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Il meteorologo Randi smonta la tesi degli scettici, quelli per cui a luglio ha sempre fatto caldo: “sì ma c’è caldo e caldo e questo è anomalo”

Gratta gratta, sotto ogni scettico trovi un negazionista del clima. Quelli che “sì va bene, il clima cambia, però…”. In questi giorni la cosa banalmente più ripetuta è “sì va bene, il clima cambia, ma in luglio ha sempre fatto caldo…”. E pazienza se le statistiche dicono che l’anno scorso le ondate anomale di calore estive hanno fatto circa 62 mila morti in Europa. Pazienza se il 2022 è stato certificato come l’anno più caldo mai registrato in Italia da quando ci sono rilevazioni scientifiche, dalla seconda metà dell’Ottocento. Pazienza se il 2023 batterà probabilmente il 2022.

Niente, quelli che sanno tutto del clima (e in realtà credono di sapere tutto di qualsiasi cosa, perché non si fidano della scienza e degli specialisti in nessuna materia), negano, non ci credono e sottovalutano. Ne abbiamo sentite di tutti i colori anche sull’alluvione. Secondo costoro la crisi del clima non c’entra nulla. E quindi adesso fa molto caldo, ma è sempre stato così e cosa vuoi che sia l’anticiclone africano Caronte!

Su Facebook il noto meteorologo romagnolo Pierluigi Randi, Presidente di AMPRO l’Associazione dei professionisti del meteo, in questi giorni è tornato spesso sul tema del caldo estremo, per ridicolizzare le tesi “negazioniste”.

Oggi scrive: “Per i fanatici del “uffa, ma quante storie, ha sempre fatto caldo in luglio, e poi questi furbetti del climate change non citano mai il luglio 1952”. Eccolo lì il luglio 1952. A parte il fatto che sarebbe stato meglio considerare il luglio 1950 che fu ancora più caldo, comunque: 1) Luglio 1950 e luglio 1952, estremamente caldi per la loro epoca, furono però episodi isolati, e non certo in grado di rappresentare una tendenza, molto probabilmente legati alla variabilità interna. Due eventi singoli molto caldi affogati in una marea, prima e dopo, di mesi di luglio freschi (riferimento 1981-2010). 2) Entrambi non reggono il confronto con i mesi di luglio più caldi del periodo recente, e anche il luglio 1983, bello tosto, rimedia una magra figura. 3) Nel periodo recente si può cominciare a parlare di una tendenza, dato che dal 2000 i luglio “appena freschi” si contano sulle dita di mezza mano, e nel frattempo sono passati 23 anni, con almeno 5 di essi fuori dai gangheri, e il sesto è in corso.”

“Dunque: “ha sempre fatto caldo” è vero, ma c’è caldo e caldo; e il 1952 è meglio lasciarlo dov’è che non c’entra un fico secco.” conclude con la solita arguzia Randi, che allega un grafico dall’andamento inequivocabile.

Grafico

Dati ERA-5 Reanalysis, plotting Climate Reanalyzer; dominio Italia.

Tre giorni fa lo stesso Randi aveva scritto con un tocco di ironia: “La rovenza al servizio dell’utenza. Dopo il recente, e tutto sommato ancora attuale, antipasto, la prossima settimana – ma in realtà già da domenica – (quindi ieri per chi legge, ndr) arrivano primo, secondo, contorno, dessert, frutta, caffè e ammazza caffè. La solita mappa (Extreme Forecast Index: EFI, by ECMWF) che esprime la probabilità che si verifichino temperature massime anomale a 2 m dal livello del suolo è eloquente, e più che sull’anomalia si volerebbe verso l’estremo spinto (aree rosso scuro); sembra più coinvolto il centro-sud, ma anche al nord ci sarà poco da scherzare, in particolare sulla nostra regione. Possibile picco in Romagna il giorno 19. Nel periodo potremo puntare a qualche record di temperatura massima (ma perché no, anche minima) assoluta per il mese di luglio che quasi ovunque risale al remoto… ah già, 2022, lo scorso anno.”

Tabella

COSA FARE DI FRONTE A TEMPERATURE ESTREME

LE CITTÀ CON IL BOLLINO ROSSO