Coltivare piccoli orti sociali. Il Governo dice di sì. Due anziani multati a Ravenna davanti al loro orto

Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna in Consiglio comunale, affronta il tema dei “piccoli orti sociali”, raccontando di aver sollecitato, nei giorni scorsi, sindaco e prefetto di Ravenna a consentirne l’attività, invitandoli ad “operare affinché le forze dell’ordine attive localmente vengano indirizzate a ritenere lecito lo svolgimento di attività lavorative su superfici agricole di limitate dimensioni (alias piccoli orti) adibite a produzioni per autoconsumo, seppure non adiacenti ad alcuna propria abitazione, suggerendo se mai la percorrenza più breve”.

Ancisi ha chiesto di non vietare più alle persone generalmente anziane o comunque hobbisti di recarsi nel proprio piccolo orto per svolgervi le indispensabili attività di coltura e di manutenzione, e talvolta per accudire e provvedere all’alimentazione di propri animali da cortile. “Questi orti sono di proprietà privata o comunque di uso privato, comprese le centinaia che il Comune assegna in concessione agli anziani. Ho anche dimostrato, in punta di diritto, che nello Stato italiano non c’è nessuna norma anti-Covid che giustifichi questo divieto” spiega il consigliere di LpRa.

“Il Governo ora la pensa esattamente così – sottolinea Ancisi – . Alla domanda se fosse consentito “lo svolgimento di attività lavorative su superfici agricole, anche di limitate dimensioni, adibite alla produzione di autoconsumo, non adiacenti a prima od altra abitazione”, il sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha risposto lapidariamente: “sì” (allegata una mia fedele composizione). Le uniche condizioni sono che “il soggetto interessato attesti, con autodichiarazione completa di tutte le necessarie indicazioni per la relativa verifica, il possesso di tale superficie agricola produttiva e che essa sia effettivamente adibita ai predetti fini, con indicazione del percorso più breve per il raggiungimento del sito”. Restano ovviamente le norme vigenti per tutti i cittadini fuori della loro abitazione: evitare ogni assembramento e rispettare comunque la distanza di un metro tra le persone, norme che le forze dell’ordine hanno il diritto/dovere di controllare e di imporre ovunque, orti compresi”.

“Essendo chiarissimo il senso di come il Governo interpreti al riguardo le sue stesse disposizioni di legge, non è necessario approfondirne i dettagli, anche se potremo farlo. Il Comune di Faenza (secondo comune della provincia di Ravenna, stesso prefetto, sindaco dello stesso partito del sindaco di Ravenna, che è anche presidente della Provincia) ha chiarito ieri sera sul proprio sito istituzionale, ricalcando i contenuti della mia lettera di domenica (https://www.facebook.com/municipiofaenza), di condividere le dichiarazioni del Governo” prosegue Ancisi.

Il capogruppo di Lista per Ravenna racconta che domenica mattina due concessionari di orti del Comune di Ravenna sono stati invece fermati da agenti “presso il Parco Baronio” (è scritto in uno dei due verbali) mentre, distintamente l’uno dall’altro, erano diretti all’orto in loro possesso, venendo poi multati di 280 euro (400 se non pagati entro 30 giorni). In una delle loro autodichiarazioni rilasciate agli agenti è scritto: “Mi sono recato all’orto vicino Bosco Baronio per innaffiare”. Avrebbero violato, secondo il verbale, il divieto di accesso “a parchi/ville/aree gioco e/o giardini pubblici” imposto dal decreto 10 aprile 2020. Ma gli orti non hanno niente a che fare con nessuno dei molti significati del sostantivo “parco” , tanto meno coi significati degli altri luoghi vietati dal decreto anti-virus. E questi due orti sono esterni al Parco Baronio. È vero però che alla base di tutto sta una “raccomandazione” dell’assessore al Decentramento di Ravenna inviata l’11 marzo ai gestori delle aree del Comune adibite ad orti sociali secondo cui “non essendo consentito nessuno spostamento dalla propria abitazione, non è possibile recarsi presso le aree orti” (allegata). Peccato che la legge non lo dica, come ha detto pari pari anche Faenza. Per questo ho scritto la mia lettera anche al sindaco. Non crede a me e al Comune di Faenza? Creda al Governo.

Commenti

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  1. Scritto da ANDREA SOPRANI

    sono perfettamente d’accordo con Ancisi,domani riapre il mercato allo stadio quindi io posso uscire da casa per mettermi in fila con tante altre persone per acquistare la verdura che nel mio orto distante 2 km da casa mia devo lasciare marcire,se questa è la strategia di lotta al virus poveri noi,negli orti sociale non si crea assembramenti nemmeno in tempi normali figuriamoci ora, speriamo che al comune di Ravenna qualcuno apra gli occhi come ha fatto il comune di Faenza

  2. Scritto da Giovanni lo scettico

    Multe, multe, multe! C’è bisogno di soldi!

  3. Scritto da fernando morri

    Non l’ho mai capita questa, non ho più potuto raccogliere la verdura nell’orto che lavoro in via chivica romea a 700metri da casa,ma debbo andare a mettermi fra la gente in fila davanti ad un negozio.Negli orti è da mò che non ci sono assembramenti,se mai qualche volta ci fossero stati.Vediamo di rimediare.Grazie

  4. Scritto da vito

    Se è consentito l’accesso agli orti,situati oltre i limiti della distanza stabilita per legge,rispetto alla propria abitazione, da come leggo, è da considerarsi un hobby. Quindi chi li coltiva è un hobbista. Con questa logica allora chiunque pratichi un hobby all’aria aperta come walking,running,ciclismo,se fatti individualmente senza creare assembramenti,nel rispetto delle regole attualmente vigenti,perchè non si possono praticare?