Il 10 e l’11 maggio torna il Festival di Cervia per Grazia Deledda. Inaugurazione di nuove luci per le statue di Biancini dedicate alla scrittrice
Domenica 11 maggio dedicata agli amici a quattro zampe, con una passeggiata pet-friendly, letture e approfondimenti
La valorizzazione della Rotonda Deledda come luogo di cultura e di memoria, con l’inaugurazione di luci e di una targa storica per le statue di Angelo Biancini dedicate alla scrittrice sarda; e una rilettura dei suoi racconti seguendo le orme dei tanti animali domestici e selvatici che li hanno ispirati: si muove su queste due direttrici la terza edizione del Festival di Cervia per Grazia Deledda, che si tiene nel giardino di Villa Caravella il 10 e l’11 maggio.
Il programma alterna conversazioni storiche e letterarie con le scrittrici Elisa Mazzoli, Sarah Savioli e Sandra Petrignani, letture a cura di Lelia Serra e Ruggero Sintoni, musica con il duo di chitarre Striago e di fisarmoniche Baguette, e momenti conviviali.
Il giardino dell’ex villino Deledda diventa per un weekend un luogo di incontri tra la Romagna e la Sardegna, ricreando quel dialogo di intesa alimentato dalla scrittrice nelle quindici estati trascorse a Cervia. Oltre all’esposizione dei quadri di pittori cervesi e a un laboratorio per realizzare animaletti in lana e carta, sarà attivo anche un punto informativo sul benessere degli animali a cura di Arca 2005.
La prima giornata del Festival sarà dedicata alla figura di Angelo Biancini e al valore delle sue statue di bronzo con una conferenza di Giovanni Gardini, direttore del Museo Diocesano di Faenza e del Museo Lercaro di Bologna, e il ricordo del nipote Luca Biancini. A conclusione, il sindaco di Cervia Mattia Missiroli inaugurerà le nuove luci e la targa storica della Rotonda Deledda.
L’illuminazione della Pescivendola romagnola e della Pastora sarda – che furono inaugurate nel settembre del 1956 a venti anni dalla morte della scrittrice – rappresenta un nuovo passo in avanti nel percorso di recupero della memoria ‘deleddiana’ della città che si aggiunge alla targa storica e alla segnaletica per raggiungere Villa Caravella.
“E’ un passo importante per il quale esprimiamo la nostra gratitudine al Comune di Cervia, ma non bisogna fermarsi. L’anno prossimo saranno 100 anni dal conferimento del Nobel alla scrittrice ed è il momento propizio per fare un nuovo salto di qualità – dice Marisa Ostolani, presidente dell’Associazione Grazia Deledda, una Nobel a Cervia -. Il lungomare cervese, di cui è prevista la riqualificazione, dovrebbe diventare a misura di Nobel non solo di nome (una parte le fu intitolata nel 1946), ma anche di fatto, con opere artistiche per omaggiarla ed elementi di arredo urbano che facciano conoscere le parole straordinarie con cui Deledda descrive la sua bella-verde-ventosa Cervia. E’ una proposta che rivolgiamo a tutta la città: dovremmo cogliere questa opportunità per legare in modo indissolubile la nostra memoria a quella dell’unica italiana premio Nobel per la letteratura”.
L’assessore alla cultura Federica Bosi e ai lavori pubblici Mirko Boschetti sottolineano che “l’abbellimento e il miglioramento della nostra città passano anche dalla riscoperta della memoria storica e dalle bellezze culturali e paesaggistiche che già ci sono”.
“Siamo molto orgogliosi del percorso comune avviato con l’Associazione Deledda – aggiungono -. È grazie allo stimolo ricevuto che quest’anno potremo dare nuova vita alla Rotonda e rendere omaggio alle due bellissime statue del Biancini, uno dei massimi scultori italiani del Novecento, che erano ormai avvolte dalla vegetazione e che necessitavano di un’adeguata valorizzazione”.

