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Manifestazione per potenziamento linea ferroviaria Faentina. Massimo Isola: “Situazione inaccettabile, serve un piano strutturato”

Durante la manifestazione a Borgo san Lorenzo è stato presentato e sottoscritto un Manifesto

Questa mattina, 2 febbraio, nel piazzale della stazione ferroviaria di Borgo san Lorenzo si è tenuta la manifestazione a sostegno del potenziamento della linea ferroviaria Faenza-Ravenna-Firenze, a cui hanno partecipato molti sindaci, rappresentanti delle municipalità lungo la linea ferroviaria Firenze-Faenza, delle Regioni Toscana ed Emilia-Romagna e tantissimi pendolari e Comitati dei viaggiatori che negli anni si sono costituiti per chiedere interventi sulla linea ferroviaria.

Tra gli altri, al momento di Borgo san Lorenzo è intervenuto anche Massimo Isola, sindaco di Faenza e presidente dell’Unione faentina: “Siamo qui oggi per portare la voce di migliaia di cittadini che vivono al di là dell’Appennino. La linea ferroviaria che ci collega porta il nostro nome: si chiama ‘la Faentina’ perché il 23 aprile 1893 venne inaugurata questa tratta straordinaria che permise per la prima volta al treno di raggiungere il cuore della nostra città, Faenza. Firenze, all’epoca, modificò addirittura la sua stazione e ridisegnò parte del tessuto urbano per dare importanza a questa connessione. Un segnale chiaro di quanto fosse fondamentale allora e lo sia ancora oggi, per noi, mantenere un legame solido con Firenze e con l’intero sistema ferroviario nazionale”.

“Oggi, però, ci troviamo di fronte a una realtà inaccettabile – ha sottolineato Isola -. La nostra ferrovia è stata abbandonata a una precarietà imbarazzante: frequenze insufficienti, mezzi obsoleti, infrastrutture inadeguate. Una condizione che penalizza gravemente chi vive l’Appennino, negando diritti fondamentali come il diritto allo studio, alla salute, alla mobilità e al lavoro. Se non mettiamo in condizione gli studenti dell’Appennino di vivere l’esperienza scolastica come i loro coetanei della via Emilia, non stiamo solo parlando di un servizio carente, ma di una disparità di diritti”.

“L’alluvione che ha colpito il nostro territorio ha solo reso ancora più evidente questa fragilità. Da Marradi a Faenza abbiamo contato migliaia di frane, un disastro che ancora oggi condiziona la nostra vita quotidiana, generando paura e sconforto. Quelle ferite lasciate aperte sono il simbolo dell’indifferenza con cui il nostro territorio è stato trattato” ha spiegato.

“Dopo due anni, la ricostruzione non è ancora partita e noi ci troviamo ogni giorno a dover consultare il meteo per decidere se sia possibile mandare i nostri figli a scuola o raggiungere il posto di lavoro. Non possiamo più accettarlo. Abbiamo bisogno di un piano strutturato di sviluppo e ricostruzione, di investimenti concreti sulla mobilità ferroviaria. In un Paese moderno, il treno è sinonimo di progresso, eppure in Italia, fanalino di coda in Europa su questo tema, la modernità sembra un concetto lontano. Non è più tempo di divisioni, di scaricare responsabilità o di nascondersi dietro la burocrazia. È tempo di agire. La nuova struttura commissariale deve essere in grado di avviare immediatamente i lavori necessari per garantire una ferrovia efficiente, sicura e moderna. Tutti insieme dobbiamo cambiare le cose. E possiamo farlo” ha concluso Isola.

Durante la manifestazione è stato presentato e sottoscritto unitariamente il “Manifesto per la Faentina”, un documento che raccoglie le istanze di cittadini e istituzioni, con l’obiettivo di migliorare il trasporto ferroviario sulla tratta.

MANIFESTO PER LA FAENTINA

La Ferrovia Faentina, completata e inaugurata nel 1893, è un’opera che nei suoi anni di servizio è diventata un tratto identitario dei territori attraversati, ha accompagnato e creato legami lavorativi e affettivi, permettendo alle comunità di spostarsi, ai pendolari di muoversi e agli studenti di frequentare le scuole. Collegando Faenza a Firenze, la Faentina ha consentito e consente la connessione della Toscana con l’Emilia Romagna. In più, attraverso la Ferrovia Ravenna-Faenza e la “Leopolda” Firenze-Pisa-Livorno, l’Adriatico è collegato al Tirreno. Oltre alla necessità sociale di garantire a tutti l’accesso a un servizio di trasporto pubblico efficiente, rilanciare la Faentina contribuirebbe a ridurre l’uso del mezzo privato, migliorando la qualità dell’aria, nel rispetto degli obiettivi europei e nazionali di decarbonizzazione dei trasporti (cit. Fit for55 e PNIEC).

