Quantcast

Le Rubriche di RavennaNotizie - La posta dei lettori

Il PRC a sostegno dei portuali di Ravenna: “esempio di cittadinanza attiva”

Più informazioni su

Rifondazione Comunista esprime la piena solidarietà ai Lavoratori del porto di Ravenna che, con la loro scelta di rifiutarsi di imbarcare materiale bellico diretto in Israele, per non contribuire ad alimentare gli scontri in Medioriente attuati ai danni delle popolazioni civili di Palestina, hanno deciso di onorare la “scelta” dell’articolo 11 della nostra carta costituzionale che «Ripudia – lo ricordiamo agli smemorati e ai “distratti” – la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

Un atto di coraggio e di CITTADINANZA ATTIVA realizzato per evitare, com’è scritto nel comunicato dei portuali, «di essere complici nell’alimentare una guerra che sta mietendo soprattutto vittime civili in quel tremendo teatro di guerra». Un Azione che assume ancora più
valore in una situazione in cui la “maggioranza” dei governi occidentali, pur appellandosi alla pace e invitando Israele alla “moderazione” ha, di fatto, sposato la causa del più forte riportando tutta la complessa vicenda ad una sterile conta di morti, vittime della follia terroristica di Hamas.

A questi lavoratori, che si muovono sulla scia degli scioperi di boicottaggio e di sabotaggio attuati durante la Resistenza, noi siamo riconoscenti per aver avuto la capacità di svegliare le coscienze sopite dalle sirene della legalità di facciata e del diritto a senso unico del profitto a tutti i costi, assurto a fede e nuova religione di massa. Siamo grati a questi Lavoratori di aver riconquistato, almeno per la parte del nostro Paese in cui ci riconosciamo, un ruolo di operatore di Pace e di fedeltà costituzionale mentre altri, che dovrebbero esserlo per deontologia di ruolo istituzionale, troppo spesso hanno dimenticato e continuano a dimenticare.

Infine, confortati anche dalla numerosa partecipazione popolare al presidio del 22 maggio 2021, in Piazza Kennedy, dove insieme alle associazioni e alle forze politiche della sinistra di alternativa, abbiamo riaffermato la posizione di vicinanza e solidarietà al popolo palestinese aggredito, costantemente vessato e sottomesso all’occupazione militare di Israele spalleggiato dai paesi occidentali, noi del PRC di Ravenna confermiamo la piena e incondizionata partecipazione a qualsiasi iniziativa i lavoratori del porto vorranno intraprendere per ottenere il successo della loro decisione, nell’interesse della causa della Pace e della dignità del nostro Paese.

Prc, Federazione di Ravenna

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da ST

    Quindi, sul lavoro, dobbiamo fare solo quello che ci pare a seconda del nostro ‘credo’ politico? Non vendere i libri di Giorgia Meloni, non imbarcare container per Israele… e poi?
    E chi la pensa diversamente, potrà non vendere i libri di Enrico Letta o di Gramsci? O non imbarcare materiali per Cuba?
    Fino a dove finisce la libertà di espressione e comincia quello del rispetto delle regole?
    Oppure ai nostri (per fortuna pochi) veterocomunisti nostrani, la Verità sta sempre nel proprio campo, e gli altri sono miseri fascisti guerrafondai?
    Questi portuali andrebbero licenziati. C’è tanta disoccupazione in giro. Qualcun altro lo si trova in fretta. Più democratico.

  2. Scritto da Hrmrd

    portuali dipendenti di una impresa privata da licenziare e dei ginecologi obiettori di coscienza nel servizio pubblico diciamo niente?

  3. Scritto da ST

    @Hrmrd
    Io sarei anche d’accordo sul merito di licenziare i ginecologi obiettori, ma per farlo andrebbe cambiata la legge.
    Nel caso specifico, invece, NON c’è nessuna legge che preveda la possibilità di lavorare e/o caricare e/o spedire solo quello che ci piace o è diretta a chi ci è simpatico.
    Esempio sbagliato. Riprova 🙂