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Le 3 proposte di Elena Ugolini per la sicurezza del territorio: manutenzione ordinaria di fiumi e fogne, opere infrastrutturali e un centro di formazione di competenze

Elena Ugolini, candidata civica alla guida della Regione Emilia-Romagna, appoggiata dal centrodestra, era a Ravenna oggi 25 ottobre per presentare i 4 candidati della sua lista Rete Civica per la provincia di Ravenna. Ha inaugurato anche il comitato elettorale al numero 8 di Via Maggiore, appena fuori Porta Adriana, a fianco della farmacia e in angolo con Via Fiume Abbandonato.

I quattro candidati sono due donne e due uomini. Benedetta Mercati è insegnante, toscana di origine e ravennate di adozione, impegnata soprattutto sul tema dell’educazione e dei giovani. Cristina Tassinari, di Alfonsine, consigliera di minoranza nel suo comune, è stata insegnante e poi dirigente finanziaria per un grande gruppo privato. Il suo impegno prioritario sarà sul versante del controllo della spesa pubblica perché, dice, oggi la Regione spende male. Massimo Zoli, faentino, manager di spettacoli e produttore teatrale, è consigliere comunale di minoranza con una lista civica faentina, deluso dalla politica dei partiti. Si è candidato pensando a suo nipote di sei mesi, “l’ho fatto per lui”, ha dichiarato. Infine Claudio Fiocco, ravennate, tecnico al petrolchimico, ha parlato dei grandi progetti legati al porto strozzati però dalle carenze infrastrutturali di Ravenna (“le infrastrutture sono ancora quelle degli anni ’50”).

Elena Ugolini

Ma veniamo alle dichiarazioni di Elena Ugolini, che per prima cosa ha parlato dell’affluenza al voto, manifestando preoccupazione. Alle prime elezioni regionali del 1970 votò il 98% degli elettori, mentre ultime regionali ha votato il 67% degli aventi diritto, “oggi c’è troppa distanza fra i cittadini e la politica”. Inoltre. ha detto Ugolini, “anche adesso in tanti non sanno ancora che si vota il 17 e 18 novembre per la Regione e tanti, soprattutto i giovani, non conoscono cosa fa la Regione e quali sono le importanti prerogative che la Regione ha rispetto alla vita quotidiana delle persone. La Regione incide sulla sanità, sulla scuola, sulle infrastrutture, sullo sviluppo economico, sulla vita di chi ha fragilità e disabilità.”

Ha parlato delle sue liste Rete Civica composte da candidati dei territori fatte per “valorizzare le competenze e le professionalità”“La nostra sfida è presentare un progetto che riavvicini la gente alla politica, costruire un progetto di bene comune – ha aggiunto – per non assistere come sonnambuli – come ha detto il Censis – a quello che accadrà, senza prendere parte. Noi vogliamo prendere parte. Vogliamo che la Regione cresca e abbia un futuro. Vogliamo che i giovani restino e mettano su famiglia. Vogliamo essere curati bene. Vogliamo avere un’istruzione di qualità. Vogliamo poter aiutare le famiglie, andando oltre quello che viene già fatto. Nella nostra Regione c’è oggi una politica assistenziale per le famiglie più povere, è giusto che venga fatta, ma il ceto medio è trascurato. Con uno o due figli o con un malato in casa, anche le famiglie del ceto medio vanno in crisi e vanno aiutate.”

Facendo riferimento alla crisi demografica (“abbiamo avuto una riduzione delle nascite del 30% negli ultimi 15 anni”), Ugolini ha detto che servono politiche che sostengano le famiglie, che aiutino a conciliare tempi di lavoro e tempo di cura dei figli, perché per me “la priorità sono i bambini, i giovani, il futuro, lo sviluppo, una vita buona per tutti e la cura del nostro territorio”.

Elena Ugolini

A questo proposito, Elena Ugolini ha illustrato le sue proposte per la messa in sicurezza del territorio colpito da due anni di alluvioni, frane, dissesto.

