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Lorenzo Ferri, candidato Sindaco di Ravenna per il PC: non mi vergogno di Stalin, il Pd è come la destra, metto al centro lavoro e diritti sociali

Lorenzo Ferri, 19 anni, è candidato Sindaco di Ravenna per il Partito Comunista di Marco Rizzo.“La nostra è una sorta di provocazione, che abbiamo voluto fare per dimostrare che per noi largo ai giovani non è solo uno slogan” dice Lorenzo, con piglio deciso. Studente, ha appena terminato il Liceo Linguistico, dopo la maturità della scorsa settimana, e ha deciso che all’Università si iscriverà a Storia a Bologna. Imolese, è stato adottato dalla Federazione PC di Ravenna e proposto come ragazzo-bandiera del partito nella battaglia elettorale. Orgogliosamente marxista-leninista. Lo è venuto a presentare lo stesso Rizzo, capitano di lungo corso della politica italiana, anche se di lui si sono perse le tracce negli ultimi tempi, con la diaspora comunista. Negli anni ’90 Rizzo fu fra i fondatori di Rifondazione Comunista quando il PCI si trasformò in PDS, poi insieme a Cossutta diede vita al Partito dei Comunisti Italiani appoggiando il Governo D’Alema. Critico nei confronti del Prodi II, contrario all’esperienza della Sinistra Arcobaleno nel 2008 e in rotta di collisione con Oliviero Diliberto, il 3 luglio 2009 Rizzo fondò il movimento politico “Comunisti Sinistra Popolare” che diventerà poi nel gennaio 2012 “Comunisti Sinistra Popolare – Partito Comunista”, e infine, dal gennaio 2014, semplicemente Partito Comunista.

Lorenzo Ferri PC - NO PCI

L’INTERVISTA

Che cosa significa dirsi comunisti oggi per un ragazzo di 19 anni?

“La domanda dovrebbe essere posta al contrario. Come si fa a non essere comunisti nel 2021. La lotta di classe noi vogliamo riportarla al centro del dibattito. Bisogna tornare a usare parole che ormai non si usano più. Perché il mainstream capitalista ha rovesciato il significato delle parole. Il licenziamento lo chiamano flessibilità in uscita. La guerra la chiamano azione di peace keeping. Noi vogliamo tornare a parlare di lotta di classe, anticapitalismo, socialismo, parole attuali più che mai di fronte allo strapotere delle multinazionali e in un’Unione Europea in cui i ricchi diventano sempre più ricchi e i diritti dei lavoratori sono calpestati.”

Cosa pensa dei fallimenti storici del comunismo cosiddetto realizzato, di cui abbiamo avuto tanti esempi nel corso del ‘900?

“Io penso che socialismo e comunismo siano il nuovo. La Rivoluzione d’Ottobre è del 1917, poco più di 100 anni fa. Il capitalismo invece va avanti dalle società mercantili del 1200. La dicotomia nuovo-vecchio va ribaltata. Noi siamo il nuovo, il capitalismo è il vecchio. Io mi candido in ogni caso per parlare di Ravenna e per la mia idea di città e di società del futuro, non per parlare di storia.”

Però non si può ignorare che il lascito della storia comunista è un fardello pesante.

“Noi facciamo nostra tutta la storia comunista senza vergognarci. Il nostro simbolo è la falce e martello. Pensiamo alla Chiesa che da duemila anni usa il crocefisso: nessuno va a chiedere conto alla Chiesa delle Crociate o dell’Inquisizione.”

Secondo lei la Cina è un Paese comunista? 

“Noi abbiamo un’idea positiva della Cina. È un paese in transizione verso il socialismo con caratteristiche non esportabili, come loro stessi dichiarano.”

Non crede che oggi sia più capitalista la Cina dell’Italia?

“No, no. Anzi noi rigettiamo qualsiasi equiparazione fra la Cina e gli Stati Uniti o altri paesi capitalisti. Un esempio per tutti. Alibaba, l’Amazon cinese, è stata stoppata dalle autorità statali dirette del Partito Comunista Cinese, mentre in Italia Amazon ha fatto 44 miliardi di profitti con zero tasse pagate. Poi in Cina è stata praticamente abolita la povertà in tutte le regioni, ed è un paese di un miliardo e mezzo di abitanti.”

Le piace Putin?

“A noi Putin non piace, ma verso la Russia si usano due pesi e due misure. Ha fatto tanto scalpore la vicenda di Navalny, fatto passare da noi in Occidente per un martire della democrazia. Ma Navalny faceva le parate neonaziste per la supremazia della razza bianca. Non è un paladino delle libertà, è un neonazi. In ogni caso, meglio Putin degli americani.”

