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Sicurezza stradale. Istat: nel 2022 in provincia di Ravenna 1.687 incidenti stradali, 2.183 persone ferite e, purtroppo, 40 decessi

Nel 2022 si sono verificati in Emilia-Romagna 16.679 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 311 persone e il ferimento di altre 21.676. L’anno 2022 è caratterizzato da una netta ripresa della mobilità e, come conseguenza, dell’incidentalità stradale. Rispetto al 2021 aumentano gli incidenti (+9,5%), i feriti (+10,5%) e le vittime (+10,7%), in linea con quanto avviene a livello nazionale dove le variazioni risultano leggermente più contenute sia per gli incidenti e i feriti (entrambi rispettivamente +9,2%) che per le vittime (+9,9%). E’ quanto emerge dal Report sull’incidentalità stradale è prodotta dall’Istat sulla base di una rilevazione di tutti gli incidenti stradali verificatisi sul territorio nazionale che hanno causato lesioni alle persone (morti entro il trentesimo giorno oppure feriti).

incidenti dati istat 2022

Per quanto riguarda la provincia di Ravenna nel 2022 sono stati 1.687 gli incidenti stradali, con 2.183 persone ferite. Purtroppo 40 persone sono decedute in seguito al sinistro. Il tasso di mortalità registrato nella nostra provincia è del 10,4 ( il più alto in Emilia Romagna dove la media si attesta sul 7,0 ). Nel 2021 gli incidenti erano stati 1.466, 33 i morti e 1.917 i feriti.  Guardando ad una forbice di tempo più in generale, tra il 2010 e il 2022, i decessi sono calati del -9,1 %.

L’Emilia-Romagna rispetto agli obiettivi europei

I Programmi d’azione europei per la sicurezza stradale, riferiti ai decenni 2001-2010 e 2011-2020, impegnano i Paesi membri a conseguire il dimezzamento dei morti per incidente stradale. Per il nuovo decennio di iniziative 2021-2030 gli obiettivi europei sulla sicurezza stradale prevedono l’ulteriore dimezzamento del numero di vittime e di feriti gravi entro il 2030 rispetto all’anno di benchmark (fissato nel 2019) e il monitoraggio di specifici indicatori di prestazione, Key Performance Indicators (sui temi: infrastrutture, veicoli, infrastrutture stradali, assistenza post-incidente), che l’Italia si prepara a fornire.

Nel periodo 2001-2010 le vittime della strada si sono ridotte in Emilia-Romagna del 51,0%, più della media nazionale (-42,0%); fra il 2010 e il 2022 si registrano variazioni, rispettivamente di -22,4% e -23,2%. Nello stesso periodo l’indice di mortalità sul territorio regionale diminuisce (da 2,0 a 1,9 deceduti ogni 100 incidenti), mentre quello nazionale non subisce variazioni (1,9 decessi ogni 100 incidenti).

Nel 2022 aumenta rispetto al 2021 (46,6%) in Emilia-Romagna l’incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani) periti in incidente stradale, attestandosi su un valore di 49,8% superiore alla media Italia (44,3%).

Guardando invece agli utenti vulnerabili secondo il ruolo che essi hanno avuto nell’incidente (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni), il loro peso relativo (sul totale dei deceduti) misurato nella regione si conferma inferiore a quello nazionale (46,6% contro 49,3%). Sempre tra 2010 e 2022 diminuisce in Emilia-Romagna l’incidenza di pedoni deceduti da 16,5% a 10,3%, mentre nel resto del Paese aumenta di poco, da 15,1% a 15,4%

Costi Sociali

Nel 2022 il costo dell’incidentalità stradale con lesioni alle persone è stimato in 17 miliardi e circa 900 milioni di euro per l’intero territorio nazionale (303,5 euro pro capite) e in oltre 1 miliardo e circa 750 milioni di euro (395,5 euro pro capite) per l’Emilia-Romagna; la regione incide per il 9,8% sul totale nazionale

Il rischio di incidente stradale

Tra il 2021 e il 2022 l’indice di lesività aumenta da 128,8 a 130,0 così anche l’indice di mortalità che passa da 1,8 a 2,2 decessi ogni 100 incidenti, mentre quello di gravità (misurato dal rapporto tra il numero dei decessi e la somma di decessi e feriti moltiplicato 100), rimane stabile a 1,4%.
L’incidentalità rimane alta lungo la costa e nei comuni capoluogo di provincia: ancora in evidenza le criticità della SS9, lungo la quale si registra il maggior numero di incidenti (272, 14 decessi e 400 feriti), e delle strade SS16, SS12 e SS253. L’indice di mortalità cresce nelle province di Parma, Reggio Emilia, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, diminuisce in quelle di Bologna e Ferrara ed è costante in quelle di Piacenza.

