Faenza, forte temporale riaccende la paura alluvione: le fogne non reggono, nuovi allagamenti in diverse cantine
E’ bastato un forte temporale di un quarto d’ora per fare tornare l’incubo del rischio-alluvione in buona parte di Faenza. Annunciati con fulmini e tuoni a fungere da preavviso con una ventina di minuti di anticipo, i nuvoloni neri provenienti dalla collina hanno scaricato sulla città una notevole quantità di pioggia, in certi momenti di intensità superiore a quella vista tristemente il 2 e il 16 maggio. Il risultato è stato presto evidente in particolare ai traumatizzati abitanti delle zone più colpite in precedenza, che stanno faticosamente tentando di riprendersi: le fognature sia private sia pubbliche non reggono l’urto. Se il nubifragio fosse continuato un’ora anziché un quarto d’ora, adesso probabilmente staremmo a raccontare di nuovi pesanti allagamenti ai piani terra.
In tanti nei quartieri residenziali attorno a Via Lapi e nel Borgo hanno assistito all’avanzare dell’acqua sulle soglie dei garage e qualcuno anche oltre. Nel Borgo Durbecco si è vista Via Pellico trasformata in un fiume per interminabili minuti, mentre la zona di Via Cimatti con le strade collegate ha riproposto le scene di cantine e garage invasi dall’elemento liquido.
Rigurgito di acqua fognariaDiversi cortili si sono trovati allagati fino alla classica “scarpa d’acqua”, nelle strade si sono formati rivoli di acqua ancora fangosa che sono arrivati a coprire l’intera parte bassa di pneumatico delle ruote delle auto. Non pochi hanno pensato di spostare la propria vettura in una zona ritenuta sicura. Ma il fatto inquietante è stato constatare che dalle griglie degli scarichi fognari nei cortili della zona di Via Lapi di acqua ne saliva, gorgogliando, di uno strano colore grigio, mentre quella che era scesa dal cielo rimaneva… in attesa. Tutto questo in un quarto d’ora circa, durante il quale ha fatto la comparsa pure la grandine.
“Sono caduti dai 15 ai 27 millimetri di pioggia – afferma Luca Ortolani, assessore comunale a urbanistica, edilizia pubblica-privata, ambiente -: quasi peggio di quel terribile 16 maggio per quanto riguarda la sola acqua caduta dal cielo. Sono fenomeni che non hanno più il carattere della normalità, che quando si verificano dovrebbero trovare tubature di scarico larghe 80 centimetri e non 20. Significherebbe però rifare l’intera rete fognaria di Faenza…”.
I tecnici del Comune hanno interessato quelli di Hera per effettuare sopralluoghi e capire come ci si possa difendere nel caso in cui il nubifragio duri di più. “Purtroppo è un’eventualità da tenere in grande considerazione – conclude Ortolani -. Con un’ora di ‘bomba d’acqua’ come quella che abbiamo visto, avremmo avuto una porzione di città nuovamente allagata. Siamo stati tempestati di telefonate di cittadini preoccupati, siamo andati subito in Via Cimatti e in Via D’Azeglio dove abbiamo visto cantine nuovamente allagate. Imbarazzante constatare che dopo una quarantina di minuti stava tornando il sole con strade quasi asciutte e di nuovo il gran caldo”.
Mentre il fiume Lamone ha continuato a scorrere senza problemi e senza “impennate”, Faenza appare lontana dalla “ripresa”: in decine di strade sono ricomparsi cumuli di rifiuti provenienti dai disastri provocati dalle alluvioni in case le cui cantine sono state raggiungibili solo in questi giorni; in diversi condomini si sono visti/rivisti i camion cisterna delle ditte di spurghi.

