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Pubblico delle grandi occasioni lunedì 23 gennaio al Cinema Sarti di Faenza per la proiezione del docufilm e volume “Motor Valley, viaggio nella terra dei motori”. Il film, nato da un’equipe modenese, era stato presentato al Motor Fest di maggio a Modena ottenendo buoni riscontri e il plauso delle tante aziende coinvolte nel lunghissimo viaggio rappresentato. Il noto e premiato regista vignolese Stefano Ferrari avvalendosi della sceneggiatura di Miria Burani ha raccolto le testimonianze di oltre 35 protagonisti del motorsport legati al territorio emiliano-romagnolo attraverso interviste dirette nell’arco di oltre 7 mesi. Stefano Domenicali,Gianpaolo Dallara, Gian Carlo Minardi, Claudio Costa, Horacio Pagani, Piero Ferrari (figlio di Enzo), Tonino Lamborghini, Franz Tost (team boss Scuderia AlphaTauri), Pino Allievi e molti altri personaggi illustri forniscono uno spaccato di un mondo complesso e votato all’eccellenza qual è la Motor Valley, sempre più brand internazionale.

La visione della pellicola (la cui durata è di un’ora e sei minuti) è stata preceduta da un salotto condotto dal sempreverde Boris Casadio (noto speaker del mondo delle corse) in compagnia di ospiti eccellenti: Nadia Padovani, Team Principal Gresini Racing, il pilota Andrea Dovizioso dello ‘04-Park Monte Coralli’ e campione 2004 classe 125, Massimo RivolaAD Aprilia Racing, Gian Carlo Minardi presidente di Formula Imola, Otello Valenti della Scuderia AlphaTauri, l’Assessore a mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo, commercio con delega alla Motor Valley Andrea Corsini e il Sindaco di Faenza Massimo Isola. Al centro del palco, naturalmente, gli autori del docu-film Stefano Ferrari e Miria Burani.

Nadia Padovani

Nadia Padovani, team principal Gresini Racing

Protagonisti della serata non solo personaggi e grandi marchi (Ferrari, Lamborghini, Maserati, Pagani, Dallara, ecc), ma anche e soprattutto le emozioni. Emozioni prodotte da Persone, l’oggetto dell’opera creata da Ferrari e Burani. “Motor Valley, viaggio nella terra dei motori” oltre a investigare come e perché la Motor Valley è diventata tra le culle del motorsport più importanti al mondo vuole valorizzare l’importanza del lavoro delle Persone. Perché in fondo, la storia, la fanno proprio le persone.

Le autorità faentine

Il sindaco Isola ha esordito ringraziando i presenti e sottolineando la bontà del lavoro svolto nei confronti della promozione della Motor Valley da parte della Regione E-R e del Comune di Faenza negli ultimi anni: “Il pubblico importante presente questa sera al Cinema Sarti non ci stupisce, ma è conferma di quante persone in città si identificano nelle tante piccole e grandi storie legate all’automobilismo e nel brand Motor Valley. Dalla fine del 1800 è stata costruita una storia collettiva passo dopo passo. Motor Valley è un aggettivo nel quale la comunità si rivede e l’obiettivo dell’amministrazione comunale e della Regione E-R è stato trasformare un’attitudine produttiva e una serie di esperienze individuali per creare una comunità che avesse un’identità anche con il tema dei motori. C’è stato un salto di qualità insomma, permesso anche grazie al supporto dei pionieri che diedero il via a processi fondamentali nel territorio. Penso che la Motor Valley debba rappresentare anche opportunità per lo sviluppo linguistico, produttivo e culturale. Dietro la Motor Valley ci sono impresa e lavoro. Un quantitativo di lavoro che è sempre più incidente perché diverse aziende praticano l’innovazione quale loro identità. Questo genera, ad esempio, un rapporto forte con i mondi della Ricerca e dell’Università. Insieme stiamo costruendo percorsi post diploma per aumentare i percorsi di sapere e avere una manodopera sempre più qualificata chiamata a lavorare. Trasferimento tecnologico quali centri di ricerca, studi e impresa generano buona occupazione perché dietro al mondo dei motori c’è un lavoro qualitativo e quantitativo importante. Nel territorio di Faenza è fondamentale anche il tema dei materiali e se non ci fosse stato un terreno fertile tutto quanto detto non sarebbe stato possibile. Importante tenere a mente che l’identità va sempre rinnovata”.

Il ‘padrone di casa’ a Faenza, Gian Carlo Minardi, ex team principal dell’omonima scuderia faentina dall’85 al 2005 in F1 non ha nascosto la sua emozione dinanzi ad un pubblico delle grandi occasioni: “Grazie al coinvolgimento del Segretario Generale di Faenza Alteo Dolcini nel ’72 e alla passione condivisa per lo sport iniziò la nostra avventura partendo dalla Formula Italia passando dalla F2 per arrivare alla F1. Bello vedere che, al giorno d’oggi, il lavoro e i sacrifici svolti da tante persone nel corso di mezzo secolo continua ad essere importante per lo sviluppo delle realtà locali. Sono molto contento nel vedere Scuderia AlphaTauri, realtà importantissima a Faenza, proseguire la sua avventura in F1. Tante persone che hanno lavorato in Minardi sono passate nel tempo ad occupare ruoli importanti in aziende prestigiose. Faenza vanta una tradizione motoristica unica e questo è possibile grazie alla Motor Valley e alla valorizzazione del turismo da parte della Regione E-R. Sono grato al Presidente Stefano Bonaccini per aver compreso l’importanza del lavoro svolto in questi anni”. Presidente di Formula Imola, Minardi non ha nascosto le difficoltà nell’organizzazione dei futuri GP ma s’è detto fiducioso che tutte le parti chiamate in causa risponderanno al meglio lottando come sempre.

