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La scoperta. Gli attrezzi degli antichi mosaicisti bizantini nelle intercapedini di San Vitale. A Ravenna la missione dell’archeologo turco Batur Demir per il recupero

È in visita da alcuni giorni a Ravenna lo studioso di archeologia e storia antica Batur Demir, dell’Università di Istanbul, per un sopralluogo alla basilica di San Vitale: il suo arrivo in città è al centro di una missione speciale di recupero. Con Ravenna l’insigne archeologo turco – ricevuto in municipio dal sindaco Michele de Pascale – conclude un tour nelle principali città bizantine del Mediterraneo, prima del suo rientro in riva al Bosforo.

Del resto la città culla dell’Impero di Bisanzio, così influente nella storia di Ravenna, è il cuore delle ricerche dello studioso, che riguardano in particolare alcune significative e originali connessioni tra le chiese del V – VI secolo dopo Cristo di area mediterranea, che riportano tutte alcune decorazioni a mosaico con un originale fregio simbolico: in San Vitale si tratta dell’Agnello che si trova nella cupola del coro, con lo sguardo rivolto a sinistra (nella foto sotto).

Agnello

Questo particolare simbolo starebbe a dimostrare che quelle chiese, compresa Santa Sofia a Istanbul e San Vitale a Ravenna, appunto, racchiudono segreti ben custoditi tra le larghe pareti di mattoni: ovvero intercapedini percorribili come veri e propri corridoi. In questi corridoi larghi circa 70 centimetri, si celano gli attrezzi di lavoro dei mosaicisti di circa 1500 anni fa.

Batur Demir li ha già trovati a Santa Sofia e almeno in un’altra basilica dello stesso periodo, a Parenzo. Ora si appresta a fare lo stesso prezioso rinvenimento a Ravenna. Nella giornata di oggi, in mattinata, alla presenza del Sovrintendente ai Beni Culturali di Ravenna e dei rappresentanti della Curia, il professor Demir aprirà un varco in una nicchia, presso l’abside di San Vitale. I lavori verranno ripresi da una troupe televisiva specializzata, con l’ausilio di micro videocamere collocate su caschi speciali. L’iniziativa si svolge sotto l’egida dei Ministeri della cultura turco e italiano: data la delicatezza della missione, solo a ridosso dell’operazione è stata divulgata la notizia.

Naturalmente, si ha già la certezza della presenza di attrezzi e materiali per via di perlustrazioni effettuate alcuni mesi prima della pandemia, con sonde simili a quelle della microchirurgia ospedaliera. Poi la pandemia ha impedito per oltre due anni di concretizzare il recupero. Batur Demir cercherà dunque di riportare alla luce proprio quegli attrezzi che spera possano dare ulteriori conferme alle sue ricerche.

Le immagini dell’operazione verranno trasmesse eccezionalmente in differita, per un numero limitato di persone (che dovranno prenotarsi), domani sabato dalle ore 16:00 presso il Museo Nazionale di Ravenna, nella sala conferenze con gli affreschi di Santa Chiara di scuola riminese. Per prenotarsi occorre compilare l’apposito modulo, entrando dal link a piede pagina. Gli accessi prevedono gruppi di 12 persone ogni mezz’ora fino alle ore 22.30. Il video del recupero sarà poi perfezionato per la divulgazione al pubblico e proiettato in modo permanente nella sala video del museo, da settembre.

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