Mirko De Carli ci riprova con “Lista per Riolo Terme-Il Popolo della Famiglia”: “Siamo i soli ad offrire un’alternativa di buon governo, dopo 70 anni di giunte di sinistra”

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Mirko De Carli ci riprova a distanza di cinque anni da quello che non è eccessivo definire un successo: approdare, da candidato sindaco, in Consiglio comunale, perché in pochi credevano che nel 2017 ce l’avrebbe potuta fare presentandosi contro il centrosinistra di governo con il simbolo di un partito nazionale ideologicamente ben collocato.

Questa volta la lista che sostiene la candidatura a sindaco di De Carli ha una denominazione più “locale”: si chiama “Lista per Riolo Terme – Il Popolo della Famiglia”, mettendosi in campagna elettorale già dalla fine del 2021. Come alle elezioni per il Comune di Ravenna nel 2021 e a differenza di quelle per Faenza nel 2020, non è stata trovata un’intesa con il centrodestra e i relativi civici, che viaggiano per conto loro con la lista civica “Riolo nel Cuore”. “Niente slogan, solo fatti concreti e realizzabili” afferma da tempo De Carli, il cui progetto calato sulla Città d’Acque ha ricevuto il sostegno di Mario Adinolfi (presidente del “Popolo della Famiglia”), Roberto Formigoni (già presidente della Regione Lombardia) e Alvaro Ancisi (capogruppo nel Consiglio comunale di Ravenna di “Lista per Ravenna”).

Mirko De Carli ha 38 anni compiuti lo scorso 2 giugno, romagnolo d.o.c. di Ravenna dove ha casa, così come a Riolo Terme e a Bologna: è consulente assicurativo per aziende, mentre politicamente, oltre a essere consigliere comunale a Riolo, è consigliere nazionale dell’Anci (Associazione nazionale Comuni d’Italia), consigliere nazionale del movimento “Il Popolo della Famiglia”, di cui è anche delegato ai rapporti con il Partito Popolare Europeo, nonché presidente del Feav, la Federazione europea autonoma del Volontariato e del Terzo Settore.

Qual è lo slancio di questa seconda volta?
“Rispetto al 2017 ci sono cinque anni di lavoro, di presenza sul territorio e la consapevolezza che c’era la necessità da parte di molti riolesi di costruire un’alternativa di buon governo alla sinistra che sin dal dopoguerra amministra la città. Abbiamo quindi pensato di costruire una proposta che allargasse i confini del ‘Popolo della Famiglia’ e che coinvolgesse all’interno della lista figure del territorio a portare quelle sensibilità e attenzione ai problemi di Riolo che nella legislatura che si conclude abbiamo toccato con mano facendo opposizione. L’intento è abbracciare cittadini, i quali, al di là delle appartenenze partitiche, volessero costruire un’alternativa di buon governo alla sinistra locale. Rispetto a cinque anni fa c’è stato un allargamento di partecipazione, di attenzione ai problemi del territorio, anche grazie al lavoro che si è fatto in Consiglio comunale”.

In questa tornata elettorale “Lista per Riolo Terme” si aggiunge, davanti, a “Il Popolo della Famiglia”, che viene orgogliosamente mantenuto: non è però limitante nel momento in cui si vanno a chiedere voti anche a persone che, pur non apprezzando il governo del centrosinistra, si sentono lontane, per esempio, da quel “no gender nelle scuole”?
“Oggi gli elettori cercano persone trasparenti, coerenti e che sappiano fare una proposta chiara e non ambigua. Cancellare l’identità del ‘Popolo della Famiglia’ sarebbe stato un errore, perché chiunque mi conosce a livello nazionale sa del mio impegno e dei temi che mi stanno a cuore. Naturalmente abbiamo scelto di incastonare il simbolo del ‘Popolo della Famiglia’ in un simbolo più grande che è quello di ‘Lista per Riolo Terme’ con il simbolo delle Terme proprio per andare a identificare che i valori della vita, della famiglia, della persona andandoli a declinare dentro a una proposta che si occupasse dei problemi di Riolo: turismo, ambiente, rifiuti, valorizzazione del territorio, rilancio produttivo della comunità, la Vena del Gesso. E’ stata una scelta di coerenza, perché molti partiti invece scelgono di camuffare i propri simboli dietro simboli civici, poiché sanno di perdere più voti.