Ad aprire la seconda giornata del festival, domenica 11 maggio, saranno invece gli amici a quattro zampe, con una passeggiata pet-friendly accompagnata da letture dalle novelle di Deledda. Di ‘Voci dalla natura, Animali domestici e selvatici nelle pagine di Grazia Deledda’ parleranno poi le scrittrici Elisa Mazzoli e Sarah Savioli in una conversazione con la studiosa Elena Gagliardi.
“Nelle opere della Deledda la natura diventa protagonista in quanto intrinseca nei personaggi stessi e gli animali sono spesso al centro delle sue riflessioni – sottolinea Gagliardi -. Questo amore per gli animali rivela la grande attenzione che in generale la Deledda riserva alla natura. L’autrice ci invita con i suoi racconti al rispetto per l’ambiente, mostrando una coscienza ecologica assolutamente moderna”.
Con Eraldo Baldini e Massimiliano Costa, autori di ‘Romagna selvatica, ieri e oggi’, si cercherà di capire quali erano gli animali che la scrittrice agli inizi del Novecento incontrava nelle sue passeggiate in salina e in pineta e cosa da allora è cambiato nella fauna romagnola. Con Sandra Petrignani, si indagherà invece su come il rapporto con gli animali, pur complicandocela, cambia sempre in meglio la nostra vita. “Avere un cane è come trovarsi in un costante stato di innamoramento”, sottolinea l’autrice di ‘Autobiografia dei miei cani’, che sarà intervistata dalla capo redattrice Cultura dell’Ansa, Elisabetta Stefanelli.
inaugurazione delle opere nella Rotonda Deledda nel 1956Il monumento a Grazia Deledda e Angelo Biancini
Le due statue del monumento a Grazia Deledda, che rappresentano rispettivamente la Romagna e la Sardegna attraverso le figure di una venditrice di pesce ed una pastora, vennero realizzate dallo scultore e ceramista Angelo Biancini ed inaugurate nel settembre del 1956, a venti anni dalla morte della scrittrice, nel corso di una cerimonia che vide la partecipazione di autorità locali e della Sardegna.
La rotonda in cui sono state collocate era stata realizzata in un progetto di risistemazione urbanistica del lungomare come piazza aperta sulla spiaggia. Le due statue volgono però lo sguardo non al mare ma alla casa della scrittrice, all’epoca ancora visibile lungo la direttrice verso il porto e il Grand’Hotel.
Angelo Biancini, nato Castel Bolognese nel 1911, è stata una figura di primo piano nel panorama artistico del Novecento. Il suo curriculum di artista prende il via dalle prime opere monumentali degli anni ‘30 parte degli arredi artistici ed architettonici dello Stadio dei Marmi e del Palazzo delle Esposizioni all’EUR, per svilupparsi dagli anni ‘50 con commesse di respiro nazionale e internazionale e un ricco catalogo di opere di carattere civile e religioso tra cui ci sono interventi per la basilica di Nazareth, per l’Ospedale maggiore di Milano o per la sede della FAO a Roma.
Sul piano personale Biancini resta comunque legato al luogo di origine svolgendo la sua attività di docente presso l’Istituto d’arte per la Ceramica di Faenza dove, dal dopoguerra, occupa la cattedra di Plastica che detiene fino al pensionamento. Muore a Castel Bolognese nel 1988.
Oggi le sue opere sono esposte nella sala personale della Collezione d’Arte Moderna Religiosa dei Musei Vaticani, inaugurata nel 1973, nelle collezioni del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza e a Castel Bolognese, che gli ha dedicato un museo diffuso nel centro cittadino.
Il programma
Il festival gode dei patrocini del Comune di Cervia, della Regione Emilia-Romagna e del Comitato per le celebrazioni del 150/o di Grazia Deledda. Si può svolgere nel giardino di Villa Caravella per la disponibilità della famiglia Poggi, proprietaria dell’immobile.