strade pericolose

Caratteristiche delle strade

Nel 2022 il maggior numero di incidenti (11.800, il 70,7% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 127 morti (40,8% del totale) e 14.503 feriti (66,9%). Rispetto all’anno precedente i sinistri aumentano su tutte le categorie di strada ma l’incremento maggiore si verifica sulle strade urbane (+10,4%), seguite dalle autostrade (+8,4%) e sulle altre strade (+7,2%). Gli incidenti più gravi avvengono sulle autostrade (4,5 decessi ogni 100 incidenti) e sulle strade extraurbane (3,6 decessi ogni 100 incidenti).

Sulle strade urbane il 44,6% dei sinistri stradali si verifica sui rettilinei, percentuale che sale al 56,6% sulle strade extraurbane. In ambito urbano gli incidenti che avvengono nei pressi di un’intersezione rappresentano il 20,8% del totale, seguono quelli in prossimità di un incrocio (19,3%), di una rotatoria (8,6%) e di una curva (5,7%). Lungo le strade extraurbane il 18,4% degli incidenti si verifica in curva, il 10,3% nei pressi di un’intersezione, il 9,0% di un incrocio e il 4,0% di una rotatoria.

I mesi e le ore più a rischio

Nel periodo gennaio-aprile si sono registrati in Emilia-Romagna 4.618 incidenti (27,7% del totale) mentre tra maggio e settembre, in coincidenza del periodo di maggiore mobilità per vacanze, se ne contano 7.900 (il 47,4% di quelli avvenuti durante l’anno), in cui hanno subito lesioni 10.369 persone (47,8%) e 142 sono decedute (45,7%).

L’86,6% degli incidenti ha avuto luogo tra le 8 e le 21 ma l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nella fascia oraria tra le due e le tre del mattino (6,1 morti ogni 100 incidenti), tra le tre e le quattro (7,3 morti ogni 100 incidenti), e tra le quattro e le cinque (5,1 morti ogni 100 incidenti) valori molto superiori alla media giornaliera (1,9) (Figure 6 e 7). Il venerdì e il sabato notte si concentrano il 43,3% degli incidenti notturni, il 38,6% delle vittime e il 46,0% dei feriti. L’indice di mortalità dei soli incidenti notturni è pari a 3 decessi ogni 100 incidenti.

I comportamenti a rischio e le persone coinvolte

La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (69,8%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (5.267 casi, 59 vittime e 6.932 feriti), seguita dal tamponamento (3.070 casi, 30 decessi e 4.627 persone ferite).

La tipologia più pericolosa è lo scontro frontale (4,8 decessi ogni 100 incidenti), seguono la fuoriuscita (3,9 decessi ogni 100 incidenti) e l’urto con ostacolo accidentale (3,8 decessi ogni 100 incidenti). Gli incidenti a veicoli isolati risultano più rischiosi, con una media di 2,8 morti ogni 100 incidenti, rispetto a quelli che vedono coinvolti più veicoli (1,5 decessi).

Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il procedere con guida distratta, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata). I tre gruppi costituiscono complessivamente il 45,0% dei casi. Considerando solo le strade extraurbane, la guida distratta incide da sola per il 30,2%, mentre l’elevata velocita per il 10,4% e il procedere senza mantenere la distanza di sicurezza per l’8,3%.

Il tasso di mortalità standardizzato è più alto per la classe di età 65 anni e oltre (10,8 per 100mila abitanti) e per quella 15-29 anni (7,7 per 100mila abitanti). I conducenti dei veicoli coinvolti rappresentano il 76,2% delle vittime e il 73,7% dei feriti in incidenti stradali, le persone trasportate il 13,5% dei morti e il 18,6% dei feriti, i pedoni l’10,3% dei deceduti e il 7,7% dei feriti. Il 59,4% dei pedoni rimasti vittima di incidente stradale appartiene alla classe di età 65+ mentre il 57,6% dei pedoni feriti ha più di 44 anni. Il tasso di lesività standardizzato è pari a 932,9 per la classe di età 15-29 anni, a 635,7 per quella 30-44 anni.

Generico novembre 2023