Riconosciuti al sindaco uscente Nicolardi i meriti relativi alla gestione del periodo pandemico, lei afferma che è tempo che Riolo abbia un primo cittadino all’altezza delle sfide che attendono la città: in cosa non è all’altezza una Giunta di centrosinistra?
“Durante la pandemia siamo riusciti a gestire, ognuno nel proprio ruolo di maggioranza e di opposizione, i problemi e i disagi della comunità senza portare nel fango dello scontro politico il nostro paese: merito del sindaco, della maggioranza e dell’opposizione. La nostra proposta non è stata costruita per dire che Nicolardi ha lavorato male: con lui abbiamo avuto un rapporto fatto di contrasti forti sui grandi temi come l’Urf, la discarica “Tre Monti”, la Vena del Gesso romagnola; abbiamo idee diametralmente opposte. Le proposte del nostro programma sono alternative al 100 per cento alla candidata della sinistra che è Federica Malavolti. Siamo convinti che in una democrazia, dopo 70 anni e passa, sia giusto che un partito, o comunque una comunità politica, lasci il passo all’alternativa, perché si governa male se si rimane sempre al potere. E’ importante che i riolesi sostengano la nostra lista, in campo da dicembre, perché si sono create all’ultimo minuto altre liste (“Riolo nel Cuore” e “Riolo Libera”: n.d.r.) che non erano nemmeno all’orizzonte del dibattito politico poche settimane prima del deposito di candidati e simboli all’Ufficio elettorale e, ovviamente, queste non hanno le carte in regola per fare una proposta di buon governo. Lavorare nel territorio, incontrare i cittadini, costruire un programma si fa negli anni, non in qualche giorno”.

Quando da queste parti si è alla guida di un Comune, l’entità con cui bisogna fare i conti è l’Unione dei Comuni della Romagna Faentina (l’Urf, composta da Riolo Terme, Casola Valsenio, Brisighella, Castel Bolognese, Solarolo e Faenza). Il De Carli sindaco cosa farebbe una volta insediata la sua Giunta?
“Cinque anni fa manifestammo subito la nostra contrarietà all’Urf: è chiaro che oggi è materialmente impossibile eliminarla; vogliamo organizzarla meglio. Tante volte l’Urf è una complicazione burocratica che non consente ai territori di avere voce in capitolo: ha in mano la grande maggioranza delle deleghe e il Comune deve solo ratificare le decisioni prese dall’Urf. Appare evidente quindi che c’è un problema di democrazia reale: o tutti i gruppi sono rappresentati nel Consiglio dell’Urf, per cui questa diventa un ‘grande Comune’ dove tutti i Comuni hanno una rappresentanza effettiva, oppure diventa una farsa. Io, per esempio, consigliere d’opposizione a Riolo, non sono presente nel Consiglio dell’Urf: tutto ciò che prendo in esame nel mio ruolo è deciso dall’Urf. Va fatto un salto di qualità: o l’Urf diventa un ‘grande Comune’ con tutti i crismi di rappresentatività democratica, oppure ogni Comune torna a percorrere la propria strada e a dare rappresentatività. A me non piacciono i ‘grandi Comuni’: i problemi si affrontano e si risolvono con le Amministrazioni vicine ai cittadini. Riolo dovrebbe riappropriarsi di una maggiore autonomia decisionale, lasciando all’Urf funzioni di coordinamento”.

Con l’Urf si devono fare i conti per uscire dal monopolio di Hera, cosa che lei ritiene sia doverosa, “dato che troppi sono i lacci e lacciuoli con una società che non vuole mettere la definitiva parola fine sulla discarica Tre Monti”. Hera ha il monopolio dello smaltimento dei rifiuti e dell’approvvigionamento dell’acqua potabile in case e aziende, con HeraComm agisce sul mercato libero di gas ed elettricità. Come vorrebbe fare?
“Il monopolio di Hera inaccettabile sotto il profilo complessivo delle attività che svolge: in primis acqua e rifiuti; non è immaginabile che non ci sia libertà di scelta e per questo paghiamo tariffe ‘enormi’. Ma soprattutto la cosa che indigna maggiormente è che questi costi alti servono a pagare i membri dei vari consigli d’amministrazione, dove siedono politici che hanno già avuto stipendi e amministrato Comuni. La nostra proposta ricalca quanto ha fatto il Comune di Forlì, i cui attuali amministratori di area centrodestra lo erano stati in precedenza a Modigliana, piccolo Comune come Riolo, dove avevano impostato il discorso portato poi a conclusione nel capoluogo romagnolo. E’ chiaro che nel momento in cui si decide di abbandonare Hera bisogna fare un piano finanziario, costituire e organizzare un’azienda municipalizzata che sia adeguatamente finanziata per fare questo tipo di attività ed andare a trattare con Hera per uscirne. Naturalmente ciò va fatto all’interno dell’Urf, per cui il primo dialogo andrebbe attivato con il Comune di Brisighella, la cui amministrazione è affine al nostro progetto politico cioè non allineato alla sinistra; a quel punto scaturirebbe un dibattito, tale per cui si aprirebbe un fronte all’interno dell’Urf che non potrebbe non essere preso in considerazione. Sappiamo benissimo che è una battaglia complessa e difficile, che non si vince in un mese, ma siamo convinti che i cittadini di fronte alla chiarezza della nostra proposta, che porterebbe ad abbassare le tariffe per famiglie e aziende e a portare occupazione nel territorio, i riolesi ci sosterrebbero e anche altri Comuni potrebbero seguirci. A proposito della discarica “Tre Monti”, una delle più grandi in Europa, nel ricordare che la chiusura è stata imposta dalla sentenza di un tribunale nonché da una direttiva dell’Unione Europea che obbliga alla chiusura delle discariche a cielo aperto, siamo convinti che si possano trovare modalità nuove con cui gestire lo smaltimento dei rifiuti nell’ottica di un ‘distretto Romagna’, compatibilmente con la salvaguardia dell’ambiente”.

