Logo
De Pascale invita il ministro Sangiuliano a Ravenna per decidere il destino della villa romana di Classe

Il ritrovamento di una villa signorile romana del primo secolo d.C. durante gli scavi del cantiere per il Metanodotto Ravenna mare – Ravenna terra su committenza Snam, vicino allo svincolo della Ss16 Adriatica nei pressi della Torre Radar Enav, è stato oggetto del consiglio comunale di ieri, martedì 18 giugno, di un question time di Renato Esposito (Fratelli d’Italia) che ha chiesto di non ricoprire lo scavo e ha parlato, citando l’associazione Italia Viva, di un vero e proprio delitto.

L’assessore alla cultura Fabio Sbaraglia, nel corso della sua replica, ha spiegato che tutto ciò che viene rinvenuto è di proprietà del demanio o del patrimonio indivisibile dello Stato e, pertanto, spetta solo allo Stato valutare la migliore forma di tutela, tenendo conto degli aspetti logistici, economici e qualitativi, e decidere se ci siano le condizioni per un recupero fruibile dal pubblico.

“Il Comune – ha affermato Sbaraglia – non può e non vuole sostituirsi agli enti competenti in materia. Tuttavia, abbiamo garantito la piena disponibilità a collaborare, anche grazie a un accordo di valorizzazione recentemente rinnovato con il Ministero della Cultura”.

“A causa del ricco potenziale archeologico dell’area accanto all’antico porto di Classe, in parte già fruibile e in parte ancora no – continua Sbaraglia -, abbiamo inviato, il sindaco e io, una lettera al ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, in cui lo invitiamo a Ravenna per prendere visione dello scavo e dell’intera area archeologica, al fine di valutare l’avvio di una campagna di scavi importante che coinvolga tutta l’area”.