Continuano le adesioni per una legge che riconosca il Liscio di Romagna tra i Patrimoni dell’Unesco

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Arriva anche l’adesione della prima associazione nazionale di editori e produttori discografici indipendenti al riconoscimento del Liscio come Patrimonio Immateriale Mondiale dell’Unesco. Si tratta di  AudioCoop, l’associazione che raduna 250 piccole realtà produttive musicali, tra le quali almeno il 25% si occupa di produzioni di artisti regionali: dal Liscio in Romagna al folk nel Lazio, dalla tarantella in Campania e Calabria alla taranta in Puglia fino alle produzioni in dialetti piemontesi, lombardi, genovesi e veneti nel Nord Italia.

Dichiara infatti Enrico Capuano, uno dei fondatori di AudioCoop e titolare della Blonde Records e uno dei primi fautori  in Italia dell’incrocio tra folk e rock con la sua originalissima Tamurriata Rock che porta in giro in tutta Italia e nel Mondo: “Il Liscio è un grande patrimonio culturale e musicale dell’Italia e aderiamo volentieri all’appello lanciato, attraverso il MEI per l’evento di Cara Forlì del 3  4 settembre, da Morgan e Renzo Arbore, insieme a Riccarda Casadei e alle organizzazioni e orchestre della musica del folklore romagnolo, per il riconoscimento del Liscio come patrimonio immateriale dell’Unesco. Si tratta infatti di una delle grandi musiche regionali del nostro Paese nota in tutto il Mondo che meriterebbe, insieme alle tante altre musiche regionali della nostra Bella Italia, una legge specifica di tutela per il loro sostegno per le produzioni, i tour, le sale da ballo e le feste e i festival per valorizzarle. Auspichiamo che una tale legge possa attivare un suo iter con il prossimo Governo”.

“Il tema” conclude Capuano  “sarà portato all’attenzione della prossimo assemblea nazionale di AudioCoop che si terrà al MEI di Faenza sabato 1° ottobre con la partecipazione del Presidente dell’AFI Sergio Cerruti, l’altra grande realtà di discografici indipendenti unita da un patto di collaborazione con AudioCoop”.

L’INTERESSE DELL’ASSESSORE ER FELICORI

L’Assessore Regionale alla Cultura Mauro Felicori è intervenuto su Facebook sposando la proposta lanciata da Morgan, Renzo Arbore, Iva Zanicchi e dagli altri artisti che saranno a Cara Forlì il 3 e 4 settembre, dagli organizzatori del MEI e di Casadei Sonora, dalle associazioni e dalle
orchestre del folklore romagnolo come l’Ente Tutela del Folklore Romagnolo, Moreno Il Biondo, Roberta Cappelletti, La Storia di Romagna e tutti gli altri di attivare l’iter per fare diventare il Liscio Patrimonio Immateriale dell’Unesco.

“È una bella idea” dichiara sulla pagina Facebook del MEI l’Assessore Regionale alla Cultura Mauro Felicori, “Cominciamo subito a lavorarci.
Prima di tutto intendo ascoltare le realtà istituzionali della Romagna, i comuni, le province; insieme gli studiosi di musica, di storia, di antropologia culturale; e ovviamente gli artisti. L’UNESCO ha creato la lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità proprio per valorizzare
fenomeni culturali come il nostro liscio.”

Si aggiunge  cosi, insieme agli altri grandi nomi del liscio come Moreno Il Biondo, Roberta Cappelletti e La Storia di Romagna, e al grande maestro Renzo Arbore e Riccarda Casadei, insieme all’Ente Tutela del Folklore Romagnolo e alla Scuola di Ballo di Malpassi,  nel sostegno a Secondo Casadei, alla sua musica e a un riconoscimento del liscio come patrimonio dell’Unesco lanciata da Morgan in occasione della Conferenza Stampa di presentazione di Cara Forlì insieme al Sindaco di Forli Gianluca Zattini. A tale appello che sta ottenendo un crescente successo ha aderito con entusiasmo anche tutta la Generazione Z del Liscio con le Emisurela, Edgar, Dal Vangelo Secondo, Sunadur e I Limoni e il Sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad.

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