“Io abito in un territorio che è stato recentemente colpito; sabato sera non sono riuscita ad arrivare a casa di notte perché ero fuori Bologna e ho trovato la strada per il rientro impraticabile. – ha detto – Capisco benissimo i problemi che ci sono all’interno della nostra regione e ci sono tre punti su cui dobbiamo lavorare. Il primo è la manutenzione ordinaria dei fiumi, degli affluenti e dei torrenti che da 30 anni non viene fatta. Questo è un dato. Dicono che non bisogna essere polemici. Però io penso che si debba dire la verità: da 30 anni, e questo si può chiedere a tutti gli agricoltori della pianura, della collina e della montagna, nessuno si prende più cura dei corsi d’acqua. Abbiamo i letti dei fiumi che hanno una portata ridotta dal 30 al 50%. Nella prima alluvione del maggio 2023 c’era il problema di argini fragili per la presenza di animali fossori, 7 argini su 10 si sono rotti per questo motivo. E poi c’è il tema dei tronchi che hanno ridotto ulteriormente la possibilità dell’acqua di fluire. Molte aree interne della collina e della montagna sono abbandonate, i canali di un tempo sono ostruiti o chiusi e quindi l’acqua ha preso velocità ed è arrivata a valle con una forza incredibile. Infine, nella manutenzione ordinaria dobbiamo mettere anche la questione delle fogne e di tutti gli scoli all’interno delle nostre città che non reggono più la dimensione delle piogge attuali. Anche le aziende che si occupano di queste cose devono reinvestire parte degli utili nella manutenzione del sistema fognario.”

Il primo punto è per Ugolini quello delle manutenzioni in senso lato, il secondo riguarda invece la realizzazione delle infrastrutture, “vasche di laminazione, invasi, dighe, allargamento dei fiumi.”

“Bisogna costruire delle infrastrutture che permettano di ridurre la velocità dell’acqua quando arriva a valle e dobbiamo allargare l’alveo dei fiumi: cioè significa fare delle opere che avremmo dovuto fare già dai primi anni 2000, c’erano dei progetti di costruzione di invasi che non sono stati realizzati. Noi viviamo un ritardo nella costruzione di opere infrastrutturali che permettano il governo vero delle acque. La Corte dei Conti venerdì scorso ha detto che noi abbiamo speso solo il 10% di quello che è arrivato nel 2023 contro il dissesto idrogeologico. – ha detto Ugolini – Noi facciamo fatica a spendere anche i soldi che abbiamo, ma poi ce ne vorranno tanti in più se vogliamo mettere in sicurezza il territorio.”

Al terzo punto Ugolini mette le competenze, “cioè noi dobbiamo ricostruire le competenze tecniche, dagli operai ai geologi ai tecnici e super tecnici agli ingegneri idraulici per avere le aziende capaci di fare bene i lavori, perché ci sono lavori che abbiamo fatto e che sono crollati davanti alla prima pioggia. – ha dichiarato – La mia proposta è di creare un polo di ricerca e formazione per avere tutte le competenze che servono per la messa in sicurezza del territorio, perché poi le competenze non è che si fanno da un giorno all’altro. Io penso sia una sfida molto complessa, però dobbiamo partire da quello che possiamo fare subito, da qui al 17 novembre, quello che si può fare a tempo durante quest’inverno e la prossima estate, ma poi dobbiamo mettere in campo, ovviamente, delle opere da progettare ed eseguire da qui a tre-cinque anni.”

Alla domanda che cosa pensa Ugolini della proposta di de Pascale che sia il Presidente della Regione ad avere l’autorità e la responsabilità di fare questo lavoro di ristrutturazione del territorio quando finirà il mandato del generale Figliuolo il 31 dicembre prossimo, la candidata ha risposto così:“Penso che sia giusto che ci siano persone competenti che guidino questa riorganizzazione degli enti e che si devono occupare del dissesto idrogeologico. Io stimo il Generale Figliuolo, penso che sia un servitore dello Stato che faccia e abbia fatto tutto il possibile per modificare le cose e riuscire ad accrescere l’aiuto ai cittadini e alla nostra regione. Quindi io penso che questo non sia un problema dirimente, penso che il problema dirimente sia avere persone competenti per rivedere il disegno complessivo. Noi dobbiamo capire chi fa che cosa e mettere persone capaci a capo degli enti che devono presidiare il territorio e fare i lavori sia di manutenzione ordinaria che di costruzione delle infrastrutture. Persone competenti, questo io penso sia il primo problema.”

“Farei una commissione, un gruppo di lavoro che da subito, con i migliori esperti del settore, pensi a come riorganizzare gli enti e affidare i compiti, in modo tale che sia chiaro chi fa che cosa. Con urgenza, perché non abbiamo tempo” ha concluso, ricordando poi la posta in gioco il 17 e 18 novembre: “Sono confidente sulla possibilità di un cambiamento in Regione dopo 54 anni, con una donna alla presidenza per la prima volta. Per costruire l’alternanza che è il sale della democrazia ma che qui non c’è mai stata.”