Qual è il Paese che oggi più assomiglia alla sua idea di comunismo? Se c’è…

“Direi Cuba. Abbiamo visto chi è venuto nel periodo più cupo della pandemia ad aiutare l’Italia… Cuba e la Cina, mentre gli Stati Uniti ci rubavano 500 mila tamponi a Brescia, Cuba ci ha mandato per due volte le brigate mediche, dando una vera idea di internazionalismo e di spirito di solidarietà e fratellanza fra i popoli. Lo vediamo anche sul vaccino: Cuba ha prodotto il Soberana, un vaccino pubblico, nonostante il blocco economico americano che da 60 anni stritola l’isola.”

Chi mette Lorenzo Ferri nel suo pantheon della sinistra e del comunismo?

“Noi siamo marxisti-leninisti…”

Sì, ma mi interessa sapere nel suo pantheon personale chi mette lei.

“Siamo marxisti-leninisti e facciamo nostra la storia del comunismo, da parte nostra c’è una visione positiva dell’Unione Sovietica fino a Stalin.”

Compreso Stalin?

“Assolutamente sì. Non mi vergogno a dirlo. I problemi in URSS sono nati con il revisionismo di Khrushchev e poi con quello ancora più spinto di Gorbaciov. Facciamo nostra la storia di Cuba, Che Guevara, Fidel Castro. Quella della DDR.”

Che cosa pensa della tendenza ormai cronica della sinistra a dividersi? La gente non sa o non capisce: che cosa divide voi dal PCI, da Rifondazione Comunista o da Potere al Popolo, partiti che pescano tutti nella stessa vostra area e con idee simili alle vostre.

“Peschiamo tutti nella stessa area, è vero, ma noi ci chiamiamo Partito Comunista abbiamo la falce e il martello e ci presentiamo sempre con la nostra faccia, il nostro simbolo, le nostre idee. Noi siamo coerenti. Gli altri cambiano sempre nome o simbolo. Arcobaleno, Federazione della Sinistra, Lista Tsipras, Lista Ingroia, Potere al Popolo, La Sinistra. Ogni volta cambiano nome e fanno dei carrozzoni elettorali per cercare di entrare in Parlamento, peraltro senza riuscirci. C’è anche un’altra differenza. Il PCI a Genzano nel 2016 prese addirittura il 16% dei voti poi al ballottaggio appoggiò il PD. Noi con il PD non vogliamo prendere nemmeno un caffè. Non vogliamo avere nulla a che fare con chi ha distrutto il lavoro in Italia, con chi finanzia le missioni all’estero, con chi appoggia il banchiere Draghi.”

Anche voi però dovete confrontarvi con la dura realtà. Alle elezioni politiche del 2018 il vostro partito ottenne lo 0,33% dei voti presentandosi in metà dei collegi, alle europee ottenne lo 0,88%, alle regionali dell’Emilia-Romagna del 2020 ottenne lo 0,48%. A Ravenna lei che percentuale spera di ottenere?

“I conti si fanno alla fine. Il nostro slogan è “butta bene”. Per noi butta bene e i voti li conteremo nelle urne.”

Lorenzo Ferri PC

Nel vostro programma c’è l’uscita immediata dall’Europa. Anche voi siete sovranisti come Salvini e Meloni?

“Assolutamente no. Loro sono sovranisti di cartone. Urlano. Sono maleducati. Ma nella sostanza stanno lì, zitti e buoni. Salvini adesso appoggia il banchiere Draghi. La Meloni fa la finta opposizione in modo tale che i voti che escono da Salvini finiscono alla Meloni. Noi siamo un’altra cosa.”

Siete voi i sovranisti duri e puri?

“Noi siamo euroscettici, contro l’Unione Europea delle banche.”

Nei vostri comunicati siete sempre durissimi con il PD, bollate le politiche del centrosinistra come fossero di destra: sembra che il vostro principale avversario non sia la destra – Fratelli d’Italia, la Lega – ma proprio il centrosinistra… sbaglio?

“I nostri avversari sono tutti coloro che appartengono al Partito Unico Liberale, che adesso appoggia Draghi e sta dentro il Parlamento. Sono tutti uguali, diverse facce della stessa medaglia. Litigano sui dettagli, come sul DDL Zan ma sulle politiche economiche e sociali la pensano alla stessa maniera e fanno tutti le stesse cose. Hanno la stessa visione dell’Unione Europea, della Nato, pensano tutti che dobbiamo essere una colonia degli Stati Uniti, hanno le stesse idee sulle grandi opere inutili.”

