sono formata con alcuni corsi specifici, ma il grosso dell’esperienza viene da auto formazione, tra prove ed errori!”.

“La prima torta che mi hanno chiesto fuori dall’ambito familiare l’ho rifiutata – racconta -. Farmi pagare per fare torte? Non mi sentivo all’altezza. Poi però, quando ho maturato una certa esperienza, ho deciso di prendere in considerazione l’idea di trasformare la passione in lavoro. Per prima cosa, ho fatto il corso per alimentarista e ho preso informazioni per capire come mettermi in regola sotto ogni punto di vista”.

Così nel 2019 nasce “Zucchero e cuore”, il nome che Serena ha dato al suo laboratorio, dai due elementi che non mancano mai nelle sue creazioni: lo zucchero appunto e il cuore, che mette in ogni suo progetto. Si tratta di una microimpresa alimentare domestica a tutti gli effetti, riconosciuta dalla legge. In casa, lavora con camice e cuffietta, le sue torte sono in regola come quelle delle pasticcerie e possono essere consumate in luoghi pubblici, perché accompagnate da regolare fattura. “Ma io non faccio la guerra alle pasticcerie tradizionali, ci tengo a dirlo – sottolinea Serena -. Realizzo prodotti che in pasticceria normalmente non potrebbero essere acquistati perché richiedono moltissimo tempo e un lavoro di progettazione inimmaginabile. Sono una cake designer e faccio solo pasticceria artistica. Se mi chiedono una torta classica, la rifiuto”.

Come nascono allora i progetti di pasticceria artistica? “Per prima cosa chiedo al cliente se ha un tema di riferimento. Su quella base spesso faccio un bozzetto a matita del progetto o giro alcune foto come spunto, anche se non replico mai torte già viste e le personalizzo sempre. Se il progetto piace, si parte con la realizzazione. Accanto alla torta posso proporre anche lo “sweet table” come è chiamato in gergo, cioè un completamento del buffet con dolcetti come cup cake, biscotti decorati e lollipop in tema con la torta”.

La passione è stata il punto di partenza, ma fantasia e creatività non bastano per trasformarla in lavoro, ci vogliono anche spirito e conoscenze imprenditoriali: accanto all’attività di cake designer, Serena ha cominciato anche a tenere corsi di cake design. Il primo, proprio la scorsa settimana, andato sold out, le ha dato lo stimolo per organizzarne altri due, di base e avanzato, che si terranno a metà marzo.

“Ho cominciato con la copertura delle torte con pasta di zucchero, ma ormai realizzo tante torte rifinite in altri modi (per esempio ganache o meringate) e la pasta di zucchero serve esclusivamente per le decorazioni. Le torte americane, tutte sagomate, che si vedono in tanti programmi TV, sono belle ma difficilmente buone, perché realizzate con impasti asciutti e creme pesanti, come quella al burro. Le mie privilegiano sempre il gusto: sono fatte con Pan di Spagna sofficissimo e creme morbide, come la Chantilly o crema al mascarpone, variegate a seconda dei gusti del cliente”.

Sfogliando i suoi profili social si trovano foto di torte che sono vere e proprie opere d’arte, ma qual’è stata la richiesta più stravagante fatta da un cliente? “Di certo una torta verticale, che ho realizzato reinterpretando un’opera di pop art per un odontoiatra amante dell’arte. Ho realizzato un pannello nero (che era appunto la torta) decorato con una bocca rossa e un’impalcatura da imbianchino. Io mi diverto con i progetti più insoliti e originali, amo le torte divertenti, con i pupazzetti per i bambini, ma adoro sperimentarmi con quelle pensate per gli adulti, dove la fantasia va lasciata a briglia sciolta”.

Conclude con un suggerimento: “Se volete stupire qualcuno con una torta, contattatemi con largo anticipo!”. Le richieste infatti ormai sono numerose e considerato il lungo tempo di preparazione, è meglio muoversi in fretta.

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