La Faentina è invece una linea ferita: in primo luogo, a causa dei disagi dovuti a ritardi, soppressioni e altre problematiche. Riporta, inoltre, ferite in senso letterale, in quanto profondamente colpita dagli eventi alluvionali del maggio 2023, che hanno generato numerose frane nella tratta Marradi-Faenza.

Da qui, la necessità di questo “Manifesto per la Faentina”. Un Manifesto vero e proprio, con impegni precisi, alcuni attuabili da subito e altri più strutturali. Ma anche “Manifesto” nel senso di Manifestare chiaramente l’importanza che questa linea ha per la vita delle comunità che attraversa.

Per questo chiediamo alle Regioni interessate, la Toscana e l’Emilia Romagna, di sottoscrivere questo Manifesto di impegni, sapendo che vigileremo perché non si tratti di uno dei tanti impegni presi, perché questa volta vogliamo fare sul serio.

La sottoscrizione del Manifesto dovrà inoltre produrre una concertazione tra Città Metropolitana di Firenze, Provincia di Ravenna e gestori del Trasporto Pubblico Locale, per concordare e sottoscrivere una pianificazione degli interventi necessari (come parcheggi scambiatori, sistema di agevolazioni tariffarie per gli utenti più distanti…) volti a consentire un’alternativa sostenibile al mezzo privato, visti i target di riduzione delle emissioni (inquinanti e climalteranti) che i programmi comunitari e nazionali sopracitati ci obbligano a rispettare.

Di seguito gli impegni che chiediamo di sottoscrivere:

Impegno a fornire entro il 15 marzo il cronoprogramma definitivo sulla sostituzione dei treni, che dovrà prevedere la quasi totale sostituzione entro il 2025 e la modernizzazione di quelli rimanenti;
Impegno da parte della Regione ad adottare le sanzioni previste dal contratto di servizio, quando dovute, con l’obiettivo di ridistribuirli ogni sei mesi ai pendolari che usufruiscono della tratta;
Creazione di un tavolo permanente sulla Faentina dove siano presenti Amministrazioni Comunali, Associazioni di categoria, Sindacati e Comitati Pendolari di entrambe le Regioni;
Aumento delle corse che si attestano ai binari diversi dal 17 e 18 della stazione di Santa Maria Novella e realizzazione di infrastrutture che facilitino lo spostamento dai binari 17 e 18;
Verifica degli interventi e cronoprogramma in tempi rapidi degli investimenti sottoscritti nel dicembre 2017 e in gran parte disattesi;
Previsione di nuclei di manutenzione sulla linea Faentina, sia a Marradi che a Borgo San Lorenzo, per interventi di manutenzione ordinaria nelle h24;
Meccanismi di scontistica o sospensione dei costi di abbonamento dei pendolari fino alla ripresa di un servizio accettabile sulla linea ferroviaria Faentina, con riferimento a tassi di ritardo e soppressione corse;
Previsione di bus sostitutivi dedicati alle scuole nella tratta Marradi – Faenza, vista la difficile gestione odierna;
Individuazione di un responsabile per la gestione dei bus sostitutivi che entri in servizio al momento di attivazione dell’allerta SANF e faccia da tramite con le Amministrazioni comunali;
Cronoprogramma dettagliato e completo degli interventi sulle frane della tratta Marradi-Faenza dovute all’alluvione del maggio 2023 e chiarezza su quali interventi saranno eseguiti prioritariamente sulle frane per superare quanto prima i rallentamenti di velocità nella tratta Marradi-Faenza;
Un nuovo Memorario, con maggiori corse sia diurne che notturne;
Maggiori servizi e integrazione del Tper Emilia Romagna per il territorio della Valle del Lamone, superando anche il confine regionale;
Verifica di una nuova progettualità per corse “veloci” che abbattano i tempi di percorrenza dalle stazioni principali, a partire dalla reintroduzione del secondo binario nelle stazioni ove sono stati tolti, verificando l’efficacia dei sistemi di segnalamento e legandole capillarmente con una integrazione ferro/gomma;
Modifica del contratto di servizio, o formalizzazione di uno specifico addendum, che torni a rendere obbligatorio per Trenitalia confrontarsi singolarmente almeno una volta all’anno direttamente sul territorio.