Mr Beto apre a Ravenna in via Girolamo Rossi 26A, uno spazio moda dal sapore inglese, con la creatività e l’estrosità del ravennate Roberto Milano
Il 4 aprile apre a Ravenna un nuovo spazio moda in Via Girolamo Rossi 26A: MR BETO. È a metà strada fra il Bar Fargo e la Chiesa di San Giovanni Battista o della Cipolla. Ad aprire un atelier di 110 mq è Roberto Milano in arte MR BETO, 52 anni giusti giusti. Nato a Ravenna, a Ponte Nuovo, nell’aprile del 1971, e trasferitosi giovanissimo in Inghilterra, Roberto Milano è tornato in Italia coltivando varie passioni e vocazioni creative, infine trovando quella che sente più sua. Da quasi dieci anni, infatti, disegna e produce moda in maniera rigorosamente artigianale ed estremamente accurata. A Milano, nel cuore della moda italiana.
Sul suo sito web si legge: “Amo osservare come la gente si veste. Sono curioso di vedere e capire come si veste il mondo. Il mio più grande piacere è esprimere me stesso con la creatività e attraverso l’abbigliamento. Ho trascorso tredici anni a Londra dove ho conosciuto persone che mi hanno aiutato a percorrere la mia strada, e in questo sono stato fortunato. Poi ho speso undici anni della mia vita a Casoli, un piccolo incantevole borgo in Garfagnana, dove ho accolto persone che volevano trascorrere brani di relax e di tempo molto piacevole al Settimo Cielo (il suo agriturismo, ndr). Ma dopo avere lasciato Londra la mia spinta creativa era ancora troppo viva e aveva bisogno di uscire dal buen retiro sulle montagne di Lucca. Nel 2015 arrivo a Milano dove quella voglia aumenta, grazie agli stimoli che arrivano della rutilante capitale della moda. Così inizia la mia nuova avventura, MR BETO Limited Edition.”
MR BETO – il nome deriva da una simpatica storpiatura, quella del nipotino che non riusciva a pronunciare correttamente il suo nome Roberto – non fa sfilate e nemmeno vende online, perché non gli piace vendere così (“i miei vestiti bisogna toccarli, indossarli, sentirli” dice “non li puoi capire fino in fondo solo attraverso un video o una fotografia”).
Ha iniziato con un piccolo atelier in Via Paolo Frisi a Milano, in zona Porta Venezia, poi si è trasferito in Viale Abruzzi 16 non troppo lontano dal Quadrilatero della Moda. Ma un po’ defilato. È un luogo intimo “in cui posso prendermi cura dei miei clienti” precisa. Fa moda praticamente su misura. Pochi capi, a volte capi unici. Usa tessuti e materiali di altre stagioni, dal gusto vintage, e li va a scovare nei luoghi più impensati. E poi realizza i suoi pezzi con un mix virtuoso e fantasioso fra il modello che ha disegnato e il tessuto che ha trovato. Con tanta cura. E spesso quel tocco di originalità che rispecchia molto la personalità di Roberto Milano, stilista self-made-man, a metà strada fra la Romagna e l’Inghilterra.
Sempre di lui leggiamo: “Ora il mio più grande piacere è girare per l’Italia e scoprire un paese che non conoscevo, alla ricerca di tessuti e materiali speciali, particolari, rari. A volte così rari che da piccole quantità di tessuto viene fuori un solo capo e questo sprigiona tutta la mia spinta a creare e a cercare l’originalità. Amo la musica e ho fatto il DJ per hobby. La musica e l’abbigliamento hanno un legame che rende unici e speciali.”
Per due stagioni estive nel 2020 e di nuovo nel 2022, nella sua marcia di avvicinamento a casa, MR BETO ha aperto un temporary shop in pieno centro a Cervia, prima in Corso Mazzini poi in Piazza Garibaldi. Adesso si sente pronto per Ravenna: ha deciso di tornare ed essere finalmente profeta in patria.
Se fate un salto in via Girolamo Rossi a Ravenna, al numero 26A, entrate nel suo spazio. Vi accoglieranno pareti di fiori e oggetti d’arredo. Oltre ai suoi capi. Non si può chiamare negozio di abbigliamento. Non trovate il classico prêt-à-porter con varie griffe. Trovate il suo mondo. Con molti rimandi all’amata Inghilterra, a Milano e a Ravenna. A partire dalle stesse collezioni. Ma con quel tocco di stravaganza ed estrosità che non è facile scovare in provincia.
Da MR BETO scoprirete un mondo di stoffe e fantasia, sorprendente. “Più che uno stile il mio è un mood. La mia è una ricerca continua a partire dai disegni che ho in testa e dai tessuti di cui mi innamoro. Amo esprimermi attraverso i miei vestiti e voglio condividere quest’amore con i miei clienti. La mia etichetta è creativa, divertente, originale, anche stravagante, ma alla fine molto wearable, cioè assolutamente indossabile.”
L’INTERVISTA
MR BETO, perché questo ritorno a casa, proprio ora?
“È il momento giusto. Mi sento pronto. Ravenna è la città dove sono nato e cresciuto. Qui sono le mie origini. Oggi torno nel tempo della maturità. Portando quello che so fare, la mia moda, la mia creatività. È bello essere di nuovo nella mia città.”
Ma non lascerà Milano, giusto?
“No. Per chi fa moda Milano è imprescindibile. Se Ravenna è la città delle origini e del ritorno, Londra la città della formazione, Milano per me è la città della maturità e dell’esplosione creativa. E dei suoi stimoli sento che ho ancora assolutamente bisogno.”
