Elezioni. Intervista a Davide Ranalli (centrosinistra) che a Lugo sfida la destra su idee e progetto
Su Salvini a Lugo: “se dovessero esserci proteste verso Salvini, spero e auspico siano fatte in forme civili e democratiche”
Lugo è il comune più importante che va alle urne domenica 26 maggio in provincia di Ravenna. Qui sta andando in scena la sfida più appassionante fra centrodestra e centrosinistra, con due terzi incomodi, la lista dei Cinque Stelle e quella dei Comunisti. Nel 2014 Lugo fu vinta “solo” al ballottaggio dal centrosinistra di Davide Ranalli, che cinque anni dopo si ripresenta forte di una più larga coalizione (sono ben 5 le liste che lo sostengono, dal Pd ai Verdi, dal Pri a Sinistra per Lugo ai civici di Insieme per Lugo) e soprattutto di una consistente esperienza amministrativa.
Ma anche gli avversari appiono più agguerriti. Tre le liste che appoggiano Davide Solaroli cioè la Buona Politica, la Lega e gli altri di centrodestra raccolti in un’unica lista. Ma soprattutto in favore di Solaroli e del centrodestra spira il vento che sta gonfiando le vele leghiste in tutta Italia e per questo lo schieramento fa molto affidamento sulla visita sotto la Rocca di Salvini. Il ballottaggio appare inevitabile con il ritorno alle urne dei lughesi il 9 giugno. E l’esito è aperto. In ballo c’è la continuità amministrativa della sinistra prima e del centrosinistra poi che qui governano ininterrottamente dal dopoguerra, oppure l’arrivo al potere per la prima volta di un centrodestra a forte trazione leghista.
Davide Ranalli si dice forte delle sue idee e rintuzza l’accusa di arroganza che gli viene mossa, invitando gli avversari a non trincerarsi dietro un facile vittimismo. Insomma li sfida sul progetto e sulle idee per Lugo. E non teme più di tanto la saldatura fra M5S e centrodestra al secondo turno, perchè immagina che molti elettori grillini sceglieranno con la loro testa senza seguire le indicazioni del candidato locale Marchiani, candidatura che lui definisce “costruita” insieme al centrodestra.
L’INTERVISTA
Mercoledì 22 maggio viene Matteo Salvini a Lugo. Qualcuno come Gianluca Pini della Lega ha detto c’è un clima ostile, un clima d’odio contro Salvini, alimentato dalla sinistra e anche dai suoi sostenitori. Che cosa risponde?
“Pini è un politico navigato e quindi sa benissimo che mettendo le mani avanti aiuta ad alimentare un clima di scontro o a costruirne uno, se non c’è. È un atteggiamento vittimista e difensivista, rispetto a un movimento di protesta contro Salvini e la sua politica che si sta diffondendo nel Paese con modalità per lo più pacifiche e legittime. Mi riferisco alla protesta degli striscioni. Ci sono invece altre forme di protesta violenta che vanno condannate. Pini non conosce Lugo e non conosce il forte senso democratico che esiste qui e anima i lughesi. Voglio aggiungere che rispetto a questa visita di Salvini ho un rammarico: se fosse venuto come Ministro dell’Interno a Lugo, avrei voluto accoglierlo e incontrarlo.”
Invece viene come capo di partito.
“Infatti, viene come leader politico della Lega. Se fosse venuto come Ministro gli avrei fatto conoscere alcune cose della nostra città molto importanti e una su tutte, la figura di Compagnoni, il padre del Tricolore, quel Tricolore nel quale in passato Salvini tante volte non si è riconosciuto.”
Ma adesso Salvini dice Prima l’Italia e Prima gli Italiani.
“Adesso. Ma ieri?”
Insomma, per lei Salvini è benvenuto a Lugo, e chi non è d’accordo con lui deve esprimere il suo dissenso ma in forme corrette.
“Sì. Anche perché è sbagliato alimentare il vittimismo di cui si nutre la campagna elettorale dei nostri avversari, vittimismo che non è propriamente una categoria politica. Quindi se dovessero esserci proteste verso Salvini, spero e auspico siano fatte in forme civili e democratiche, per non alimentare tale vittimismo.”
A questo proposito, la critica mossa a lei e al centrosinistra è quella di essere autoreferenziali e arroganti. In piazza, la sera in cui si diffuse la notizia della multa a Ranalli per la vicenda Ancisi, Verlicchi urlò la parola “vergogna”, perché, disse, in tutti questi anni anche la Buona Politica sarebbe stata offesa e dileggiata da Ranalli e avrebbe potuto sporgere cento volte querela. Come si difende da queste accuse?