Sul delicato argomento “turismo” che, a detta di chiunque, dovrebbe fungere da motore economico di Riolo, avete avanzato una proposta di collaborazione più strutturata possibile tra la Pro Loco e le attività di ricezione turistica (alberghi, ristoranti, agriturismi, bed and breakfast, bar) ed una strategia di promozione unica con i Comuni limitrofi della Romagna Faentina ma anche del litorale. Appare tutto ovvio e già sentito, però inattuato: dove si è perso del tempo?
“Purtroppo ogni territorio è campanilista, tirando troppo spesso l’acqua al suo mulino e il Partito democratico, pur governando quasi ovunque in Romagna, si ritrova sempre delle competizioni interne fra i Pd territoriali, quindi non si è mai riusciti a fare un progetto di ‘destinazione Romagna’ a livello turistico ampio e complessivo. Immaginare oggi che Riolo sia un ‘Frecciarossa’ del turismo come Riccione è totalmente illogico e irrazionale, perché l’Italia degli Anni ’60 non c’è più. Il ravennate che con la sua utilitaria si poteva permettere le vacanze alle Terme di Riolo come negli Anni ’60 non esiste più, perché la camera nell’albergo riolese a 50 euro la si trova a Sharm-el-Sheik a 50 euro, per cui si preferisce andare a farsi le vacanze in Egitto allo stesso costo di quelle a Riolo. Allora dobbiamo ragionare in un’ottica diversa. Oggi qual è il polo attrattivo del turismo nazionale e internazionale? La Riviera Romagnola. Se noi siamo capaci di offrire, oltre al pacchetto del mare, uno di collina e montagna che sia attrattivo, competitivo nei costi ed efficace, riusciamo ad allargare l’offerta del litorale ed a portare anche in collina i turisti che vengono al mare: come Riccione è la ‘Perla’ dell’Adriatico, Riolo potrebbe essere quella dell’Appenino Tosco-Romagnolo”.

A Riolo Terme serve il casello di Castel Bolognese/Solarolo sull’Autostrada A14 “Adriatica”?
“Serve se c’è una logica di turismo. Se metti una sauna in un albergo e non hai clienti…: è bella la sauna, ma senza clienti, non serve a nulla. Lo stesso vale per il casello, a cui sono assolutamente favorevole: non è immaginabile che per arrivare a Riolo si debba uscire a Faenza o a Imola, percorrere la Via Emilia e poi salire per la Casolana. E’ un percorso che non agevola il turismo. Il nuovo casello, però, non può essere visto come la soluzione ai nostri problemi: sarebbe troppo facile e demagogica come idea”.

I candidati consiglieri di “Lista per Riolo Terme-Il Popolo della Famiglia”: Fabio Pelosio (nato a Torre del Greco il 26 ottobre 1977), Carmine Annunziato (nato a Fontegreca il 9 luglio 1975), Abas Garxenaj (nato Permet in Albania il 27 novembre 1981), Luca Iengo (nato a Torre del Greco il 21 agosto 1958), Daniele Ferretti (nato a Faenza il 6 luglio 1955), Sara Santi (nata a Ravenna il 17 giugno 1982), Alessandra Melandri (nata a Ravenna il 19 luglio 1963), Marcello Baldini (nato a Ravenna il 18 novembre 1970), Carla Lodi (nata a Forlì il 4 marzo 1969), Carlotta Toschi (nata a Bologna il 5 novembre 1983).

Mirko De Carli - LpRT-PdF

Per la consultazione di domenica 12 giugno si voterà dalle 7 alle 23 nei seggi posti in città e nelle frazioni di Isola, Borgo Rivola e Cuffiano: oltre alla scheda per le elezioni comunali a ciascun elettore verranno consegnate le cinque schede relative ai referendum sulla Giustizia.

Essendo un Comune con meno di 15.000 abitanti (circa 5.700), Riolo Terme potrà proclamare il suo nuovo sindaco assieme ai Consiglieri al termine dello spoglio delle schede: non ci sarà ballottaggio. Alle 14 di lunedì 13 giugno prenderanno il via le operazioni di scrutinio per le elezioni comunali: il nuovo sindaco sarà noto tra le 15.30 e le 16.30.

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di Rodolfo Cacciari

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