CRONACA
|Il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli ha testimoniato oggi in aula a Ravenna al processo “Radici”
Questa mattina il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli è stato chiamato a testimoniare a Ravenna nell’ambito del processo “Radici” dove il Comune di Cesenatico si è da subito costituito parte civile. Il filone romagnolo del procedimento è nato da un’indagine della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato con i reati contestati di associazione a delinquere, bancarotta, autoriciclaggio, intestazione fittizia ed estorsione.
Sono 24 gli imputati nel filone romagnolo del procedimento. Oltre una trentina i rinvii a giudizio complessivi, con un patteggiamento e due condanne in abbreviato. Analogo processo è in corso a Modena.
Associazione a delinquere, bancarotta, autoriciclaggio, intestazione fittizia ed estorsione. Questi i reati contestati, in alcuni casi con l’aggravante del metodo mafioso.
Alla base dell’inchiesta, l’apertura di una serie di attività commerciali lungo la costa romagnola, nel ramo della ristorazione, dolciario ed edile. Investimenti illeciti, secondo gli inquirenti, realizzati con i soldi delle cosche ‘ndranghetiste calabresi dei Piromalli e dei Mancuso. Sotto la lente, tra l’altro, una società emiliana che acquisiva le attività commerciali in Romagna per poi portarle al fallimento.
Il sindaco Matteo Gozzoli e tutto il Comune di Cesenatico sono stati parte attiva nel denunciare gli episodi segnalati da vari cittadini nel 2018. Insieme al primo cittadino – che ha risposto alle domande del Pubblico Ministero e degli avvocati difensori – sono stati sentiti in aula anche agenti della Polizia Locale, componenti delle forze dell’ordine e privati cittadini.
Presenti in aula ad assistere all’udienza il vicesindaco Lorena Fantozzi, l’assessore Emanuela Pedulli, una rappresentanza della maggioranza consiliare, esponenti di Libera e Legambiente.



