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Divieto di caccia nella Valle della Canna. Partito Repubblicano: “Provvedimento ingiusto”

In riferimento alla delibera dell’Ente Parco del Delta che sancisce la chiusura della caccia in una fascia di 3 chilometri attorno alla Valle della Canna, il Partito Repubblicano ritiene ingiustamente penalizzante il provvedimento che va a colpire i cacciatori che in questo momento critico, sono gli unici che volontariamente cercano di porre un argine ad una situazione prodotta da altri.

“La misura – spiegano i repubblicani – che vieta l’attività venatoria a specie che nulla hanno a che fare con il botulino può creare anche problemi di sicurezza: alla vigilia dell’apertura della caccia in pineta si restringe l’area e si dà vita inevitabilmente ad una concentrazione di cacciatori in spazi limitati. Inoltre è quanto mai inusuale e testimonia lo stato confusionale dell’Ente Parco di fronte a questo evento, che la misura venga diramata con un laconico comunicato, senza un preventivo confronto con Provincia e Comune di Ravenna che sono le istituzioni preposte alla verifica del provvedimento stesso.”

“A questo punto i nodi problematici ed emergenti sono diversi. Anche solo limitandosi agli aspetti pratici il Pri si chiede: come si misurano i confini dei 3 chilometri? Chi si farà carico delle opportune tabellazioni che delimitano i suddetti parametri? Quali zone, infine, restano aperte all’attività venatoria? Non era forse molto meglio limitare il divieto agli anatidi e ai rallidi lasciando inalterata la stanziale e la migratoria di ramo? Tutto questo evidenzia la superficialità con cui si muove l’Ente Parco del Delta nelle aree di pregio del territorio ravennate prima mal gestendo i siti e poi imponendo misure che aumentano la conflittualità e l’insicurezza” concludono i repubblicani.