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“La vie en rose” di Gea Rambelli: nell’attesa di calcare di nuovo il palco, l’attrice russiana si esibisce sulle note della Piaf

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Sono stati mesi difficili per il comparto dello spettacolo e della musica dal vivo, concerti annullati, teatri chiusi, artisti e tutto il comparto che vi opera dietro fermi. Alla luce delle ultime indicazioni del governo in materia sanitaria, si sta cercando di gettare le basi per un ritorno dello spettacolo dal vivo, alcuni teatri stanno riaprendo ripercorrendo a ritroso un calendario già allestito prima della chiusura a causa della seconda ondata di pandemia. Fra i tanti addetti ai lavori c’è anche l’attrice russiana Gea Rambelli, che nell’attesa di poter calcare nuovamente il palcoscenico con la sua passione per il musical, ha realizzato un videoclip di un noto brano di Edith Piaf, per rimarcare la speranza e la rinascita di un settore fortemente provato come quello teatrale.

Gea Rambelli
Gea Rambelli

Gea Rambelli, come è nata l’idea di creare questo videoclip?

Nei lunghi periodi trascorsi in casa ho iniziato un pò per gioco e un pò per distrarmi, a registrare alcuni brani che mi appassionano. Tutto in modo semplice, una base musicale, la mia voce, un microfono e un registratore. Prove, modifiche, sperimentazioni e cancellazioni. Alla fine ho salvato quattro brani.

Qual’è il brano che ha scelto per questo video musicale?

Ho scelto “La vie en rose” di Edith Piaf arrangiandola con la mia voce e cantandola in lingua inglese. L’ho provata diverse volte e mi sono resa conto che era molto bella oltre che particolare in quella lingua, a quel punto l’ho proposta a Luca Asioli, tecnico del suono che conosco da molto tempo, e l’abbiamo perfezionata

Un brano per segnare la svolta, la rinascita del settore teatrale, perché proprio questo brano?

“La vie en rose” è un inno all’amore, questa mia versione l’ho dedicata all’amore nei confronti del teatro e ho deciso di condividerla con tutti i soggetti che amano e lavorano nel magico mondo teatrale

In quale location è stato realizzato il video?

L’abbiamo realizzato nel teatro di Russi, il teatro della mia città. Ho fatto richiesta formale al sindaco e alla giunta, che ringrazio per averla approvata. Poi in una giornata io sul palco, Luca Asioli a seguire la parte audio musicale e Sara Rita Coccorullo alla parte video siamo riusciti a dare alla luce questo videoclip. Devo ringraziare l’ex sindaco di Russi Daniele Bolognesi che mi ha spiegato come dovevo procedere per effettuare la richiesta al municipio, e devo ringraziare anche Elena Bucci che ha rinunciato in quella giornata alle sue prove teatrali per permettere i miei lavori

Questo videoclip apre la strada ad altri lavori musicali?

No. Allo stato delle cose è fine a se stesso, non c’è scopo di lucro ne di dare vita ad altri lavori discografici. E’ un brano che dedico al settore teatrale e alla speranza di questa sua rinascita, per me e per tutti gli addetti ai lavori che in questi mesi sono rimasti fermi

 

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