Che cosa c’è nel nuovo spazio di via Girolamo Rossi 26A?
“Ci sono le mie creazioni classiche per donna e uomo, più alcune novità. Alcune cose per l’arredamento, cuscini, copriletto, cose tutte nuove. Poi cerco di portare la mia moda per bambini dai 9 ai 24 mesi anche a Ravenna, che a Milano va molto bene.”
Propone ancora le tre linee già create anno scorso, a partire da segni e simboli delle tre città della sua vita: Londra, Milano, Ravenna?
“I tessuti sono quelli, logicamente cerco di valorizzare e proporre quello in cui credo e che mi piace. Per Ravenna, la mia città natale, ho voluto usare due particolari. Il primo da Galla Placidia, un monumento che mi ha sempre affascinato, con quell’interno incredibile. Si può stare ore a guardare il soffitto stellato. Ho scelto anche la Chiesa dello Spirito Santo dove mi rifugiavo da ragazzo quando non volevo farmi trovare. Per Milano ho privilegiato il Duomo, simbolo per eccellenza della città, imponente tanto da indurre all’inchino. Per Londra ho scelto l’Albert Memorial. Tutti i giorni ci passavo davanti e mi fermavo ad osservarlo nella sua maestosità, con qualsiasi temperatura esterna. Il colore è il famoso grigio di Londra, perciò ho giocato molto sui grigi. Essendo innamorato di Westminster Abbey, di cui non si può immaginare la perfezione finché non vi si entra, ho scelto le vetrate e ho immaginato il colore viola che per me rappresenta amore, metamorfosi, mistero e follia, ciò che Londra mi ha sempre ispirato. Nei disegni riguardanti Londra si ritrovano anche Saint Paul e il classico bus a due piani.”
Ci racconti le novità.
“Sto collaborando con un disegnatore a Milano per fare delle cose nuove su Ravenna, stiamo creando nuovi disegni.”
È la Ravenna del passato dal sapore vintage o la Ravenna classica, quella dei monumenti?
“È la Ravenna dei monumenti. E in più sto lavorando con un artista per riprendere e declinare Dante alla mia maniera, con ironia, per sdrammatizzare, con un tocco di comicità. Un ritratto caricaturale da mettere sulle maglie e da accompagnare con le frasi più iconiche di Dante.”
Insomma un Dante che non si prende troppo sul serio, autoironico?
“Esatto, ma le frasi rimangono quelle originali, estrapolate dalla Divina Commedia. Ma mi piace giocare un po’ con Dante.”
Ci parli dello spazio, di come l’ha modellato? Questa carta da parati meravigliosa viene dalla sua stagione inglese…
“Sono debitore all’Inghilterra in fatto di stile. Sono partito dalla carta da parati e ho fatto una ricerca molto accurata, finalmente sono riuscito a trovare un posto dove avevano delle cose meravigliose e ho scelto questa carta a motivi floreali di Missoni. Poi ho abbinato i colori alla carta da parati: quindi ho ripreso il viola e il grigio blu, due colori forti, che normalmente non useresti da soli, però così abbinati rendono lo spazio molto piacevole e accogliente. Introduce alla mia creatività. Qui dentro tutto parla veramente di me, c’è la mia storia, ci sono i dischi e c’è la console, di quando facevo il dj per divertirmi, non era una vera e propria professione, ma mi piaceva molto. E per me la musica resta importante: sarà importante nel negozio di Ravenna.”
Lo spazio è curato con pezzi d’arredo particolari e alcuni oggetti saranno anche in vendita.
“Sì. Non solo capi d’abbigliamento. C’è un signore che conosco, che per passione trova e restaura mobili e oggetti d’arredo. Ogni tanto ci troviamo e restauriamo poltrone e sedie e cose del genere, nel minimo dettaglio, senza cancellare la storia e il vissuto del manufatto, rivestendolo a nuovo e usando logicamente i miei tessuti.”
I capi di abbigliamento in vendita sono tutte sue creazioni?
“Sì, esclusivamente mie creazioni originali.”
Anche gli accessori?
“Per quelli e per la bigiotteria affido il lavoro a ragazze artigiane molto brave, a Milano.”
Lei è arrivato tardi a questo appuntamento con la moda, e si è fatto da solo. Lo stile è molto brillante e creativo, soprattutto per quanto riguarda la moda femminile.
“Preferisco vestire le donne. Sono più divertenti. Le donne più degli uomini sanno osare, andare oltre gli schemi e apprezzare la fantasia o un tocco di stravaganza.”
Ha qualche musa o nume della moda a cui si è ispirato? Sul cellulare ha un’immagine simbolo di Karl Lagerfeld.
“Lui è la storia della moda. Però ho imparato a conoscere la moda tramite Yohji Yamamoto, con quel taglio giapponese a righe molto semplici che magari venivano criticate invece sono le linee perfette per un abbigliamento femminile. Poi c’è Alexander McQueen che è stato un genio della creatività. In Italia c’è sicuramente Armani. Seguo e leggo i maestri della grande moda internazionale: restano sempre i miei riferimenti, io da loro imparerò sempre qualcosa.”
MR BETO è inglese, milanese o romagnolo? O tutte queste cose insieme?
“Sono un’inglese romagnolo. Mi sento metà inglese e metà italiano, anzi proprio metà romagnolo. Non sono milanese, ma a Milano sto benissimo. Ho tanti amici. E non posso stare senza Milano. Ma in Romagna, a Ravenna, ci sono le mie radici e qui mi sento a casa.”


