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Sicurezza Ravenna. Assessore Fusignani: “Zona Speyer è attenzionata. È una possibile Zona Rossa, ma la decisione non dipende dall’Amministrazione”

“Se a Ravenna c’è una zona da prendere in considerazione per istituirvi la Zona Rossa, è quella dei Giardini Speyer e della Stazione ed è ciò che suggeriremo  alla Prefettura, che ha la competenza su queste ordinanze, quando il tema verrà affrontato (durante il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, ndr.).  Come ho già detto, e ora torno a ribadirlo, sono stato io il primo a formulare questa ipotesi. Ritengo, inoltre, che non sia corretto strumentalizzare la sicurezza o l’insicurezza dei cittadini a fini puramente elettorali”. È netta la posizione di Eugenio Fusignani, l’assessore alla sicurezza del Comune di Ravenna.

“Parlare di Ravenna come una città non sicura, è sbagliato – sottolinea Fusignani -. L’amministrazione locale attenziona l’area Speyer 365 giorni l’anno, mentre c’è chi se ne interessa solo qualche mese prima delle elezioni comunali”.

L’assessore prosegue: “Non ho mai detto che in zona stazione non vi siano criticità. Se le cose là andassero bene la Polizia locale potrebbe occuparsi di altre problematiche in città, invece monitora la zona,con passaggi frequenti, così come le altre forze dell’ordine. Da quando mi sono insediato ho sempre dato massima importanza alla sicurezza percepita dai cittadini, perché ritengo che sia importante quanto la sicurezza reale, e se un cittadino percepisce insicurezza vive male la propria città. Quindi nessuno, ed io in prima persona, ha mai voluto minimizzare il problema. Mai. Sono responsabile di quello che dico e credo che vi sia malafede in chi alimenta un clima di insicurezza. Posso capire lo stato d’animo dei cittadini residenti nella zona Speyer, ma la politica non deve strumentalizzare questi temi”.

“Là l’Amministrazione comunale ha investito fin dal 2016 attraverso un importante impegno della Polizia Locale. Tutto il sistema di sicurezza pubblica, penso a Prefetto e Questore, è impegnato in quell’area, cercando di affrontare il problema – prosegue -. L’ordine e la sicurezza pubblica sono di competenza dello Stato e sta all’attuale Governo garantire un aumento negli organici di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, così che possano essere impegnati maggiormente in quell’area”.

“Noi, come Amministrazione di Ravenna abbiamo fatto la nostra parte: abbiamo aumentato il numero degli agenti della Polizia Locale, passando da 170 e oltre 200, dotandoli anche di nuove tecnologie, ed abbiamo investito in sistemi elettronici in città e coinvolto anche il volontariato, con l’Associazione Nazionale Carabinieri. E siamo convinti che anche la futura presenza dello studentato universitario,  porterà una presenza sana di giovani”.

“Quello che è stato fatto, e che si continua a fare, punta proprio ad aumentare la sicurezza dei cittadini e, come ho già detto, se la Prefettura ci chiederà di individuare un’area in cui applicare la Zona rossa, segnaleremo quella dei Giardini Speyer-Stazione” ribadisce Fusignani.

“Ravenna non è una città insicura. Tanto è stato fatto e si continuerà a fare. Chi usa questi temi per fare campagna elettorale, sbaglia. Anche perché non mi pare che chi fa opposizione proponga delle soluzioni, fa solo propaganda”, conclude. 

Zona Rossa. In cosa consiste?

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha inviato una direttiva  ai prefetti per sottolineare l’importanza di individuare, con apposite ordinanze, aree urbane dove vietare la presenza di soggetti pericolosi con precedenti penali e poterne quindi disporre l’allontanamento.

Viene in tal modo esteso ad altre città questo strumento che ha già dato positivi risultati nel corso della sua prima applicazione a Firenze e Bologna dove complessivamente, negli ultimi 3 mesi, sono stati 105 i soggetti destinatari di provvedimenti di allontanamento su 14mila persone controllate.

Il ricorso alle cosiddette “zone rosse” rientra nella più ampia strategia volta a garantire la tutela della sicurezza urbana e la piena fruibilità degli spazi pubblici da parte dei cittadini. Tali ordinanze sono particolarmente utili in contesti caratterizzati da fenomeni di criminalità diffusa e situazioni di degrado, come le stazioni ferroviarie e le aree limitrofe, nonché le “piazze dello spaccio”, dove sono già in atto le operazioni interforze ad alto impatto.

Le misure potranno essere applicate anche in altre aree urbane, come le zone della movida, caratterizzate da un’elevata concentrazione di persone e attività commerciali e dove si registrano spesso episodi di microcriminalità (furti, rapine), violenza (risse, aggressioni), vandalismo, abuso di alcol e degrado. In vista del Capodanno, l’applicazione delle “zone rosse” rappresenta inoltre un ulteriore efficace strumento per rafforzare i controlli nelle aree di maggiore affluenza, anche in occasione dei numerosi spettacoli e manifestazioni previste. (Fonte Ministero dell’Interno)