Gian Carlo Minardi

Gian Carlo Minardi

Massimo Rivola, Ad Aprilia in Moto GP ed ex Minardi, Ferrari e STR in F1 ha raccontato la sua esperienza nell’ex scuderia di Gian Carlo Minardi ricostruendo la grande crescita che l’azienda sita a Faenza ha avuto dall’85 ad oggi: “Ora lavorano 5-600 persone in AlphaTauri, quando Minardi vendette a STR eravamo 91. Vedere i numeri di oggi è pazzesco”. Rivola inoltre ha espresso parere favorevole alla serata organizzata al Sarti di Faenza: “Sono felicissimo per questo evento, vedo segnali incoraggianti all’orizzonte. Penso che l’amministrazione comunale sia sulla strada giusta in tal senso”.

Dovizioso e Rivola

Andrea Dovizioso e Massimo Rivola

Parola agli autori del documentario

Stefano Ferrari, regista del documentario ha raccontato la genesi del documentario: “Io e Miria ci conosciamo da tanti anni e abbiamo deciso di mettere assieme le nostre passioni, chiedendoci quali domande poter fare ai protagonisti della Motor Valley. Il nostro scopo è stato capire perché proprio in Emilia – Romagna sono nate così tante eccellenze nell’ambito del motorsport sentendo 36 personaggi per un totale di 22 ore di girato. Le risposte che abbiamo trovato sono due: la prima è che, in E-R, esistevano le officine reggiane che negli anni ’30 e ’40 vantavano fino a 13500 dipendenti ed erano le uniche officine in Italia a realizzare motori per navi, transatlantici, aerei, treni, ecc. Negli anni successivi gli aziendali e i loro figli si sono sparsi a macchia d’olio nell’Emilia-Romagna o sono diventati piccoli padroni oppure hanno posto le basi per la nascita dei più grandi marchi. La seconda risposta che abbiamo trovato è che i nostri nonni erano impegnati nel lavoro in campagna e non potevano permettersi di rompere un motore e cambiarlo ragion per cui dovevano ripararlo. Questo comportava imparare il mestiere di meccanico e anche questa istanza s’è rivelata fondamentale per la creazione della Motor Valley”.
Condensare 22 ore di girato in un’ora e sei minuti è stato ardua impresa, come confermato dal regista Ferrari: “Gran parte del merito va a Miria che è una sceneggiatrice bravissima. Il film ha un ritmo importante, un’opera di cesello che ha richiesto molto tempo per essere montato. Tantissime le interviste da noi collezionate, ma alcune finivano fuori tema e quindi abbiamo dovuto selezionare molto. Il documentario è una storia di persone, uomini e donne che hanno fatto la Motor Valley”.

“Sono stati tutti molto gentili e disponibili, nessun personaggio s’è tirato indietro per fornire la sua testimonianza” -ha dichiarato la sceneggiatrice Miria Burani prendendo la parola sul palco- “Non abbiamo sacrificato niente, ma è stato molto complesso condensare oltre 20 ore di girato in un’ora e sei minuti. Ci sono due persone che ho particolarmente nel cuore dopo tutto il nostro lavoro. Il primo è Gianpaolo Dallara, un ottantenne con una mente e uno sguardo sull’avvenire incredibile. Un onore collaborare con lui. L’altra persona che mi è rimasta nel cuore è Nadia Padovani. E’ la donna emiliano-romagnola per eccellenza che si tira sempre su le maniche e agisce. Mi sono commossa con lei quando Bastianini ha vinto il primo GP della scorsa stagione in Qatar”.

La presentazione del volume

Il making-off del docufilm è poi diventato un progetto su carta con la pubblicazione del volume “Motor Valley, viaggio nella terra dei motori”, edito da Minerva, firmato dallo stesso Stefano Ferrari, autore, regista e giornalista, e da Miria Burani che nel film ha curato la sceneggiatura. Il libro contiene 50 fotografie storiche in bianco e nero di Walter Breveglieri e 50 immagini più contemporanee di Massimiliano Donati, accompagnate da testi in doppia lingua, italiano-inglese. Il volume contiene le parti delle interviste e delle indagini raccolte durante il lavoro di preparazione del progetto, non presenti nel docufilm, che lo avrebbero reso eccessivamente lungo. Il libro è dunque lo scrigno che racchiude l’intero lavoro sulla Motor Valley.

Foto e video a cura di Gianni Zampaglione