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25 Aprile: il PC di Ravenna commemora il partigiano sovietico Nicolaj

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Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione dell’Alta Italia proclamava l’insurrezione generale in tutte le città del nord Italia ordinando alle forze partigiane di attaccare i nazisti ed i fascisti per imporre loro la resa. L’ Italia, oppressa per più di venti anni dalla dittatura fascista che aveva lasciato come pesante eredità
enormi distruzioni, tanta miseria e disperazione, feroci guerre di conquista e le infami leggi razziali era finalmente libera.

Il mostro nazista era stato finalmente sconfitto grazie all’alleanza fra l’Unione Sovietica, gli Stati Uniti ed il Regno Unito ma con il terribile costo di decine di milioni di vittime, militari e civili.

Ogni anno questa ricorrenza viene giustamente ricordata ed onorata perché non bisogna mai perdere la memoria e far finta che nulla sia accaduto. Ogni anno ed anche ogni giorno, bisogna riflettere sulle cause che hanno provocato distruzioni che non hanno avuto precedenti nella storia, ogni anno ed anche ogni
giorno bisogna ringraziare i coraggiosi che hanno permesso al bene di vincere sul male.

A Ravenna sono tante le iniziative che vengono organizzate per il 25 aprile e con piacere vediamo come negli ultimi anni ci sia stata molta attenzione anche verso i tanti ragazzi stranieri che sono morti per la nostra libertà.

Come Federazione di Ravenna del Partito Comunista “Rivoluzione d’ Ottobre” valutiamo però con forte sgomento e preoccupazione il tentativo di distorcere quelli che sono i fatti storici, i fatti che sono realmente accaduti. Si cerca di svilire il ruolo avuto dalle formazioni partigiane senza il cui apporto la guerra sarebbe sicuramente durata molto più a lungo, si tace o si minimizza sul grande tributo di sangue e di sofferenza offerto dai partigiani comunisti e dai comunisti ma, soprattutto, si vuole far passare per verità che il nazismo sia uguale al comunismo e che il ruolo dell’Unione Sovietica sia stato assai marginale rispetto a quello avuto dagli americani.

Per noi questo revisionismo è inaccettabile e disgustoso, un vero falso storico che i dati possono facilmente smascherare.

Nel maggio 1945 un sondaggio di IFOP condotto in Francia (liberata dagli americani) rilevava che per i nostri cugini d’oltralpe il merito della vittoria nella seconda guerra mondiale era da ascriversi al 57% all’Armata  Rossa al 20% agli Americani ed al 12% ai britannici. Lo stesso sondaggio riproposto nel 2015 rilevava, invece, che per i francesi il merito maggiore della vittoria era degli americani al 54% seguiti dai sovietici al 23% e dai britannici al 18%. Questi i risultati di 70 anni di scientifica disinformazione, pianificata con scienza e coscienza.

Tutti coloro, militari e civili, di qualunque paese, religione o colore della pelle che hanno combattuto e sono morti per sconfiggere il nazismo ed il fascismo meritano onore e rispetto. Non possiamo però non ricordare alcuni dati che ci ricordano come le sole vittime militari nella seconda guerra mondiale devono essere così tristemente distribuite:
– Unione Sovietica: 8.668.400
– Stati Uniti d’America: 405.399
– Regno Unito con Colonie: 405.807

Dopo la fine della guerra la popolazione sovietica era calata di 26.600.000 unità, assommando le vittime civili a quelle militari. Nonostante questo spaventoso tributo di sangue del popolo sovietico assistiamo oggi ad un revisionismo storico in chiave anticomunista che ha dell’incredibile. Ne ricordiamo solo alcuni: lo scorso 18 Novembre il Governo Italiano e tutti gli stati Europei si sono astenuti sulla risoluzione ONU che proponeva di combattere, in ogni paese, la glorificazione del nazismo e i movimenti neonazisti (Ucraina e USA gli unici a votare contro); il PD, il 19 Settembre 2019, ha scandalosamente votato a favore della risoluzione UE che equipara nazismo a comunismo e che accusa l’URSS di essere con-responsabile dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Ancora il PD – senza alcun rispetto per la città di Genova, Medaglia d’Oro al Valor Militare per il contributo dato alla Resistenza – si è astenuto, lo scorso Febbraio, anche sulla istituzione nel Comune di Genova di un’anagrafe “antifascista ed anticomunista”. E questi sarebbero i campioni dell’antifascismo?

La realtà dei fatti è che ormai Il Partito Democratico mette sullo stesso piano le vittime con i carnefici e si dimostra connivente con questa turpe operazione di macelleria della storia. Come Federazione di Ravenna del Partito Comunista “Rivoluzione d’Ottobre” vogliamo invece ricordare in occasione del 25 aprile, il grande appoggio dato alle nostre forze partigiane dai combattenti stranieri di altri paesi e, soprattutto, dai combattenti e dai partigiani sovietici che in circa 5.000 e dopo essere fuggiti dalla prigionia, hanno combattuto accanto ai nostri Patrioti per la Libertà, i partigiani.

In Emilia Romagna hanno operato circa 1400 partigiani stranieri dei quali ben 1284 erano sovietici e , dato interessante sicuramente da segnalare, 122 di loro erano tedeschi anti-nazisti.

Per onorare i compagni sovietici ed il popolo sovietico grazie al cui sacrificio l’ Europa ha potuto sconfiggere il mostro nazi fascista e per onorare i partigiani sovietici che hanno operato in Romagna, la Federazione Ravennate del Partito Comunista “Rivoluzione d’ Ottobre” si recherà il 25 aprile alle ore 10 al cimitero monumentale di Bagnacavallo per onorare la memoria del partigiano sovietico Nikolaj, nato a Krasnodar e morto nel 1944 a Villa Prati, per la nostra libertà.

Partito Comunista Federazione di Ravenna

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Commenti

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  1. Scritto da Claudio

    È scandalosamente vero il tentativo di revisionismo storico in corso per equiparare nazi-fascismo e comunismo. Chi è morto per la libertà, lottando contro i nazi fascisti, non può assolutamente essere considerato alla stessa stregua di chi si è prodigato di reprimere la libertà e la democrazia. È altresì scandaloso il comportamento di politici e partiti che di dichiarano di sinistra e votano risoluzioni contrarie ai principi cui dicono di ispirarsi. La strumentalizzazione della politica estera statunitense contro la Russia o altri Paesi non allineati ai diktat americani, è altrettanto palese. Ciò detto però, non vorrei fare di un regime poco rispettoso dei principi di libertà e democrazia che sono altrettanto evidenti in Russia, dove impera un’oligarchia di stampo dittatoriale, come se fosse colpa di altri per quel che lì accade. Non condivido l’imperialismo e l’arroganza americana, ma non condivido nemmeno la mancanza di libertà e democrazia sia in Russia che in Cina.