Logo
Quadruplicamento ferroviario Bologna-Castel Bolognese: chiuso il dibattito pubblico, ma la scelta del tracciato ancora non c’è
I tracciati proposti da RFI

La fase del Dibattito Pubblico sulla realizzazione del cosiddetto “quadruplicamento ferroviario” tra Bologna e Castel Bolognesesi è chiusa oggi, martedì 28 gennaio, ma una soluzione condivisa sul progetto sembra tutt’altro che a portata di mano.

Una cosa è certa: l’investimento da 3 miliardi e mezzo è fondamentale per il territorio e non ce lo si può far scappare. Su questo tutti gli enti locali sono concordi. Ma su come andare a realizzare l’opera nella pratica, e dunque sulla scelta del tracciato, c’è molta più perplessità.

“Come enti locali – commenta il sindaco di Castel Bolognese, Luca Della Godenza – produrremo le nostre osservazioni, ma il peccato originale del dibattito pubblico sta nell’aver messo sul piatto i tre tracciati, senza prima aver coinvolto gli enti locali, che conoscono limiti e potenzialità del territorio, anche perché stiamo parlando di un’opera che può avere un altissimo impatto”.

Le tre diverse ipotesi di tracciato, avanzate da RFI, non convincono i sindaci: “O si fa in affiancamento alla linea storica – continua Della Godenza -, che per noi sarebbe la scelta migliore, meno impattante per i territori, oppure in adiacenza all’autostrada, ma non a due chilometri di distanza”.

Per i sindaci è fondamentale che l’opera definitiva possa porsi in piena interconnessione con la linea di Ravenna e del suo porto, con gli scali merci di Faenza e Lugo, con la linea storica Bologna-Rimini, oltre che con l’autostrada: “Altrimenti l’impatto – commenta Della Godenza – rischia di avere più pro che contro”.

Anche perché, si dovrà andare a parlare di terreni da acquisire, quindi di espropri e non sarà una partita semplice. “In ogni caso, siamo politici, prenderemo le decisioni che ci saranno da prendere, ma vogliamo essere coinvolti direttamente. Non chiedo proroghe, ma che cambi l’approccio alla questione. Ho visto nell’assessora Priolo (Irene Priolo, assessora regionale ai Trasporti, n.d.r.) l’approccio giusto, crediamo che la Regione sia il soggetto principe per tenere le redini di questo progetto: conosce i territori e interloquisce con gli enti locali”.