Inaugurato a Casola Valsenio il Centro Studi dedicato a Benigno Zaccagnini. De Pascale: “Continuiamo a mantenerne viva la memoria”
Sabato 23 marzo è stato inaugurato a Casola Valsenio il Centro Studi dedicato a Benigno Zaccagnini.
“Continuiamo a mantenere viva la memoria di Benigno Zaccagnini, un uomo straordinario che ha contribuito a donare la libertà alla nostra comunità e poi a costruire la Repubblica- ha commentato il sindaco di Ravenna Michele de Pascale. – Ieri a Casola Valsenio abbiamo inaugurato il Centro Studi dedicato a lui, dove la sua preziosa biblioteca diventa patrimonio di tutti grazie al contributo dei suoi figli. La partecipazione del Professor Prodi ha reso questo evento ancora più emozionante. La giornata trascorsa insieme alla comunità casolana è stata anche l’occasione per ribadire l’impegno di tutta la Romagna per ricucire le ferite profonde che ha subito la nostra collina. I destini della pianura e della collina sono inscindibili e nessuno sarà lasciato solo”.
Si è svolta anche la cerimonia di intitolazione di una Via a Tina Anselmi, partigiana, insegnante, prima donna Ministro della Repubblica.
Il Presidente Nazionale ACLI Emiliano Manfredonia (Una delegazione delle ACLI Emilia Romagna era
presente) ha inviato un messaggio al Sindaco di Casola Valsenio Giorgio Sagrini, ai figli di Zac ”Livia, Carlo, Giovanni”, al Presidente Romano Prodi, al Sen.Aldo Preda:
“Care amiche, cari amici,
sono ben lieto di mandarvi il saluto e l’augurio mio e di tutte le ACLI per questo importante appuntamento che ricorda due figure centrali della storia del cattolicesimo democratico – e dell’Italia – quali sono stati Tina Anselmi e Benigno Zaccagnini.
Due figure che sentiamo vicine, sia per la loro giovanile militanza nella Resistenza, sia per la schietta appartenenza a quel filone sociale del movimento cattolico in cui ci inscriviamo anche noi, come fu il caso di Zaccagnini, che fu Ministro del Lavoro in un momento difficile per il nostro Paese come quello a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, e come fu quello di Tina Anselmi, attiva militante sindacale, fra i fondatori della CISL e poi prima donna ad essere nominata Ministro della Repubblica legando il suo nome a riforme epocali sia al Lavoro che alla Sanità.
Soprattutto per loro, che avevano combattuto da coraggiosi, era importante la tutela della pace e della democrazia, un richiamo importante in un momento come questo in cui si parla con molta libertà di un possibile ricorso alla guerra, quella che la Costituzione, che Zaccagnini contribuì a scrivere e che Anselmi difese, esplicitamente ripudia come strumento di risoluzione delle controversie internazionali.
Il loro esempio di dedizione, di disinteresse personale, di profondo legame con il popolo, con la terra da cui provenivano deve essere per tutti noi uno stimolo a fare sempre meglio il nostro lavoro di animatori sociali, di formatori, di testimoni dei valori propri dell’insegnamento sociale della Chiesa in una realtà complessa, diversa da quella in cui operarono Anselmi e Zaccagnini, che richiede ogni giorno capacità di discernimento e una vera intelligenza del cuore. A questo siamo chiamati nel ricordo dei nostri maestri, e questo vogliamo testimoniare nella nostra azione quotidiana”.

