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Coordinamento ravennate ‘Per il Clima – Fuori dal Fossile’: “Lavori preliminari per l’impianto di stoccaggio della CO2, chiedere moratoria”

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Per Giuseppe Tadolini del Coordinamento ravennate Per il Clima- Fuori dal Fossile, “Forse non dovremmo sorprenderci, dal momento che molte vicende ci hanno abituato alle politiche dei “fatti compiuti”, grazie alle quali eventuali perplessità, dubbi, critiche e ripensamenti vengono  rinviati ad un “dopo”, quando sarà facile sostenere che i progetti sono in fase ormai avanzata di realizzazione, e quindi “non si può tornare indietro”. Ma la notizia, che leggiamo sulla stampa di oggi, domenica 13 giugno, che i lavori preliminari per l’impianto di sequestro e stoccaggio dell’anidride carbonica potrebbero iniziare già nel  prossimo mese di settembre, non riusciamo proprio a prenderla con leggerezza. Speriamo solo che nei prossimi giorni vi sia una pioggia di distinguo e di precisazioni, che equivalgano a smentite”.

“Non solo – avanza Tadolini – non vi è ancora stato un coinvolgimento degno di tale nome della città e del territorio, non solo l’informazione – tranne quella che, con pochissimi mezzi, stanno producendo i movimenti dell’ambientalismo –  è stata tutta a senso unico, ma non ci risulta che le procedure di valutazione ambientali e sanitari, l’esame dei diversi livelli di rischio, nonché una sincera analisi dei costi, siano state portate a termine e rese adeguatamente pubbliche. Se da un lato non ci meraviglia che ENI si sente in diritto di fare e disfare a suo piacimento, non riteniamo accettabile che le sue scelte avvengano nella compiacenza o quanto meno nel silenzio della gran parte delle Istituzioni, della  politica e delle forze sociali”.

“Ci risponderanno tutti che qui si tratta solo di lavori preliminari, di  progettazione di prototipi, di fasi preparatoria, ma si sta parlando comunque di svariati milioni di euro (non certo presi dalle tasche di chi  punta al massimo profitto), che verranno spesi e – nel migliore dei casi – gettati al vento, nel peggiore destinati a precorrere un’opera che Ravenna e tutto il territorio dovranno  sopportare per decenni, dal  momento che nessuno può in buona fede sostenere che si vuole realizzare un progetto miliardario di questo tipo, se si intende intraprendere con decisione la via delle rinnovabili. Chiediamo che tutti i soggetti direttamente e indirettamente coinvolti (Regione, Provincia, Comune di Ravenna e gli altri Comuni limitrofi, Categorie, Associazioni  e tutta la cittadinanza in tutte le forme che riterrà opportune) si pronuncino apertamente per una moratoria” chiude Tadolini.

 

 

 

 

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