“Io amo la politica e la battaglia politica, dalla quale non mi sottraggo, perché sono convinto delle mie idee e dei miei valori. Quando si ama la politica, bisogna accettare anche regole e sfide della politica; non tutti però sono in grado di farlo. Dall’altra parte non hanno un progetto e idee forti per contrastare le nostre. Per questo reagiscono facendo del vittimismo e accusando noi di arroganza. Ma basta guardare all’alleanza larga e inclusiva di centrosinistra che abbiamo saputo costruire per capire che tutta quest’arroganza non c’è. Fossimo stati arroganti e autoreferenziali i Verdi avrebbero fatto un’altra scelta, i Socialisti pure, Sinistra per Lugo non sarebbe con noi. E i Repubblicani sarebbero magari ancora con la Buona Politica, invece sono con Ranalli perché la Buona Politica si è alleata con la Lega e la destra. Quindi l’accusa di arroganza fa parte di quell’atteggiamento vittimista di cui parlavo prima. Uno dei motivi per cui avrei incontrato Salvini Ministro è anche perché gli riconosco – pur non essendo d’accordo con lui – la sua capacità di stare nella politica. E guardando a come sta in politica Salvini, da parte del centrodestra non può venire proprio a noi l’accusa di arroganza.”
A proposito dell’essere sopra le righe, in altre parole.
“Esattamente.”
Un’accusa fatta ai suoi cinque anni di governo da parte degli avversari è che per quattro anni e mezzo non si sarebbe visto quasi nulla e che la sua Giunta si sarebbe svegliata solo a ridosso delle elezioni. È così?
“Il candidato Sindaco del centrodestra è in Consiglio comunale solo da un anno e quindi può darsi che lui non abbia visto niente, o non ha l’esperienza sufficiente per valutare ciò che abbiamo fatto. Abbiamo riqualificato il Pavaglione, dove ci troviamo ora, negli ultimi 5 anni. La Palestra della Scherma è stata realizzata 3 anni fa. Sono solo due esempi fra i tanti. Tutti sanno che prima ci sono le idee, poi i progetti, infine la loro realizzazione e che questo iter richiede un certo periodo di tempo, per cui molte opere di un’Amministrazione vengono portate a termine verso la fine del mandato. È un’accusa dunque che respingo e che dimostra come i miei avversari non conoscano nemmeno come funzionano le cose amministrative o fanno finta di non conoscerle.”
Ma che cosa proponete ai lughesi per i prossimi anni?
“Noi non abbiamo fatto promesse in questa campagna elettorale. Abbiamo scritto un programma di mandato che cerca di sottolineare le cose buone fatte, che mette da parte alcune cose che avevamo in mente cinque anni fa e che non sono più attuali, e che guarda al futuro, non ai prossimi cinque anni ma ai prossimi vent’anni.”
Allora restiamo al bilancio, alle cose buone fatte che Ranalli mette sul piatto della bilancia.
“Per prima cosa dico che abbiamo rivitalizzato Lugo. In questi cinque anni Lugo è profondamente cambiata, ha dato nuove opportunità a molti, soprattutto ai giovani. Lugo ora è una città più viva, con tante iniziative, con un’atmosfera piacevole di buon vivere, che fa sentire le persone anche più al sicuro.”
I suoi avversari parlano di tutt’altro, descrivono una città moribonda. Dove sta la verità?
“Li capisco. Una parte dei miei avversari non è nemmeno di Lugo. Forse nelle città dove vivono hanno questo problema. Ma non a Lugo. Lugo è una città molto dinamica. Basta parlare con i lughesi per rendersene conto.”
Torniamo alle cose buone.
“Un’altra cosa di cui sono fiero è stata la riduzione dell’indebitamento del Comune. Cinque anni fa gli avversari accusavano chi mi aveva preceduto di aver portato il Comune al default. Noi abbiamo lavorato sulle criticità e ridotto l’indebitamente di oltre il 30 per cento, il che significherà a partire dal 2020 pagare 5 milioni in meno di interessi e avere quindi più soldi a disposizione per la comunità. Poi ci sono alcune opere realizzate che sono sotto gli occhi di tutti, come il Pavaglione, le strutture sportive, il rifacimento delle fognature. E poi c’è finalmente l’avvio della riqualificazione dell’ex acetificio Venturi, partito proprio alcuni giorni fa, che la città aspettava da trent’anni. Ho assistito all’inizio della demolizione ed è stata una grande emozione, perché è un pezzo di storia che se ne va ma è anche un pezzo di storia nuova che sta arrivando.”
Gli avversari le contestano però due fallimenti: l’Ospedale e Purtimiro.
