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8 Marzo: la pandemia blocca le iniziative di Demetra. Aumentano le richieste di aiuto al centro antiviolenza lughese

L’8 marzo con i contagi che salgono in Emilia Romagna e le misure di prevenzione della pandemia che ha portato la Regione Emilia Romagna a decretare da pochi giorni la zona arancione scuro per l’aumento dei contagi, non renderà possibile anche quest’anno, la realizzazione di iniziative di sensibilizzazione che gli anni passati in occasione della Giornata internazionale della donna, permettevano di organizzare confronti pubblici, manifestazioni culturali o artistiche e flash mob e di stare a contatto con i cittadini e le cittadine dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna.

“Confidando che si possa recuperare il tempo perduto nell’anno che verrà, come centro antiviolenza – spiega Giuseppina Dessy, presidente di Demetra donne in aiuto – siamo in prima linea sul campo della tutela delle donne vittime di violenza perché abbiamo dovuto modificare le nostre procedure, attrezzarci per tutelarci e tutelare le donne accolte o ospiti nelle Case Rifugio dal contagio, e nello stesso tempo mantenere alto il livello del nostro servizio. A volte abbiamo dovuto modificare la nostra metodologia e accoglier le donne a distanza, tramite piattaforme che ci hanno consentito di mantenere la relazione ma non ci siamo mai fermate. Dall’inizio dell’anno le donne accolte nel nostro centro antiviolenza sono aumentate e sono aumentate anche le emergenze, segno che anche tra le pareti di casa si sente l’effetto della pandemia che agevola il precipitare o l’aggravamento di situazioni di violenza”.

Se nei primi due mesi del 2020, l’associazione Demetra aveva accolto 31 donne e c’erano state 2 emergenze, dall’inizio del 2021 le emergenze sono state 4 e sono state 39 le donne accolte e seguite dal centro antiviolenza; la rete nazionale DiRe, di cui Demetra fa parte, ha rilevato che a livello nazionale, negli 80 centri antiviolenza che rappresenta, nel 2020 e nel 2021 le richieste di aiuto delle donne sono aumentate rispetto al 2019. Nel 2020, Demetra ha accolto 97 donne, di queste 89 avevano subito violenza, 5 non l’avevano subita e si sono rivolte al centro per altri motivi e per 3 non è stato rilevato. Le donne che hanno subito violenze fisiche sono state 42, che hanno subito violenze economiche 17, che hanno subito violenze sessuali 13 e 56 hanno subito violenza psicologica. Sono state ospitate 6 donne con figli, 5 donne senza figli, in totale sono state 11 le donne ospitate e 8 i minori ospiti delle strutture. Le notti di ospitalità sono state 952 e 456 le notti di ospitalità dei minori per un totale di 1408 notti di ospitalità.

La sfida dei prossimi mesi, sarà soprattutto orientata a sollecitare, da parte della politica e delle istituzioni, azioni e progetti per agevolare l’autonomia economica delle donne che altrimenti non saranno in grado di allontanarsi dagli autori di violenza, La pandemia ha spazzato via in Italia 101mila posti di lavoro e di questi, 99mila erano di donne perché sono stati colpiti i settori dell’economia che vedono una maggiore occupazione delle donne e anche nel nostro territorio si sono sentite le conseguenze.

Abbiamo in essere progetti finanziati dalla Regione Emilia Romagna per facilitare l’occupazione delle donne, come lo Sportello lavoro e il Progetto Donne e lavoro finanziati dalla Regione e altri progetti finanziati dalla BCC – Ravennate Forlivese e Imolese e della Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte e anche grazie anche ai contributi che ci vengono devoluti da affezionati sostenitori e sostenitrici della Bassa Romagna, ci impegneremo a progettare e realizzare progetti che possano aiutare le donne nei percorsi di uscita dalla violenza anche in un momento critico causato dalla pandemia.