FEM NEWS – LA FINESTRA FEMMINISTA / Donne trattate come madri anche al lavoro. Il caso delle netturbine di Pavia non è riduzione del gender gap ma sessismo
La notizia è questa: per ridurre il gap di genere e dare piena attuazione alle pari opportunità – in modo che non sia una mera scelta di facciata – ASM, la società che si occupa di smaltimento dei rifiuti e manutenzione del decoro urbano di Pavia, ha affidato a quattro netturbine la pulizia del centro della città. Il progetto si intitola “Il decoro si veste di rosa” ed è stato annunciato con tanto di foto delle quattro operatrici in divisa gialla accanto ai loro mezzi circondate da palloncini rosa.
Si tratta di una strategia per raggiungere la parità o un’ennesima azione sessista vestita di giallo e rosa? Nolite è abbastanza certa che si tratti di un’azione discriminatoria più che di riduzione del gap di genere.
Ragioniamo.
L’azienda ASM ha 240 dipendenti di cui 26 donne, cioè appena il 10%. Viene da pensare che se l’obiettivo è quello di “ridurre il gender gap” il signor presidente Manuel Elleboro potrebbe iniziare con l’assumere più donne visto che, peraltro, le considera “più attente e sensibili”.
Diversamente viene il dubbio che dietro all’essere più attente e più sensibili ci sia la trappola delle doti innate e proprie del genere femminile.
La scelta dell’ASM è sessista, perché quando si parla di donne molto spesso, troppo spesso, si ricorre alla categoria della sensibilità. Perché la sensibilità dovrebbe essere propria solo delle donne? Perché gli uomini non dovrebbero essere altrettanto sensibili? Perché a chi lavora in ufficio con delle pratiche amministrative non è richiesto di essere sensibile? Perché chi pulisce le zone di periferia della città può anche essere meno attento e meno sensibile?
Elisabetta Fedegari, componente del consiglio di amministrazione di ASM, peggiora la situazione dichiarando che “abbiamo pensato di conciliare la sensibilità e la dedizione delle nostre operatrici con la cura del decoro della parte più bella della città”.
Dedizione è una parola pesante. Significa arrendersi al nemico per capitolazione o per volontaria sottomissione oppure, nel suo significato figurato, vuol dire dedicarsi interamente e con spirito di sacrificio a una persona, a un’attività, a un ideale. Entrambi significati molto lontani, anzi proprio opposti, dal concetto di lavoro regolamentato, si spera, da un contratto collettivo nazionale.
Infine Fedegari, se possibile, rincara ulteriormente il carico di sessismo quando dice che il progetto ha anche una componente di educazione civica, poiché i ragazzi, colpevoli della sporcizia del centro storico, rispondono con arroganza ai netturbini mentre invece se a riprenderli è una netturbina di solito la ascoltano e chiedono scusa. È un ragionamento pericoloso, in cui si dice che solo i giovani maschi sporcano la città, che gli uomini adulti, benché in divisa, non hanno più alcuna autorevolezza né dignità e sono quindi di fatto inutili e che le netturbine anche sul posto di lavoro non sono altro che eterne madri che rimproverano i figli.
Dunque, un mondo in cui da una parte ci sono uomini, poco attenti, poco sensibili, incapaci di mettere i rifiuti nei cestini e dall’altra madri attente, sensibili, devote, accudenti persino nei confronti dei monumenti e delle bellezze storiche, felici di pulire e lucidare i salotti delle città. Secondo ASM, un sistema mondo finalizzato alla riduzione del gender gap e all’attuazione delle pari opportunità. Secondo Nolite, un sistema mondo in cui evidentemente i conti non tornano, un sistema mondo favolistico, binario e stereotipato.
FemNews di Nolite
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