Lei ha detto che vuole studiare storia all’Università, quindi conosce un po’ la storia e sa cos’è stata la nefasta teoria del socialfascismo. È il termine usato dall’Internazionale Comunista tra gli anni Venti e Trenta del XX secolo, per denominare spregiativamente i riformisti e i socialdemocratici. Fu una linea politica imposta da Stalin a tutti i militanti comunisti, determinando una feroce contrapposizione con i socialisti e gli altri antifascisti e l’autoesclusione dei comunisti dalle organizzazioni unitarie dei partiti antifascisti… Poi si rimediò all’errore, in Italia ci pensò Togliatti. Non rischiate di fare lo stesso tragico errore, cioè di fare la guerra non ai vostri nemici storici e di classe, ma a quelli che in teoria sono a voi un po’ più vicini?

“No, non è un errore politico. Noi siamo equidistanti. Per noi sia il centrosinistra sia la destra sono nemici politici. Non abbiamo nulla a che vedere né con gli uni né con gli altri. Sono due facce della stessa medaglia.”

Ma come è possibile per lei mettere sullo stesso piano uno che va in piazza facendo il saluto romano e un Sindaco eletto democraticamente come de Pascale, per fare un esempio vicino a noi? Non ritiene sia un atteggiamento settario e miope?

“Ricordo che nel 2019 nel Parlamento Europeo anche il Partito Democratico votò insieme alla destra una mozione che equiparava nazismo e comunismo. Votò anche Pisapia, eletto fra l’altro con voti  comunisti. Guardi io veramente non vedo differenze fra i due schieramenti.”

Cosa pensa dei diritti civili, per esempio dei diritti dei gay e delle persone LGBT?

“Occorre fare un distinguo fra ciò che è diritto e ciò che è privilegio. Per noi prima vengono i diritti sociali. Prima di essere bianco o nero, etero o gay, uno è un lavoratore o un datore di lavoro o un professionista. E noi prima di tutto vogliamo occuparci dei diritti del lavoro. Poi ci sono i diritti civili, rispetto ai quali siamo favorevoli. Mentre diversi sono i privilegi, come l’utero in affitto: noi siamo contrari all’utero in affitto perché è una mercificazione della donna ed è un privilegio per i Vendola.”

Ma pensa ci sia un problema di discriminazione verso i gay o di omofobia, prima parlava del DDL Zan?

“Sì, è una discriminazione che esiste. Ma molto spesso è legata alle differenze di classe. Se tu sei ricco puoi essere bianco o nero, gay o etero non fa differenza.”

Cosa non va e che cosa vuole cambiare di Ravenna?

“Il nostro programma mette al primo punto la rottura del patto di stabilità dell’Unione Europea. Anche se adesso è stato un po’ cambiato, ma non nella sostanza, quel patto impedisce a un comune come Ravenna di spendere liberamente i soldi anche se ha il bilancio in attivo. Quindi che senso ha votare de Pascale o il candidato della destra Donati se poi alla fine non hanno libertà di spesa. Poi un’altra nostra battaglia è quella per la Darsena. Si spenderanno 50 milioni di euro per una passerella e un parcheggio, non è quella la riqualificazione.”

La riqualificazione è molto più ampia, non si può banalizzare parlando semplicemente di passerella e parcheggio…

“Va bene, ma nessuno, né da destra né da sinistra, va a centrare il punto vero della questione, cioè che la Darsena di Ravenna è posseduta da 40 privati e per riqualificarla andrebbero espropriati. Così poi è possibile destinare le aree a verde, servizi, socialità.”

Insomma lei farebbe un bell’esproprio proletario.

“Sì. Siamo comunisti.”

Quali sono i suoi 3 obiettivi principali per la Ravenna del futuro, se Lorenzo Ferri diventerà Sindaco?

“Se Lorenzo Ferri diventa Sindaco non rispetterà i diktat dell’Europa e del patto di stabilità, che nulla hanno a che fare con i diritti dei lavoratori e degli studenti. Poi sulle questioni ambientali noi siamo contrari all’investimento Eni sul CCS per la cattura e stoccaggio del CO2. Il mio impegno sarà sul lavoro, centralità del lavoro e diritti sociali. Poi Istruzione pubblica e Sanità pubblica accessibili a tutti. Un altro punto che vedrete nel programma è lo sport popolare.”

Presentando un ragazzo di 19 anni, non crede che il PC faccia un’operazione di facciata e strumentale per coprire con un viso giovane e pulito come il suo una politica e un’ideologia che molti giudicano vecchia e sconfitta dalla storia?

“Assolutamente no. Io vengo da una famiglia dove si è sempre votato comunista e milito nel PC da quando avevo 15 anni. Il fatto che Rizzo e i ragazzi della Federazione di Ravenna abbiano pensato a me come candidato Sindaco mi riempie di orgoglio. Per via della mia età ho subito diversi attacchi in questi giorni. Io penso che finché si parla della mia età noi abbiamo già vinto. Non attaccano le idee e i programmi, attaccano il fatto che ho 19 anni. Lo fanno perché non hanno idee, hanno già perso.”