Alla Classense di Ravenna, Antonio Patuelli racconta le origini del Risorgimento: Gioacchino Murat e il Proclama di Rimini del 1815
Sabato 29 marzo alle 17, nella Sala Dantesca della Biblioteca Classense, si terrà la conferenza dal titolo “Sgombri dal suolo italico ogni dominio straniero. Il Proclama di Rimini del 1815, Gioacchino Murat, Pellegrino Rossi e l’indipendenza italiana”, promossa dalla Fondazione Ravenna Risorgimento in collaborazione con l’Istituzione Biblioteca Classense, la Società Conservatrice del Capanno Garibaldi, l’ANVRG e l’AMI.
Dopo la presentazione del volume I lumini del 9 febbraio di Sauro Mattarelli, la Fondazione prosegue così il proprio ciclo di appuntamenti culturali e didattici dedicati alla memoria storica e ai valori risorgimentali.
Introdurranno l’incontro Patrizia Ravagli, presidente dell’Istituzione Biblioteca Classense, ed Eugenio Fusignani, presidente della Fondazione Ravenna Risorgimento. Al centro dell’iniziativa sarà l’intervento di Antonio Patuelli, in dialogo con il vicedirettore de Il Resto del Carlino, Vittorio Baroncini.
La conferenza ricorderà i 210 anni dal Proclama di Rimini, lanciato da Gioacchino Murat nel 1815 e considerato convenzionalmente come l’inizio del Risorgimento italiano. “Anche se la data ufficiale è il 30 marzo – spiega Fusignani – il proclama fu diffuso solo il 12 maggio, dopo la sconfitta dell’esercito murattiano a Tolentino contro gli austriaci”.
Secondo alcuni studiosi, tra cui lo stesso Fusignani, il testo potrebbe essere stato redatto da Pellegrino Rossi. “Nel proclama – aggiunge – Murat lanciò un appello agli italiani affinché tentassero di guadagnarsi con le armi l’unità e l’indipendenza. Lo storico Piero Pieri lo definì un estremo tentativo di separare le sorti della penisola da quelle di un Napoleone ormai sconfitto”.
Il Proclama di Rimini colpì anche Alessandro Manzoni, che gli dedicò un canto rimasto incompiuto e pubblicato solo nel 1848, dopo la morte di Murat, giustiziato a Pizzo Calabro il 13 ottobre 1815.
“Questo evento – conclude Fusignani – sarà un’occasione importante per riscoprire i valori del Risorgimento e l’attualità del loro messaggio, oggi più che mai necessari per rafforzare il senso civico e la conoscenza, strumenti fondamentali per contrastare la superficialità dominante nel confronto democratico sui social”.

