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Fra le 20 e le 30 persone hanno partecipato il 18 gennaio alla presentazione del comitato provinciale a sostegno della candidatura di Elly Schlein alla guida del Partito Democratico, in un incontro aperto nella sala riunioni della Federazione Provinciale PD in via della Lirica a Ravenna. Nato a stretto contatto con il comitato regionale, il gruppo di lavoro ravennate costituisce il coordinamento territoriale e il collettore a supporto degli altri gruppi locali attivatisi in queste settimane in tutta la provincia.

L’appello del comitato ravennate per Elly Schlein è un invito “il più largo e inclusivo” a partecipare al percorso congressuale costituente: “Le ultime elezioni hanno ancora una volta sancito una perdita di consenso per il Partito Democratico. In particolare sono le persone più fragili e le più giovani a non considerare più il Partito come loro punto di riferimento. L’enorme divario sociale, le crescenti diseguaglianze e la crisi ecologica ci impongono una riflessione approfondita sul nostro modello di sviluppo, per provare a cambiarlo. Un’intera generazione di ragazzi e ragazze ci chiede il coraggio di operare una svolta progressista, ecologista e femminista, e di immaginare nuove forme di benessere, di diritti e di socialità. Noi pensiamo che, per la sua storia, la sua freschezza politica e culturale e la sua esperienza, Elly Schlein sia la persona giusta per guidare questo percorso collettivo e costruire il nuovo Partito Democratico. Un PD che sia non degli eletti o delle correnti, ma dei militanti; un PD che sappia ridare voce alla base che in questi anni non si è sentita ascoltata; un PD che sia in grado di esprimere una nuova classe dirigente. Un PD che si occupi di lotta alle disuguaglianze ed alle povertà, di lavoro di qualità e di lotta al precariato, di clima e di conversione ecologica. Per condividere i motivi del nostro sostegno alla candidatura di Elly Schlein vi invitiamo tutti gli interessati all’incontro del 18 gennaio a Ravenna, per inaugurare insieme un percorso di confronto, di condivisione, verso un cambiamento collettivo.” Questa la premessa.

In effetti questi i contenuti e i sentimenti poi emersi nel corso degli interventi. Ha aperto l’incontro Massimiliano Venturi (burattinaio e operatore culturale, membro della segreteria provinciale del PD e già presidente del Consiglio Territoriale di Sant’Alberto) che ha ricordato come lo scopo fondamentale della battaglia di Elly Schlein sia “ritrovare la connessione sentimentale fra Partito democratico e paese” superando l’appiattimento del partito sull’attività amministrativa e di governo. “Occorre aprire una fase nuova e riscoprire il contatto con il paese reale, i cittadini, il mondo del lavoro e delle professioni, il mondo della scuola, tutte quelle persone che non si sono sentite più rappresentate ultimamente da noi” ha detto Venturi, aggiungendo che “bisogna fare del PD una comunità aperta e inclusiva, superando logiche di divisione e di corrente.”

“Il PD è la nostra casa ma dobbiamo rigenerare il partito affinché abbia saldamente i piedi nella società” ha concluso Venturi. Stefania Beccari (Consigliera comunale a Ravenna) ha ripreso i temi già toccati da Venturi sottolineando che l’uscita di Elly Schlein dal PD (durante la segreteria di Matteo Renzi, ndr) “fu un passaggio delicato, in una fase in cui tanti si sono allontanati dal PD perché non si sono sentiti più rappresentati dal partito”. Ora bisogna “essere più vicini ai bisogni e al sentire delle persone” ha detto Beccari a partire dai problemi del lavoro, della sanità pubblica che va garantita a tutti e dalla tutela dei diritti. “Dobbiamo provare a cambiare il PD per non dover poi rimpiangere di non averci nemmeno provato” ha concluso la consigliera.

È toccato poi al giovane Andrea Sangiorgi, 23 anni, Assessore comunale a Conselice e segretario del Circolo PD di Lavezzola che ha insistito sulla necessità di un “cambiamento e rinnovamento profondo del partito” dopo la sconfitta del 25 settembre. Un partito che per lui deve essere di sinistra senza se e senza ma. “Ci sono due domande a cui con il congresso dobbiamo rispondere: che cosa vuole essere il PD e chi vuole rappresentare il PD?” ha affermato, aggiungendo poi: “Dobbiamo lottare per il lavoro e contro il precariato, per la giustizia sociale e per la giustizia ambientale perché queste cose non sono in contraddizione” ma devono stare insieme per fare del nuovo Partito Democratico “una nuova casa politica inclusiva e di sinistra”. E tutto questo “non ha nulla a che con l’estremismo”.

Sono poi intervenuti l’ex Assessore Ricci Maccarini, insistendo sulla necessità del cambiamento del partito e della sua classe dirigente, il militante in pensione di Sant’Alberto Guerra che ha ribadito che non basta essere un bravo amministratore per guidare il partito (e il riferimento evidentemente era a Stefano Bonaccini), mentre Licheri docente dell’Olivetti-Callegari ha sottolineato lo spaesamento del mondo della scuola rispetto alle scelte del PD e la rassegnazione dei giovani rispetto alla possibilità di trovare la loro strada in questo paese. La docente ha detto di riporre speranze in Schlein perché sembra avere il fuoco dentro, “l’energia vitale che serve a cambiare” perché “la vita comincia dove finisce il divano di casa nostra”.

Ha parlato anche l’Avvocato Andrea Maestri, fondatore del Pd e primo capogruppo del partito in Consiglio comunale a Ravenna, poi parlamentare quando già era uscito dai Dem. Maestri ha detto che ritornava nella sede di Via della Lirica con una certa emozione per sostenere la battaglia di Elly Schlein a cui lo lega un rapporto di amicizia e di vicinanza. Riallacciandosi alle parole della docente dell’Olivetti-Callegari ha detto che non basta avere l’energia, il fuoco e la passione ma servono soprattutto “coraggio, coerenza e radicalità” perchè in passato il PD “ha fatto bellissime enunciazioni, ma alle parole non sono seguiti i fatti una volta al governo”.

E qui Maestri ha ricordato in particolare l’esempio della politica sui migranti e della tanto vituperata legge Bossi-Fini – alla radice della mala gestione del problema in Italia – che non è mai stata abrogata dal Pd quando è andato al governo. Il PD “è stato colpevole di omissione, non è stato coerente.” Ha poi aggiunto che sul tema della riconversione ecologica bisogna essere chiari: “non si tratta solo di ricorrere all’energia rinnovabile anziché al fossile, bisogna anche radicalmente cambiare il sistema produttivo superando le logiche del neoliberismo predatorio.”

Andrea Maestri