Scoperta a sud di Classe una villa romana del primo secolo
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Ai confini sud di Classe, vicino allo svincolo della Ss16 Adriatica nei pressi della Torre Radar Enav, è stata scoperta una villa signorile romana del primo secolo d.c., risalente all’età imperiale. Secondo gli esperti si tratta di una tra le scoperte archeologiche più interessanti degli ultimi trent’anni e caratterizzata da impianto termale, dimora per la servitù, e zone per gli animali.
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Ieri, sabato 8 giugno, è stata svolta una visita pubblica al cantiere “Il passato torna a galla” con gli archeologi della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, in collaborazione con Snam Rete Gas e con la ditta archeologica GEA.
Si tratta di un cantiere di scavo originato dalla procedura di archeologia preventiva condotta per i lavori del Metanodotto Ravenna mare – Ravenna terra su committenza Snam, successivamente ampliato per il passaggio in aderenza e parallelismo del Metanodotto di collegamento fra la nave rigassificatrice BW Singapore, che entrerà in esercizio al largo di Ravenna nel 2025, e la rete nazionale di trasporto del gas.
Le attività di scavo, avviate a luglio 2023, sono tutt’ora in corso e si estendono su un’area piuttosto ampia. Sono state messe in luce numerose strutture, in buono stato di conservazione, riferibili a una villa extraurbana dotata di impianto termale e databile agli inizi dell’età romano-imperiale. Sui livelli di distruzione di questo imponente edificio venne poi edificata nel V-VI sec. d.C. una chiesa, della quale sono ancora ben visibili la pianta con le fondazioni murarie e qualche lacerto pavimentale.
«Un’importantissima scoperta archeologica, che aggiunge un ulteriore tassello alla storia del territorio di Classe – spiega il Soprintendente Federica Gonzato –, nata da esigenze di carattere pubblico e dall’applicazione della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, prevista dalla normativa. L’apertura straordinaria del cantiere, che consentirà eccezionalmente alla cittadinanza di “toccare con mano” questi rinvenimenti, è resa possibile grazie alla collaborazione e alla disponibilità che da sempre animano i rapporti tra l’Ufficio da me diretto e Snam Rete Gas, una Società che ha in più occasioni dimostrato grande attenzione per gli aspetti archeologici.»






