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Integrazione formativa della popolazione straniera. PD Ravenna: “Fondamentale potenziare il sostegno scolastico e l’inclusione sociale”

Ieri, 14 marzo, in consiglio comunale, si è parlato di integrazione formativa per la popolazione straniera grazie a un’interrogazione del consigliere del PD Renald Haxhibeku. “Oltre un milione di minori di origine straniera – ha detto Haxhibeku – vive nel nostro paese e quotidianamente affronta difficoltà di inserimento nel tessuto socio produttivo locale, avversità derivanti specialmente da barriere linguistiche, culturali e sociali. Le strutture educanti svolgono un ruolo cruciale e determinante per la realizzazione dell’inclusione sociale mediante percorsi di apprendimento e conoscenza reciproca, in un contesto rispettoso della diversità. La necessità di promuovere nel nostro territorio la coesione sociale e il rafforzamento del senso di appartenenza alla nostra comunità è prioritaria per assicurare il rispetto dei diritti e dei doveri dell’individuo, la sicurezza e il benessere di tutti i nostri e le nostre concittadine”.

L’assessora Federica Moschini ha elencato le diverse le azioni intraprese in questi anni dall’amministrazione Comunale volte al sostegno scolastico e all’apprendimento della lingua italiana. “È stato rinnovato il protocollo d’intesa per l’accoglienza, inserimento e inclusione degli alunni e delle alunne migranti e delle loro famiglie con gli undici istituti scolastici. Nell’ambito delle attività definite negli accordi sono previste ore di mediazione linguistica e culturale, gruppi di studio e laboratori sull’educazione al diritto, alla pace, all’interculturalità, alla cittadinanza attiva, alla legalità, all’accoglienza e integrazione tra differenti nazionalità per la prevenzione dei conflitti e del contrasto delle discriminazioni; è inoltre istituito presso la Casa delle Culture uno sportello di mediazione linguistica”.

“I dati territoriali ci dicono che nelle scuole primarie e secondarie di primo grado gli studenti non italiani rappresentano oltre il 17% del totale. Di questi oltre il 75% è nato e cresciuto in Italia, alcuni di essi non hanno ancora conosciuto il paese dei propri genitori o vi si recano solo per periodi molto brevi. Pertanto si sentono italiani ma non lo sono giuridicamente, e in alcuni casi, non hanno nemmeno il passaporto del paese di origine dei genitori. Questo spesso crea disparità di trattamento con gli altri ragazzi, nelle attività ricreative o sportive. Durante l’emergenza Ucraina questo protocollo si è rivelato un efficace e rapido strumento di intervento per i minori giunti con i propri nuclei familiari in fuga dalla guerra” spiega l’assessora.

“Un altro preoccupante fenomeno che emerge a livello nazionale è quello dei giovani Elet, acronimo anglosassone che indica la categoria dei giovani tra i 18 e i 24 anni che non concludono i percorsi di studio o di formazione. Il tasso Elet è del 15% tra i giovani stranieri a fronte di poco più del 5% tra gli italiani” prosegue Moschini.

“Anche tra i Neet, giovani né occupati né impegnati in percorsi d’istruzione o di formazione, la percentuale dei giovani non italiani è più elevata, Il 33% dei giovani stranieri è inquadrabile come Neet contro il 21% degli italiani, una percentuale di per sé già molto elevata. Quest’ampia fascia presenta una forte caratterizzazione di genere: per le giovani donne straniere disoccupate o inattive si registra una percentuale quasi doppia rispetto a quella delle italiane, a causa del maggior carico familiare e assistenziale non retribuito per le giovani donne che si dedicano ai lavori di cura e domestici”- sottolinea -. Anche per questo il Comune ha sottoscritto un protocollo di collaborazione con gli istituti superiori per la promozione dell’accoglienza degli studenti stranieri nelle scuole secondarie di secondo grado, nel Centro provinciale per l’istruzione degli adulti Cpia, e nell’ambito dell’istruzione e formazione professionale” .

L’assessora ha spiegato che “obiettivo dell’amministrazione per l’anno scolastico 2023/2024 sarà supportare i percorsi didattici, potenziare i laboratori di educazione civica , di contrasto al razzismo e all’hate speech, di educazione alla pace e alla mondialità, presentando metodologie anche innovative”.

“È importante segnalare che in vista della partecipazione al Festival delle Culture 2023, che si terrà a Ravenna dal 26 al 28 maggio, del premio Nobel per la letteratura 2021, Abdelrazak Gurnah, rifugiato in Inghilterra negli anni ’60, scrittore di origine tanzaniana, docente di storia post coloniale e di letteratura inglese nelle università britanniche, si siano costituite ben 32 classi di lettura dei suoi 4 testi tradotti in Italia, con una partecipazione di oltre 750 studenti delle scuole superiori” – ha proseguito l’assessora – . Inoltre nel corso degli ultimi anni abbiamo indirizzato risorse europee ai progetti Fami che hanno consentito di organizzare ulteriori corsi di sostegno alla lingua Italiana nelle scuole superiori del territorio. Attualmente presso la Casa delle Culture si svolge un corso per circa 30 ragazzi delle scuole superiori il lunedì e il mercoledì dalle 15 alle 16,30. Sono inoltre stati formati oltre 20 volontari, sempre nell’ambito dei Fami, che svolgono la loro attività all’interno degli istituti scolastici e sono attivi presso la Casa delle Culture tre corsi di alfabetizzazione”.

“È indispensabile – ha concluso il consigliere PD – potenziare il sostegno scolastico e l’apprendimento della lingua italiana per gli studenti stranieri, predisporre forme di collaborazioni con il sistema scolastico territoriale volte a sviluppare momenti interculturali che promuovano la cultura dei diritti e dei doveri della cittadinanza attiva, della legalità, dell’accoglienza e l’integrazione tra differenti nazionalità per la prevenzione dei conflitti e delle discriminazioni.”