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In provincia di Ravenna 45 classi in quarantena, di cui 26 alle elementari e 2 focolai in strutture per anziani

E' quanto emerge dal Bollettino settimanale dell'Ausl Romagna, nella settimana dal 15 al 21 novembre

Sono 45 le classi poste in quarantena nell’ultima settimana nel territorio ravennate: 10 nelle scuole dell’infanzia (3-6 anni); 26 alle primarie; 8 alle secondarie di primo grado; 1 alle superiori. Nessuna quarantena nei nidi e all’università. “Le classi vengono messe in quarantena quando dai tamponi di controllo, che vengono eseguiti a tutti gli alunni a seguito di un caso positivo nella classe, emergono una o più positività ulteriori” spiegano dall’Ausl Romagna nel Bollettino settimanale diffuso oggi, 24 novembre.
La distribuzione dei casi covid, nelle fasce d’età scolare, nella settimana di riferimento dal 15 al 21 novembre è la seguente: 11 casi positivi su 231 tamponi nei bimbi da 0-3 anni; 27 positivi su 773 tamponi nella fascia 3-5 anni; 156 casi covid su 2463 tamponi (con percentuale di positività paria al 6.3%) nei bambini  6 – 10 anni; 43 positivi su 1076 tamponi tra gli 11 – 13 anni  e 28 positivi su 1234 tamponi nella fascia 14 – 18 anni.
Sempre nel territorio ravennate, nell’ultima settimana sono stati rilevati due focolai in Strutture residenziali socio-assistenziali e sociosanitarie per anziani.

bollettino covid novembre 2021

Sul territorio dell’Ausl Romagna, nella settimana di riferimento, si sono registrate 2.775 positività (6,0%) su un totale di 46.516 tamponi. Si registra un aumento dei nuovi casi in termini assoluti (+960). Rispetto alle previsioni del Piano aziendale si registra un tasso di occupazione di posti letto da parte di pazienti affetti da COVID, che ci pone nel livello arancione. In totale sono ricoverati 136 pazienti, di cui 12 in terapia intensiva.

“Anche questa settimana – commenta Mattia Altini, direttore Sanitario di Ausl Romagna – i dati confermano una maggior circolazione del virus, che si traduce in un aumento delle nuove positività e dell’occupazione dei posti letto, in particolare nei reparti Covid ordinari. In una fase di recrudescenza come quella a cui stiamo assistendo ora, ovunque,  è necessario accelerare sulle terze dosi del vaccino ma anche insistere sulla somministrazione delle prime e seconde dosi perché i vaccini sono il modo migliore per frenare l’epidemia e metterci al riparo dallo sviluppo della malattia nella sua forma più seria”.

bollettino covid novembre 2021

Altini si rivolge a chi avesse ancora dubbi sull’efficacia delle vaccinazioni: “Dico di osservare con attenzione i dati di oggi rispetto a quelli della stessa settimana dell’anno scorso, quando eravamo per di più in presenza di forti restrizioni. Un anno fa avevamo 3969 nuovi casi rispetto ai 2775 attuali, si contavano una media settimanale di ricoveri pari a 503 contro quella attuale che è di 112 e una media di ricoveri in terapia intensiva pari a 43 a fronte della media attuale che è 6. Non c’è dubbio, la differenza più significativa oggi è riscontrabile nella malattia grave grazie  all’effetto della protezione del vaccino. Ma allo stesso tempo, contano eccome anche tutte le misure di prevenzione individuali: continuiamo ad osservarle con rigore, siamo in una fase delicata, in cui molto dipende da noi e dai nostri comportamenti. Il ritorno passo dopo passo alla vita di relazione pre-covid nella sua interezza  è direttamente proporzionale alla percentuale di popolazione che aderirà alla campagna vaccinale. Di fronte alla sfida che la realtà ci propone dobbiamo  comportarci come una comunità (l’apporto del singolo al valore per tutti)”.

bollettino covid novembre 2021

Dettaglio comuni 15-21 novembre
Bollettino COVID 15-21 novembre

Commenti

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  1. Scritto da Stefano

    I bambini purtroppo scontano l’idiozia e l’indifferenza dei genitori no vax in un vivere comune.
    Non è più tollerabile la situazione.
    Attualmente i bambini non possono essere vaccinati, almeno per ora.
    Mi chiedo una cosa, quando il vaccino sarà autorizzato anche per i bambini, dovremmo sottostare a dei genitori no vax, i quali a loro volta non vaccineranno i loro figli?
    Vi sembra corretto?

  2. Scritto da garbino

    Come è stato di recente ricordato, nel Mondo sono state somministrate più di 7 miliardi di dosi di vaccino e non vi è stata una moria di persone; viceversa per COVID sono morte più di 5 milioni di persone. Eppure c’è chi si preoccupa del vaccino e non del COVID.

  3. Scritto da Alex

    Sig. Garbino solo il 42,7% della popolazione mondiale vaccinato , e con dei n così dove vogliamo andare? da nessuna parte! Chi si preoccupa del vaccino si preoccupa del covid .