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Scuola aperta al futuro. Perché la scuola è il futuro di tutti

La scuola è l’officina in cui si forgia e si costruisce il nostro futuro e quello della nostra società ed è un ecosistema dall’equilibrio fragile e complesso. Lo stop della didattica in presenza e la chiusura dei plessi scolastici hanno messo in evidenza i punti di forza e le criticità di questo sistema che lega in modo indissolubile tutti i tasselli della comunità. Questi mesi di didattica a distanza per alunni e docenti e di smart working per le segreterie hanno spostato gran parte del peso organizzativo sulle spalle delle famiglie. Nasce da qui l’urgenza di provare a immaginare la scuola di domani, alla luce della pandemia e delle nuove esigenze che da questa derivano.

È urgente riaprire in sicurezza gli ambienti scolastici aumentando significativamente le risorse destinate al sistema scuola (al 5% del bilancio comunale), in sinergia con la Provincia che gestisce molti immobili delle secondarie. Aprendo nuovamente le scuole, rendendone accessibili gli spazi esistenti e recuperandone di nuovi attingendo dal patrimonio pubblico esistente. Assumendo pediatri, in sinergia con Asl, che assicurino presenza continua durante l’apertura della scuola per bambini dai 3 agli 11 anni, compreso il tempo pieno e organizzando un punto sanitario preferenziale e diretto per studenti con problematiche diagnosticate.

Autonomia scolastica non significa autosufficienza, ma relazione proficua e continuativa con il proprio specifico contesto sociale immaginando nuove forme di partecipazione e collaborazione anche al di fuori degli organi collegiali interni alla scuola.

Secondo noi è qui che il patto sociale deve trovare risposte finora mancanti o sporadiche e parziali. Perché allora il Comune non potrebbe chiamare allo stesso tavolo scuole, realtà associative che ruotano intorno al mondo scuola, cooperative del settore dell’educazione e singoli cittadini per cercare spazi in cui bambini e ragazzi al pomeriggio possono trovarsi in ambienti tranquilli e dedicati per svolgere i compiti e studiare in modo guidato e cooperativo?

E se, malauguratamente, la didattica a distanza dovesse continuare, perchè non fornire loro spazi in cui poterla svolgere in tranquillità e sempre seguiti da educatori, docenti in pensione, volontari? Inoltre mettere in piedi un coordinamento snello con le scuole secondarie per favorire rapporti con tutte le istituzioni culturali della città (biblioteca, musei, scuola di musica “G. Sarti”, scuola di disegno “Tommaso Minardi”), con l’Università, l’associazionismo sportivo e con il mondo del lavoro darebbe ulteriore spinta innovativa alla vita culturale ed economica della città.

Per continuare il percorso di miglioramento ambientale diffuso della nostra città e la sua conversione ecologica, proponiamo che vengano favoriti e sostenuti nuovi progetti aggiornati di sensibilizzazione ed educazione ambientale. Per fare questo e per poter ripartire in sicurezza e con maggiori spazi a settembre è necessario un piano chiaro e che abbia radici solide nella comunità faentina. Partendo concretamente dalla logistica degli spazi a disposizione e verificando cosa si può fare, dove e quando. La risposta secondo noi è da ricercare ancora una volta nell’autonomia scolastica, nella concertazione, nella partecipazione e nella condivisione. Perché la scuola è il futuro di tutti.

L’Altra Faenza; Articolo Uno Faenza; Movimento 5 Stelle; Partito Socialista Faenza; Verdi Europa Faenza