Lettore: Pronto Soccorso è “girone infernale”. Carradori (Ausl Romagna): mi scuso, purtroppo su mancanza personale non abbiamo avuto risposte
Un nostro lettore – Ivano Mazzani – ha scritto una lettera aperta al Presidente Mattarella in visita a Ravenna il 28 luglio per l’anniversario dell’assalto fascista alla Federazione delle Cooperative. Abbiamo pubblicato la lettera che denuncia lo stato di disagio molto forte che permane nel Pronto Soccorso di Ravenna. La lettera esprime indignazione per uno stato che di fatto viola il principio costituzionale del diritto alla salute ed ha avuto un largo riscontro, al punto che il Direttore Generale di Ausl Romagna Tiziano Carradori ha ritenuto di dovere rispondere e di scusarsi per il perdurare di questa situazione di disagio al Santa Maria delle Croci.
Tuttavia Carradori non si limita alle scuse e richiama ancora una volta il tema della carenza di personale sanitario, un problema ormai cronico, per il quale sono state fatte molte denunce e molte proposte ma che – sostiene il DG dell’Ausl Romagna – non ha ricevuto adeguate risposte dai vertici politici e istituzionali e dal governo.
LA RISPOSTA DI TIZIANO CARRADORI, DG AUSL ROMAGNA
Ho letto la sua garbata quanto determinata lettera al Presidente della Repubblica . In primo luogo per il ruolo che ricopro, sento il dovere di scusarmi perché tutto quanto in mio potere non è stato in grado di evitare quella realtà dei fatti che lei descrive in modo che non ammette e non ha bisogno di correzione alcuna.
In secondo luogo mi sia permesso di condividere integralmente il suo appello al principale garante della nostra carta costituzionale e del suo articolo 32. Non resta che questo, visto che Parlamento e Governo nonostante le informative ricevute dalle plurime audizioni parlamentari e le risultanze di commissioni parlamentari specifiche per la sanità, non hanno voluto (potendolo) porre un tampone efficace ad una situazione che da tempo sta peggiorando.
Certo, la soluzione stabile e non “rammendativa” richiede tempi non brevi e scelte difficili, perché non unanimamente condivise e perché vanno rese finanziariamente sostenibili con precise scelte di politiche allocative. Ciò non toglie che esisteva ed esista la possibilità di intervenire in maniera straordinaria a fronte di una gravità straordinaria della situazione del Servizio Sanitario Nazionale. Per parte mia e per quanto riguarda l’acuta carenza di personale, ho pubblicamente avanzato, al pari di altri autorevoli rappresentanti istituzionali, eccezionali proposte. Il risultato? Praticamente nullo, stile “vox clamantis in deserto”.
Continuerò certamente, per convinzione e dovere, a fare tutto quanto nelle mie possibilità per ridurre i disagi alle persone da assistere e le difficoltà del personale a ciò proposto. Con riconoscenza per la civile indignazione espressa nella sua lettera la saluto cordialmente.
Tiziano Carradori – Direttore generale Ausl Romagna
LA LETTERA DI IVANO MAZZANI DA NOI PUBBLICATA
Carissimo Presidente Mattarella, lei è persona degna e retta ed è il garante della nostra Costituzione, ma vorrei raccontarle un problema ormai fin troppo noto e a viverlo non sono solo io, ma tante persone, in particolare anziane, che si trovano a venire assembrate dentro al Pronto Soccorso nella nostra città. A volte ci sono anche 120 persone e il personale medico ed infermieristico ce la mette tutta, ci provano a lavorare dentro a quel girone infernale, ma la situazione è fuori controllo. Nei colloqui con la direzione sanitaria trovi anche delle persone che ti ascoltano, poi però succede che non ci sono posti letto, che persone anziane, compresa mia madre devono stare giorni e giorni su delle barelle e non sono lì per motivi futili, ma per problemi seri fisici.
“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, ecc….”, questo recita la nostra Costituzione all’art. 3. Aggiungo anche che la dignità delle persone esce veramente provata da un “soggiorno” in quel “girone infernale”: le persone, soprattutto gli anziani e i più fragili, sono scosse, spesso confuse.
Si dice che il nostro è il miglior sistema sanitario. Poi ci vogliono mesi per accedere ad una visita, ma se paghi in extra moenia di lì a poco quello stesso medico – che fa parte del sistema pubblico, per cui aspetti mesi tramite il servizio sanitario nazionale – entro pochi giorni è disponibile. Poi vai in qualsiasi studio dei medici di base e trovi tanta confusione e irritazione, stress, un’organizzazione burocratica e sovraffaticante che non fa mai il bene della salute del paziente, neanche del medico stesso.
Signor Presidente, la prossima volta che viene da noi, da semplice cittadino che ama la propria Costituzione, le chiedo di passare dentro a questi dolori, a questa forma di disumanità, perché la Costituzione si dice la più bella che ci sia, la democrazia il sistema più aperto che ci dà garanzie e diritti, ma chi ha il compito vero, profondo, di dare dignità e libertà e cura ai propri cittadini?
Io non sono un politico e non mi permetto di dare soluzioni, resta che, signor Presidente, oltre a tributarle un sincero ribenvenuto nostra bellissima città, a lei garante massimo della nostra Costituzione dico, con tutta la stima che le porto da cittadino, che la Costituzione è carne viva e deve essere attuata, se no rimaniamo sempre nell’ambito di una formalità rituale, incistita di disuguaglianza.
Ivano Mazzani – Ravenna

