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Ravenna. Vannacci fa volare gli stracci in Tessere del ‘900. Ma Simonini difende la scelta: “lui incarna il boom della cultura di destra”

Si potrebbe dire che dove passa il generale Roberto Vannacci volano gli stracci. Il suo libro “Il mondo al contrario” ha fatto infuriare il Ministro della Difesa Guido Crosetto, perché rischia di gettare una luce opaca sul pensiero profondo e sulla cultura che circolerebbe nella pancia delle Forze Armate. Così Crosetto è intervenuto subito per fare il pompiere e spegnere l’incendio, dicendo in buona sostanza: Vannacci non esprime il pensiero corrente delle Forze Armate.

La recente nomina di Vannacci a Capo di stato maggiore del Comando delle forze operative terrestri ha poi messo in imbarazzo il solito povero Crosetto, che si è affrettato a dire che quella nomina non è una promozione. Intanto il generale vende migliaia di copie del suo libro e va in tour per l’Italia a presentarlo trovando schiere di fans pronti ad abbracciare il suo credo destrorso. Mentre la Lega lo corteggia apertamente per offrirgli un seggio alle europee, o dove vuole lui, scavalcando così a destra la destra della Meloni.

Sdoganare il politicamente scorretto fa litigare, mette in imbarazzo perfino il Capo dello Stato, difensore di un’idea di paese civile, che non vive d’odio ed è rispettoso di tutte le differenze e minoranze. Proprio quelle che il Vannacci disdegna, perché lui è propugnatore dei sacri valori della normalità, che poi non si sa bene cosa sia. Ma lui li propugna con grande enfasi. E la cosa funziona e paga. Chiamare i finocchi finocchi, e dire che non sono normali: che atto liberatorio per tanti poveri di spirito!

Ma siamo alla venuta a Ravenna di Roberto Vannacci, tornato nei luoghi della sua infanzia. Non deve essere stata poi così idilliaca come la descrive, se in età matura ha messo a fuoco pensieri così terra terra e – diciamolo – beceri, come quelli espressi nel suo pamphlet. Oggi siamo costretti a occuparci di lui perché dopo la sua conferenza organizzata da Tessere del ‘900 al Salone dei Mosaici che affaccia su Piazza kennedy c’è stato un mezzo terremoto nel comitato scientifico della stessa associazione presieduta da Piero Casavecchia, vice presidenti Maurizio Bucci e Andrea Folicaldi. La notizia è riportata oggi sul Corriere Romagna.

Il Comitato Scientifico che presiede alle scelte per le iniziative culturali proposte dall’Associazione è composto dalla Prof.ssa Beatrice Buscaroli, dal Prof. Arch. Alberto Giorgio Cassani, dalla Prof.ssa Emanuela Fiori, dal Prof. Ivan Simonini (Presidente) e dal Prof. Claudio Spadoni. Sicuramente due, ma forse tre, su cinque si sono dimessi – pare – inviando lettere di fuoco al Presidente Simonini, perché non condividevano né il merito né il metodo (per dirla tutta, si sarebbe trattato di una scelta calata dall’alto e non decisa dall’intero Comitato) con cui è stata organizzata la conferenza di Vannacci.

Da noi interpellato il Presidente del Comitato Ivan Simonini non vuole dichiarare più di tanto. Si limita a dire che sta cercando di verificare se i dimissionari siano due (Spadoni e Cassani, ndr) o tre (anche Fiori, ndr). Lui ha scritto ai dimissionari ma non intende rendere noto il contenuto della sua risposta. Aggiunge che la scelta di proporre Vannacci è motivata e pienamente difendibile: “Io non ero contrario quando la cosa è venuta fuori” dice “perché se uno si toglie gli occhiali ideologici, si accorge che la storia funziona per cicli. Negli anni ’70 ci fu un boom editoriale di Umberto Eco, cultura di sinistra, con “Il nome della rosa”. Poi ci fu quello di Susanna Tamaro, cultura di centro. Adesso c’è il boom editoriale della cultura di destra e il fatto che il personaggio che incarna questa cosa sia un generale è irrilevante. È il boom editoriale della cultura di destra.”

Quindi il boom di Vannacci secondo Simonini sarebbe espressione della nuova egemonia culturale della destra? “Questo mi pare eccessivo. – risponde – È vero che la cultura di sinistra è in crisi ma è ancora ben lontana dall’essere sconfitta dall’egemonia culturale della destra. Non mi sento di parlare di egemonia della cultura di destra. Anche perchè l’uomo (Vannacci, ndr) ha una sua fragilità, che poi è un suo punto di forza.”

Ma cosa c’entra il libro di Vannacci con l’Associazione Culturale “Tessere del 900”, che – leggo – ha l’obiettivo di raccontare il “mosaico del ‘900”, attraverso le arti, la cultura e gli uomini, che hanno contribuito a scrivere la storia del ventesimo secolo, partendo dai mosaici della Casa del Mutilato di Ravenna, a lungo nascosti e ora finalmente visitabili etc…etc…? “Se si legge lo Statuto si capisce che qualcosa ha a che fare.”

Non ha piuttosto a che fare con certe nostalgie del Novecento? “Se c’è uno che non incarna il pericolo fascista questo è Vannacci” risponde Simonini.

Ma il generale Vannacci ha solo messo insieme alla bell’e meglio una serie di luoghi comuni del politicamente scorretto, poteva farlo chiunque. Sappiamo tutti che quelle idee esistono e persistono nella società e soprattutto sui social.Ma le ha messe insieme lui. E ti pare poco? Se non c’era Dante Alighieri la Divina Commedia non l’avrebbe scritta nessuno” dice Simonini.

Professor Simonini che senso ha paragonare in modo assurdo e paradossale Dante a Vannacci? Si tratta di un libretto nemmeno scritto in bell’italiano, che mette insieme luoghi comuni e sciocchezze varie. “Non crederai mica che io l’abbia letto?! Sono andato a sentirlo perché volevo capire. Bisogna capire. Non si può definire una sciocchezza questo libro che in pochi mesi ha venduto 300-400 mila copie. Sai cosa avrebbe detto Antonio Gramsci?! Te lo dico alla prossima telefonata.”