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Domenica mattina, 24 novembre, i comitati degli alluvionati romagnoli sono scesi in Piazza del Popolo a Ravenna per chiedere risposte concrete e interventi urgenti per la messa in sicurezza del territorio. L’obiettivo della manifestazione, apolitica e apartitica, è stato quello di sensibilizzare le istituzioni sul tema dei rimborsi per i danni subiti e sulla carente manutenzione delle infrastrutture idriche, a seguito delle promesse non mantenute dopo l’alluvione del maggio 2023.

La manifestazione è iniziata con un minuto di silenzio per commemorare le 18 vittime delle alluvioni che hanno colpito il territorio. A seguire, sono intervenuti 14 alluvionati e rappresentati dei comitati romagnoli, che hanno condiviso la loro sofferenza e le difficoltà quotidiane. “La casa è la vita e l’acqua e il fango che la inondano sconvolgono la tua stessa esistenza”, ha raccontato uno dei partecipanti, spiegando come la situazione abbia cambiato radicalmente la vita dei residenti.

“Poi arrivano i politici con le loro promesse di rimborsi e cambiamenti. Ma, dopo 18 mesi in cui non succede nulla, continua il terrore che accada di nuovo, con la speranza che questa volta rompa da un’altra parte. Inutile nascondersi, se piove, arrivano paura e angoscia“, ha continuato un altro manifestante.

Le parole di chi ha vissuto la calamità sono state cariche di frustrazione per la mancanza di azioni concrete. “Vogliamo sapere perché, dopo 18 mesi, siamo ancora così. Si può vivere in questo modo? Di chi sono le responsabilità?”, è stato l’appello più forte.

Vogliamo un tavolo unico, con progetti e programmi chiari, con un cronoprogramma preciso e con un impegno esplicito a risolvere i problemi di sicurezza idraulica e di gestione del territorio: chi fa cosa e quando”, hanno esortato. Tra le richieste, la creazione di un sistema di monitoraggio pubblico in grado di garantire trasparenza sui progressi dei lavori.

È stata suggerita la creazione di una “bacheca pubblica” sulla stampa locale dove tutti possano vedere se le promesse vengono mantenute e un “diario della ricostruzione”, uno spazio trasparente che permetta di rendere conto in modo continuo dell’avanzamento delle opere.

Sulla partecipazione inferiore alle aspettative, i comitati hanno sottolineato che, purtroppo, questa può essere spiegata dalla percezione che in città non ci sia stata tanta acqua, e chi non ha vissuto in prima persona l’alluvione non può comprendere fino in fondo la portata del problema. “Bologna ha dimostrato che nessuno è al sicuro”, ha concluso un manifestante, facendo riferimento agli eventi che hanno colpito anche il capoluogo regionale.

La manifestazione si è conclusa con l’impegno dei comitati a non mollare e a continuare a chiedere risposte concrete per la sicurezza del territorio e il benessere delle persone che lo abitano.

Manifestazione alluvionati 24.11.2024 Ravenna
Manifestazione alluvionati 24.11.2024 Ravenna
Manifestazione alluvionati 24.11.2024 Ravenna