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La Federazione speleologica dell’Emilia Romagna torna a chiedere la chiusura della Cava di Monte Tondo

La Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia Romagna ha inviato una lettera aperta all’Ente per i Parchi e la Biodiversità-Romagna, al Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola e alla Regione , con la quale chiede di esprimere il proprio parere in merito alla “distruzione della Vena del Gesso ad opera della Cava di Monte Tondo”.

La Federazione chiede all’ente di “essere coerente con gli scopi assegnategli dalla legge ovvero: ‘la conservazione, la riqualificazione e la valorizzazione dell’ambiente naturale e del paesaggio’ in particolare ‘delle forme ed emergenze geologiche e geomorfologiche’; di fare rispettare le norme di tutela, ora violate, e di respingere ogni forzatura applicativa, delle leggi di tutela, che siano  in contrapposizione con i fini stessi del Parco o peggio ancora di escludere l’area di cava dalle norme di conservazione quali Sito di Rete Natura 2000 nonché dall’area contigua e zona B del Parco stesso”.

“Dovrebbe essere evidente a tutti che la cava prima o poi deve chiudere – è il parere di Massimo Ercolani, presidente della Federazione Speleologica, che già a luglio aveva inoltrato una simile missiva all’ente -. E’ oggi il momento per programmare tale cessazione come raccomandato nell’ultimo studio voluto dalla Provincia di Ravenna, dai Comuni di Casola Valsenio e Riolo Terme finanziato dalla Regione”.


Massimo Ercolani