Post elezioni dell’Emilia-Romagna. Fusignani (Pri) sull’area riformista: l’Edera si è impegnata altri meno, vogliamo rinnovare l’asse col PD a Ravenna
Una volta, quando due partiti si mettevano insieme in chiave elettorale, l’aggregazione veniva chiamata bicicletta. In tempi più recenti le ruote o liste aggregate sono diventate anche tre, quattro o più, quindi il nome da attribuire a questo genere di raggruppamento è più difficile da individuare. Generalmente tutto ciò in chiave elettorale non paga e qualche elettore (o molti elettori, a seconda dei casi) si perde per strada. La somma elettorale non è mai una somma algebrica.
Questa cosa è tanto più vera per Emilia-Romagna Futura, il rassemblement riformista che si è presentando a sostegno di Michele de Pascale mettendo insieme Pri, Psi, Azione e +Europa. Su scala provinciale ha ottenuto 2.930 voti (il 2,27%) mentre nel comune di Ravenna ha avuto 1.612 voti (il 3,12%). Che le cose non siano andate bene o come dovevano andare è consapevole il segretario regionale repubblicano Eugenio Fusignani, che almeno si consola con un alto numero di preferenze personali: 714 su 2.930 voti in provincia, praticamente ogni 4 votanti per la lista uno ha scritto Fusignani sulla scheda. E nel comune di Ravenna questa percentuale sale al 33%. Magra consolazione.
L’Edera è comunque soddisfatta del risultato della coalizione. Fusignani si aspetta grandi cose per Ravenna con la presidenza di Michele de Pascale e per quanto riguarda il futuro non prevede alcun cambiamento di rotta per il PRI: sarà fondamentale l’asse con il PD alle amministrative di Ravenna, mentre per l’alleanza riformista si potrà andare avanti a livello nazionale purché tutti ci credano e lavorino di conseguenza.
L’INTERVISTA
Fusignani, immagino lei non si aspettasse un risultato straordinario, ma come valuta il voto ed è deluso dall’esito delle urne?
“Intanto mi faccia dire che la coalizione guidata da de Pascale ha dato una grande prova. Il Partito repubblicano saluta con grande entusiasmo la sua elezione. Che il presidente della Regione sia il nostro sindaco è un fatto positivo per la Romagna e in particolare per Ravenna, pur nella consapevolezza che il presidente della Regione è il presidente di tutta la Regione e non il sindacalista del territorio. Ma la sua presidenza avrà conseguenze benefiche, per le capacità del sindaco, per la sua conoscenza della realtà e delle esigenze della Romagna e soprattutto di Ravenna. Quindi questo è motivo di grande soddisfazione.”
Mi dica del vostro risultato.
“Per quello che riguarda la nostra lista, debbo dire che noi abbiamo cercato di mettere in pista un progetto che è prima di tutto un progetto nazionale, cioè cercare di strutturare un’area – dopo la fine del Terzo Polo – mettendo insieme il mondo liberal-democratico, laico-repubblicano, riformista ed europeista. Il risultato ottenuto non è stato assolutamente soddisfacente e dovremo fare delle valutazioni. Per noi questo non era un semplice cartello elettorale ma un vero e proprio progetto politico. I progetti politici, però, possono andare avanti o si può decidere di abbandonarli. E comunque si deve decidere di fare sempre tesoro delle esperienze, positive e negative.”
È un fatto che quando il PRI si presenta col suo simbolo va meglio.
“Il voto repubblicano stavolta era individuabile solo attraverso le preferenze e le preferenze che ho ottenuto dimostrano che il PRI più di altri si è speso per il progetto. Aggiungo che questo voto rafforza in generale la coalizione che regge il Comune di Ravenna e rafforza di conseguenza anche la posizione dell’area laica, liberaldemocratica e riformista, ma quest’area senza i repubblicani a Ravenna non esiste, e su questo non uso mezzi termini. La presenza PRI rafforza anche il nuovo candidato sindaco che ci appresteremo a votare.”
Quindi come Partito repubblicano non cambia niente sul fronte delle amministrative di Ravenna dopo il voto regionale?
“No. Allora se posso – ma non è per togliermi dei sassolini dalle scarpe, perché non ha senso – faccio notare che a Ravenna la lista unica ha preso il 3,12%. Se tutte le realtà avessero lavorato come ha lavorato l’Edera a Ravenna, oggi saremmo qui a parlare di un risultato diverso. Va poi tenuto conto anche della fuga dal voto, perché questa non è un’astensione, è una vera e propria fuga dal voto e su questo ci si dovrà interrogare, tutta la politica dovrà farlo, non solo noi. Ma ripeto, se ci fosse stato un altro impegno da parte di tutti, oggi saremmo qua a parlare di un risultato forte dell’area laica liberale democratica, eccetera, eccetera, avremmo un consigliere regionale pieno e faremmo delle altre valutazioni, probabilmente avremmo potuto contare su un assessore regionale.”
Nel 2021 in comune a Ravenna, quando vi siete presentati da soli, voi avete preso più del doppio dei voti e il 5,2 per cento, quindi vi conviene andare da soli con il vostro simbolo. Farete così?
“Le somme algebriche in politica non funzionano e poi sappiamo che ogni livello istituzionale e ogni competizione elettorale dà dei risultati diversi. La costante che vedo è questa: qui la credibilità di quell’area è la credibilità del Partito repubblicano, degli uomini e delle donne che lo rappresentano, questa è la costante.”
Quindi faccio una traduzione al volo: va bene il progetto liberaldemocratico, laico, riformista ma qui deve essere il Partito repubblicano a mandare avanti la barca.
“Come ho già detto, senza il Partito repubblicano quell’area non esiste a Ravenna. Ma il PRI è autonomo nella decisione di correre da solo o meno a livello locale. Se si vuole continuare nel progetto aggregativo d’area bisogna avere le idee chiare. E comunque questo è un progetto che riguarda il livello nazionale. A livello locale cambia tutto.”
Quindi non esclude affatto che il PRI si presenti col suo simbolo alle amministrative di Ravenna?
“Non lo escludo affatto. Sarà oggetto di valutazione nel dopo voto.”
Si fanno molte chiacchiere sulla reggenza a Ravenna dopo l’elezione di de Pascale in Regione. Avete raggiunto un accordo su chi guiderà l’amministrazione fino al voto di primavera?
“Come ho già detto, noi abbiamo contribuito al successo di de Pascale a Ravenna e abbiamo stretto un patto con lui e il PD, abbiamo il vicesindaco, per noi resta valido quel patto. Il nostro ruolo è quello di essere la seconda gamba della coalizione. Questo mandato de Pascale prevedeva un sindaco del PD e un vicesindaco del PRI, e per noi resta valido quello.”
Mi pare di capire che, al di là della reggenza, a voi interessa ristabilire l’asse PD-PRI anche per la futura amministrazione?
“Esattamente. A noi non interessa chi regge per qualche mese, ci interessa che si facciano le cose previste dal programma sottoscritto. E che si rinnovi l’alleanza amministrativa con l’asse PD-PRI. Il resto sono chiacchiere.”


