Cava di Monte Tondo. Ercolani (Federazione Speleologica ER): “Impossibile ottenere riconoscimento Unesco se prosegue l’espansione della cava”
Massimo Ercolani della Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna replica alle recenti dichiarazioni del Sindaco di Casola Valsenio Giorgio Sagrini, in merito alla cava di Monte Tondo.
“È dal 2016 che la Federazione Speleologica Regionale è impegnata far sì che le grotte nei gessi dell’Emilia-Romagna siano Patrimonio dell’Umanità. In questi sette anni la Regione ha coordinato un Gruppo Tecnico Scientifico costituito dai massimi esperti delle materie che hanno lavorato a titolo volontario affinché la candidatura andasse a buon fine” spiega Ercolani.
“Facciamo notare che la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco e il Ministero della Transizione Ecologica hanno scelto in tempi rapidi la nostra proposta di candidatura anteponendola a tante altre e rimarcando così la sua importanza. Lo Stato Italiano ha poi presentato la candidatura al Comitato del Patrimonio Mondiale presso la Sede Centrale dell’UNESCO a Parigi. Nelle aree candidate rientra la Grotta del Re Tiberio la cui importanza, rimarcata da decenni di studi, è indiscutibile – prosegue , sottolineando che “anche il Consiglio Comunale di Casola Valsenio, di Riolo Terme, l’Unione della Romagna Faentina, la Provincia di Ravenna e l’Ente Parco della Vena del Gesso all’unanimità nel novembre 2021 l’hanno inserita nelle aree candidate. Si sono così impegnati con la firma del protocollo a supporto della candidatura per “la difesa dell’equilibrio ambientale e la tutela degli ecosistemi epigei e ipogei” nonché “la protezione e conservazione dei geositi e del paesaggio geologico specifico dei gessi”.
Ercolani ritiene quindi che le recenti dichiarazioni del Sindaco di Casola Valsenio, Giorgio Sagrini, siano in palese contraddizione con quanto a suo tempo da lui votato, nonché dall’intero Consiglio Comunale. Il Sindaco ha detto di “considerare quale zona neutrale non solo l’attuale cava, ma anche quella parte di Monte Tondo che è già di proprietà della Saint-Gobain, nella quale la cava non si è ancora espansa”.
“Ribadiamo – conclude Ercolani – che ciò comporta un’ulteriore distruzione della Grotta del Re Tiberio. Sia ben chiaro che porre la questione in questi termini alla commissaria UNESCO mette in discussione l’intera candidatura. Pensare quindi di ottenere ad un tempo il riconoscimento dell’Unesco e l’espansione della cava non è assolutamente possibile”.