“Noi ci siamo sempre battuti per una sanità pubblica di qualità e per una sanità di prossimità. Senza dubbio a Lugo abbiamo delle criticità, non le voglio nascondere. Ma non si può parlare di fallimento. In questi anni abbiamo lavorato affinché alcune cose che erano state promesse per Lugo finalmente siano inserite nei piani finanziari d’investimento dell’Ausl Romagna. Un esempio per tutti, quello della nuova rianimazione che significa di riflesso anche il mantenimento della chirurgia. La riorganizzazione della sanità in Romagna dà la percezione che alcuni servizi si siano allontanati dalle persone e in parte è anche vero. Ma noi abbiamo cercato comunque di mantenere vivo e con standard di qualità il nostro Ospedale.”
Dicono che l’avete svenduto.
“Non è così, questa è propaganda. Noi siamo la sinistra e difendiamo gli ospedali pubblici. Lo dimostra il fatto che il Presidente della Regione Bonaccini ha affermato proprio pochi giorni fa che fra i nuovi Pronto Soccorso che verranno realizzati in regione c’è anche quello di Lugo.”
E Purtimiro?
“È stata una scelta politica e una scommessa sulla cultura, sulla storia di questa città, il ‘700, con quello che ha significato per Lugo. Parlare di fallimento è sbagliato: per Lugo Purtimiro è stata una grande opportunità per affacciarsi sulla scena nazionale, per alzare il livello dell’asticella, per arrivare all’altezza della nostra ambizione. Lugo è una città ambiziosa, com’è giusto. Ma è riduttivo fermarsi a Purtimiro. Per esempio, grazie a Purtimiro e al nostro impegno per la cultura, la musica, il teatro io sono stato chiamato nel Consiglio di Amministrazione di Ravenna Manifestazioni e quest’anno a Lugo avremo due grandi spettacoli del Ravenna Festival ospitati qui nel Pavaglione.”
Se vince Ranalli c’è un futuro per Purtimiro?
“Sicuramente lavorerò in questo senso.”

Le tre cose fondamentali della Lugo del futuro secondo Davide Ranalli.
“Io punto su una città nella quale le persone non si sentano sole, quindi intendo lavorare molto sulla questione di contrasto alle povertà, al disagio sociale, alle insicurezze. Ci vuole impegno per la sicurezza del lavoro, la sicurezza sociale, la sicurezza nelle case. Insomma le persone devono sentirsi non abbandonate ma protette dal loro Comune. In secondo luogo voglio una città bella e vivibile. Con investimenti sul patrimonio culturale e in particolare sul futuro sul Museo della città. Significa anche manutenzione delle strade, nuove piste ciclabili, abbattimento delle barriere architettoniche, nuovo assetto idrogeologico del territorio. Lugo deve essere anche una città che ha cura del verde e punta su un’economia ecosostenibile.”
Al terzo punto cosa mette?
“I giovani. Dobbiamo dare spazio alla creatività dei giovani, cittadinanza alle loro idee e creare le opportunità affinchè possano fare. Il futuro di Lugo passa dai giovani, dobbiamo puntare su di loro.”
Ranalli, vincerete al primo turno o, come è più probabile, si andrà al ballottaggio fra centrosinistra e centrodestra?
“Non lo so. Credo che ormai il ballottaggio sia nelle cose. Cinque anni fa fu una sorpresa. Poi andarono al ballottaggio anche Faenza e Ravenna. Insomma il ballottaggio non ci spaventa più e fa parte della fisiologia politica. Fra l’altro oggi abbiamo una coalizione molto più ampia rispetto a cinque anni fa.”
Non teme ci sia la saldatura fra Cinque Stelle e centrodestra al secondo turno?
“Lega e Cinque Stelle sono come i ladri di Pisa 2.0, quelli che fingevano di litigare di giorno per andare a rubare insieme di notte. La candidatura di Marchiani è una candidatura costruita insieme al centrodestra; hanno spazzato via il vecchio gruppo dei Cinque Stelle, oggi non più attivo e partecipe, e hanno creato questa lista con l’obiettivo di saldarsi insieme al secondo turno. Per questo dico che noi dobbiamo far prevalere la politica e le idee anziché questi tatticismi e queste manovre. Marchiani ha già dichiarato pubblicamente che lui vuole mandare a casa Ranalli – lo ha fatto sia come candidato Sindaco sia come Presidente della Pro loco, a proposito di correttezza – e ha detto che fosse per lui riproporrebbe a Lugo l’alleanza giallo-verde che c’è a livello nazionale. Sappiamo del resto che ci sono stati incontri e contatti fra esponenti Cinque Stelle e del centrodestra per preparare tutto questo. Sarebbe stato più chiaro e onesto si fossero messi insieme già al primo turno.”
Ma la base elettorale dei Cinque Stelle seguirà Marchiani su questa strada, che lei definisce costruita ad arte?
“Sono fiducioso; non credo affatto che tanti elettori Cinque Stelle seguiranno le indicazioni del candidato locale.”
A cura di P. G. C.


